Una persona non è l'associazione- 25-04-04 - Gino Di Vico

 

 

Gentile gruppo “ Vivi Telese “, mi rivolgo a voi affinché, ove lo riteniate opportuno, pubblicaste questo mio scritto sul vostro sito. Cordiali saluti e auguri e complimenti per l’ottimo lavoro che quotidianamente svolgete per la nostra comunità.

 

Alcuni mesi scorsi, fui avvicinato da una costituenda “Associazione Ulisse“ per entrarne a far parte. L’associazione fin dal suo nascere si caratterizzava come un’associazione culturale e tale, almeno nelle parole, sembrava dover essere. Per me che avevo abbastanza tempo a disposizione, sembrò una buona intenzione quella di impegnarmi per costruire un sodalizio culturale che potesse produrre materiali, attività e quant’altro da spendere per la collettività.

 

Con l’avvicinarsi della prossima tornata elettorale all’aggettivo – culturale - si affiancò quello di - politica - . L’associazione si riunì e decise all’unanimità di perseguire questa nuova strada attraverso l’avvicinamento ai possibili progetti politici che sarebbero nati, restando però ferma l’intenzione che qualsiasi aggregazione con altri soggetti era perseguita salvaguardando l’autonomia e la specificità della associazione.

 

Dal momento in cui l’associazione divenne anche politica iniziarono una serie di discussioni che fecero emergere quelle distinzioni politiche di provenienza dei soci che fino ad allora erano state evidenziate come le differenze che davano forza e ricchezza al gruppo. Si cercò, o almeno io ho cercato, nonostante tutto di perseguire una linea comune, se possibile, ma soprattutto di salvaguardare i rapporti interni, la coerenza delle posizioni e l’integrità dell’associazione che si sarebbe parlata e avrebbe parlato sempre nel rispetto e previa consultazione degli organismi statutari.

 

Alla luce delle vicende ultime e mio dispiacere constatare come i miei consoci in “spregio“ alle proprie convinzioni, posizioni e soprattutto fedeltà all’associazione abbiano innescato un dialogo attraverso i giornali che non è rispettoso delle norme e degli organismi statutari assunti, ma vede contrapporsi due o più soggetti che non possono affermare di rappresentare l’associazione se non dopo previa convocazione e mandato dell’assemblea.

 

Cari soci se aveste portato il dibattito all’interno degli organismi preposti, questo avrebbe dato di noi all’esterno l’idea di un gruppo, se non certamente unito, quanto meno di persone serie, pratiche dei metodi democratici e capace d’insegnare qualcosa ad altri che “ con la puzza in casa vogliono insegnare la pulizia ”; avrebbe dato autorevolezza a qualsiasi posizione presa, sareste andati al “ mercato della politica “ a testa alta e non proni, con dignità, con autorevolezza. Io, visto che questo l’ ho predicato ma inascoltato “….. scusate non mi lego a questa schiera morrò pecora nera”.

 

Nell’augurare all’amico Mario D’Occhio ogni bene che gli verrà dalla sua probabile candidatura, mi permetto di metterlo in guardia e con lui la lista Liverini da questi nuovi compagni di strada dagli umori instabili, dall’idee altalenanti, dalle convinzioni confuse e spero che essi non si comportino con Liverini come con l’associazione.

 

Con affetto Gino Di Vico.

 

P. S. “ Nell’affidare questo mio scritto a Vivi Telese, potrei essere accusato di aver perseguito le stesse modalità mediatiche sopra criticate; attenzione, personalmente considerò concluso ogni percorso con i soci firmatari del comunicato stampa apparso sul Sannio in data odierna ”.

 


 

Per intervenire: invia@vivitelese.it