Collegi elettorali 12 e 24, le proposte - 25-10-03 - da Il Sannio Quotidiano

 

 

Collegi elettorali 12 e 24, arrivano le proposte

Pubblicato il 25-10-2003

 

Per Franco e Simiele è ‘inconcepibile’ l’unione Telese - Vitulano. Ceniccola pensa ad una ‘circoscrizione’ unica

 

Intorno alle modifiche proposte in merito ai collegi provinciali si levano forte perplessità. Ed ecco che dopo le diverse reazioni dei primi cittadini giungono quelle di alcuni rappresentanti di opposizione di diversi comuni del comprensorio.

 

In particolare la perplessità maggiori giungono dai collegi elettorali n. 12 e n. 24. Il collegio di Guardia Sanframondi (il 12) alle ultime elezioni raggruppava i centri di Guardia, Castelvenere e Telese Terme. Con le modifiche proposte, invece, si passerebbe ad un distretto formato da Guardia e Castelvenere a cui vengono uniti i centri di San Lupo, San Lorenzo Maggiore e Ponte.

 

Telese Terme, invece, passerà a dare il nome al collegio 24, formato anche dai comuni di Solopaca e Vitulano (centri che facevano parte del ‘vecchio’ collegio 24 insieme a Melizzano e Paupisi).

 

Antonio Simiele (VITULANO)(dg)

Dal centro vitualenese giunge l’intervento di Antonio Simiele, membro dell’opposizione consiliare ed autorevole esponente del Partito dei Comunisti Italiani. Simiele mette subito in evidenza un preciso aspetto: «E’ quanto meno singolare, o meglio, è addirittura paradossale che si propongano simili ridefinizioni dei collegi elettorali.

 

Mi riferisco in particolare a quello della valle vitulanese, dove sono stati raggruppati i centri del comprensorio escludendo, però, proprio il comune di Vitulano, il centro da cui la vallata prende il nome».

 

Simiele analizza le modifiche proposte e che prevedono un collegio della valle valle vitulanese formato da Torrecuso, Foglianise, Cautano e Campoli. «Mi sembra proprio un paradosso! Non è ammissibile - aggiunge - che un collegio venga composto da questi paesi escludendo proprio Vitulano che di questa valle è il centro.

 

Si sta pensando di ricollegare Vitulano al contesto della valle telesina scordandosi, che l’unico, e dico l’unico legame che potrebbe esserci tra Vitulano e Telese e Solopaca, altro non è che il massiccio di Camposauro».

 

L’ipotesi - sottolinea - è possibile, «ma solo sedendosi a tavolino e tracciando delle immaginarie linee sulla cartina geografica, senza tener conto di nessun criterio che rispecchi cultura, tradizioni, e tessuto socio-economico delle varie realtà».

 

E poi continua con una precisa proposta: «Se si vuole creare un collegio strettamente e rigorosamente della valle vitulanese bisognerebbe strutturarlo in modo che si inglobino paesi quali Vitulano, Foglianise, Cautano, Campoli e Tocco, che effettivamente rappresentano il fulcro della valle vitulanese e che, inoltre, per caratteristiche territoriali, culturali, socio economiche, sono quelli più omogenei.

 

Oppure, sempre a mio avviso, si potrebbe addirittura sdoppiare la valle in due collegi, tenendo però conto della omogeneità delle realtà territoriali. Il primo potrebbe essere costituito da paesi quali Torrecuso, Foglianise, Paupisi e Castelpoto e l’altro da Vitulano, Cautano, Tocco e Campoli, eventualmente includendo anche Apollosa.

 

Comunque spero che tali proposte vengano riviste e corrette, perché se tradotte nelle realtà esse arrecherebbero un danno irreparabile agli elettori della valle vitulanese».

 

 

Carlo Franco (TELESE TERME)

Forte la protesta che giunge anche dalla cittadina termale. Perplessità in merito alle modifiche proposte sono avanzate anche dal consigliere comunali Indipendente di Sinistra, Carlo Franco. «Ma quale ‘omogeneità strutturale e contiguità territoriale’ - dichiara il consigliere - ci può essere tra Telese Terme e Vitulano, paesi che rappresentano realtà diametralmente opposte e che sono precisi punti di riferimento per i paesi della valle in cui si trovano?».

 

Franco successivamente analizza un aspetto particolare. «E’ da tempo che Telese si sta battendo perché in Valle Telesina si cresca tutti insieme, raccordando interessi, storia, cultura e quant’altro. Vitulano - spiega - rimane lontano, sotto tutti i punti di vista: geografico, perché c’è la catena del Taburno per lo mezzo e ci sono tanti chilometri di distanza; socio-economico perché, come dicevo al principio, la nostra è una realtà diversa nella quale ci si sta sforzando di far crescere tutti insieme i paesi della Valle Telesina nel rispetto, appunto, della omogeneità strutturale e della contiguità territoriale».

 

 

Amedeo Ceniccola (GUARDIA S.)

Arriva da un versante diverso la protesta di Amedeo Ceniccola, capogruppo di ‘Guardia Libera’. Il consigliere, infatti, si richiama alla proposta avanzata qualche mese addietro dalla Casa comunale guardiese proprio in materia di collegi elettorali. E ricorda, in una nota inviata al sindaco ed al presidente del Consiglio comunale, che quella richiesta non è stata mai portata all’attenzione del Consiglio comunale.

 

 

«Tale atteggiamento - scrive Ceniccola - è l’ennesimo scempio di una concezione regressiva della democrazia del Falato...». Questo al cospetto della considerazione che «la modifica dei collegi elettorali provinciali è una questione di grande interesse politico che non può non coinvolgere il Consiglio comunale».

 

Per questa serie di motivi Ceniccola «propone di emendare la proposta di modifica... al fine di adeguare la composizione del collegio 12 per davvero ai criteri di omogeneità strutturale e di contiguità territoriale...» arrivando a chiedere al presidente del Consiglio comunale «l’inserimento di tale mozione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio...».

 

Un consiglio che se sarà convocato diventerà teatro per il lancio di una proposta a tutti i sindaci della provincia sannita. «Il dibattito - aggiunge Ceniccola - non è che mi entusiasma molto. Però la sensazione che provo è che, con la scusa dell’omogeneizzazione, qualcuno in buona sostanza cerca di ritagliarsi un abito su misura per conquistare un eventuale posto al sole.

 

Se si vuol recuperare sul terreno della politica - continua il capogruppo dell’opposizione - la proposta che mi permetto di lanciare a tutti i sindaci è di un collegio provinciale unico. A mio parare soltanto in questo caso si metterebbe definitivamente in soffitta quel tanto vituperato municipalismo o campanilismo che oggettivamente fino ad oggi ha condizionato e limitato le stesse capacità dei consiglieri provinciali eletti che molto spesso hanno privilegiato gli interessi del collegio ad una visione globale delle problematiche provinciali».

 


 

Cresce il fronte del no - 25-10-03 - da Il Mattino

CRESCE IL FRONTE DEL NO ALLE PROPOSTE DI REVISIONE

DOMENICO ZAMPELLI

Vitulano in ebollizione per la vicenda dei nuovi collegi elettorali provinciali. L’inclusione del paese nel collegio che vede presenti anche Solopaca e Telese ha creato più di un malumore, ed in questi giorni si moltiplicano le iniziative tese a modificare la proposta.

Dopo l’unanime delibera adottata dal civico consesso nella quale veniva chiesto un Consiglio provinciale aperto, comincia a circolare l’ipotesi di una petizione popolare tesa a modificare l’attuale progetto di ripartizione dei collegi. A lanciare l’idea è Giuseppe Buono, capogruppo di minoranza: «E’ impossibile che venga realizzato un collegio nel comprensorio vitulanese e ne venga escluso proprio il paese che gli dà il nome. In questo modo verrebbero ulteriormente frustrate le già precarie prospettive di sviluppo della nostra comunità.

Di fronte a questa assurda possibilità ritengo sia necessaria una mobilitazione comune, che superi le diatribe interne poiché il risultato da perseguire è voluto da tutti. Un segno eloquente in questo senso è rappresentato dall’atteggiamento dell’amministrazione comunale, che ha permesso l’approvazione all’unanimità della nostra proposta di Consiglio comunale aperto. A questo punto ritengo possa essere necessario anche un coinvolgimento della collettività, di Vitulano come dei paesi della zona, finalizzato alla creazione di un collegio elettorale finalmente rispettoso dell’omogeneità socio economica del comprensorio vitulanese».

Quello della modifica dei collegi elettorali rappresenta un impegno lontano anche di Antonio Simiele, storico riferimento della sinistra. «Quando, il 25 maggio del 1952, si svolsero le prime consultazioni elettorali per la Provincia - ricorda Simiele - Vitulano rientrava in un collegio comprendente buona parte dei paesi della valle. In quell’occasione nel collegio vennero espressi due consiglieri: il democristiano Mario Maio ed il liberale Giuseppe Iannella. Subito dopo fu eletto alla carica di consigliere anche Armando Pedicini.

Dopo qualche anno ci fu una modifica dei collegi, che portò Vitulano insieme a Paupisi, Solopaca e Melizzano, ed anche questa scelta fu accolta con dei malumori. Non è un caso se da allora fu estremamente difficile vedere un consigliere provinciale di Vitulano, salvo eccezioni come Vittorio Mastrocinque.

E’ stata proprio la consapevolezza della mancata omogeneità che caratterizza il collegio di Vitulano a spingere il mio impegno di questi anni verso una revisione, certamente non nel senso immaginato in questi giorni. E’ invece necessario costruire uno o due collegi partendo dalla valle vitulanese, condizione affinchè ogni comunità possa esprimere al meglio il suo peso politico accrescendo la sua capacità propositiva in un contesto allargato».

Di petizione per modificare i collegi elettorali aveva parlato qualche mese fa anche il Forum dei Giovani di Campoli, centro facente parte di un collegio con Tocco Caudio, Apollosa, Bonea, Moiano e Bucciano. In questo caso le richieste sembrerebbero avere trovato una certa accoglienza, visto che nell’attuale progetto Campoli e Tocco farebbero collegio con Cautano, Foglianise,