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Nuovi collegi, vecchia politica - 24-10-03 - Giovanni Forgione |
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Si parla in questi giorni della nuova mappa dei collegi elettorali in provincia di Benevento. Il cambiamento è da sempre un segno positivo.
In ogni azienda sana, quando si bada al prodotto finale (inteso anche come servizi), tutti i cambiamenti sono finalizzati all'incremento dell'efficienza produttiva. I manager aziendali o i semplici imprenditori con conduzione familiare, pensano e ripensano, sono attenti nelle scelte, non dormono di notte per migliorare il proprio lavoro.
Altra musica invece nella politica; tutto l'intelletto dei politici e dei politicanti è concentrato sui conteggi e sulle somme dei "presunti" voti già posseduti "in tasca". Le nuove tecnologie alla portata di tutti partoriscono mille statistiche in un secondo, magari usando le funzioni di excel.
L'impegno e l'assillo, 24 ore su 24, dei politici e politicanti non è migliorare la vivibilità dei "propri" collegi ma è quella di contare e ricontare i propri voti per avere un posto al sole.
E allora nottate a calcolare se le nuove proposte dei confini dei collegi apriranno nuovi orizzonti di "successo". Sappiamo tutti che per accaparrarsi voti ogni mezzo è lecito, anche la promessa clientelare truffaldina. Non serve excel per fare l'equazione clientelismo=malgoverno.
L'attuale stile amministrativo delle peggiori amministrazioni comunali (che in pratica dettano legge anche per candidare rappresentanti provinciali) è diametralmente opposto allo sviluppo della comunità. Pochi "amici degli amici" beneficiano dei favoritismi a svantaggio della comunità e del progresso civile.
Se la stessa intensità intellettiva usata per commentare i nuovi confini dei collegi provinciali si usasse per ridisegnare nuovi confini di vivibilità vivremmo tutti meglio. Un esempio elementare a sostegno di questa mia tesi è contenuta in questo intervento.
Ripeto e non mi stancherò mai di farlo, nel chiedere come sia possibile che ancora oggi tre zone del centro abitato di Telese Terme debbano essere gestite da altri tre comuni distanti chilometri. E' una vergogna istituzionale che investe tutto il sistema e che va di pari passo con la vergognosa inefficienza delle amministrazioni comunali. Se tra le "mille" cose da fare che ha un consiglio comunale questa non è degna di riflessione mi chiedo quali siano le altre.
La preparazione delle prossime elezioni comunali a Telese Terme e in altri comuni, è a pieno ritmo e già le strategie delle coalizioni non lasciano alcuno spazio alla presentazione di programmi; il 90 per cento del tempo dei futuri politici è dedicato alla formazione delle liste ed il restante 10 per cento alla redazione di programmi (se questi dovessero esistere nelle menti dei candidati).
Questa affermazione è sicuramente offensiva per chi ha buone intenzioni amministrative. Chi invece parte già con poche idee anzi una sola, non si offende. La controprova di quanto affermo la avremo nei prossimi mesi. Quando ViviTelese chiederà ufficialmente i programmi ai candidati telesini, vedrete quanti saranno in grado di mettere nero su bianco le intenzioni e i propositi. Vorrei tanto sbagliarmi ed essere smentito.
I candidati dovrebbero essere obbligati alla presentazione dei programmi. La chiara e scritta "offerta politica" non dovrebbe essere un optional. Le scuole, ad esempio, sono obbligate a presentare l'offerta formativa ai genitori che possono scegliere dove iscrivere i figli. Qualsiasi attività commerciale prima di "offrire" un servizio stipula un contratto col cliente. Solo i politici sono esclusi da questa norma di civiltà.
Sono sempre in attesa di un mondo con amministratori vogliosi del bene della comunità oltre il proprio. Mi auguro un futuro migliore.
Nota del 25-10-03 - Giovanni Forgione L'intervento qui sopra l'ho inviato al Sannio Quotidiano per farlo pubblicare in una di quelle rubriche del tipo "Lettere al Direttore" o "Riceviamo e Pubblichiamo". Poiché, qui sopra, ci sono riferimenti al sito ViviTelese e link ipertestuali, gli stessi per i lettori della carta stampata potrebbero non significare niente. Per questo motivo ho creduto opportuno "limare" l'intervento. La "nuova versione" inviata al Sannio Quotidiano è questa a fondo pagina.
Intervento inviato a Il Sannio Quotidiano il 25-10-2003 ore 14:30 Messaggio di conferma, ricevuto correttamente.
Alla data odierna Il Sannio Quotidiano non ha ritenuto opportuno pubblicare. In caso di pubblicazione inseriremo in questo spazio la data (........)
Nuovi collegi, vecchia politica - 25-10-03 - Giovanni Forgione Si parla in questi giorni della nuova mappa dei collegi elettorali in provincia di Benevento. Il cambiamento è da sempre un segno positivo. In ogni azienda sana, quando si bada al prodotto finale (inteso anche come servizi), tutti i cambiamenti sono finalizzati all'incremento dell'efficienza produttiva. I manager aziendali o i semplici imprenditori con conduzione familiare, pensano e ripensano, sono attenti nelle scelte, non dormono di notte per migliorare il proprio lavoro. Altra musica invece nella politica; tutto l'intelletto dei politici e dei politicanti è concentrato sui conteggi e sulle somme dei "presunti" voti già posseduti "in tasca". Le nuove tecnologie alla portata di tutti partoriscono mille statistiche in un secondo, magari usando le funzioni di excel. L'impegno e l'assillo, 24 ore su 24, dei politici e politicanti non è migliorare la vivibilità dei "propri" collegi ma è quella di contare e ricontare i propri voti per avere un posto al sole. E allora nottate a calcolare se le nuove proposte dei confini dei collegi apriranno nuovi orizzonti di "successo". Sappiamo tutti che per accaparrarsi voti ogni mezzo è lecito, anche la promessa clientelare truffaldina. Non serve excel per fare l'equazione clientelismo=malgoverno. L'attuale stile amministrativo delle peggiori amministrazioni comunali (che in pratica dettano legge anche per candidare rappresentanti provinciali) è diametralmente opposto allo sviluppo della comunità. Pochi "amici degli amici" beneficiano dei favoritismi a svantaggio della comunità e del progresso civile. Se la stessa intensità intellettiva usata per commentare i nuovi confini dei collegi provinciali si usasse per ridisegnare nuovi confini di vivibilità vivremmo tutti meglio. Un esempio elementare: ancora oggi tre zone del centro abitato di Telese Terme sono gestite da altri tre comuni distanti chilometri. Addirittura il quartiere "Tre Senete" adiacente alle Terme e alla Clinica Maugeri, apparterrebbe ad un collegio provinciale diverso da Telese Terme, quello di Castelvenere; è ridicolo. Questa è una vergogna istituzionale che investe tutto il sistema e che va di pari passo con la vergognosa inefficienza delle peggiori amministrazioni comunali, incapaci di reggere il passo con la rinnovata società dell'informazione. Se tra le "mille" cose da fare che ha un consiglio comunale questa non è degna di riflessione mi chiedo quali siano le altre. Sono decenni che i tre quartieri del centro della cittadina termale eleggono amministratori di altri comuni. Non accorgersi di queste necessità vitali di base, la dice lunga su come "si pensa" ai problemi più difficili. Anche la presenza di 10 discariche abusive sul territorio comunale di Telese Terme da ormai vent'anni, testimonia l'incapacità amministrativa di chi governa. Il futuro sarà diverso? Macché! E' deprimente osservare la preparazione delle prossime elezioni comunali a Telese Terme e in altri comuni. E' a pieno ritmo e già le strategie delle coalizioni non lasciano alcuno spazio alla presentazione di programmi; il 90 per cento del tempo dei futuri politici è dedicato alla formazione delle liste ed il restante 10 per cento alla redazione di programmi (se questi dovessero esistere nelle menti dei candidati). Questa affermazione è sicuramente offensiva per chi ha buone intenzioni amministrative. Chi invece parte già con poche idee anzi una sola, non si offende. La controprova di quanto affermo la avremo nei prossimi mesi. Pochi candidati presenteranno ufficialmente i programmi agli elettori telesini; vedrete quanti saranno in grado di mettere nero su bianco le intenzioni e i propositi. Vorrei tanto sbagliarmi ed essere smentito. I candidati dovrebbero essere obbligati alla presentazione dei programmi. La chiara e scritta "offerta politica" non dovrebbe essere un optional. Le scuole, ad esempio, sono obbligate a presentare l'offerta formativa ai genitori che possono scegliere dove iscrivere i figli. Qualsiasi attività commerciale prima di "offrire" un servizio stipula un contratto col cliente. Solo i politici sono esclusi da questa norma di civiltà. Come cittadino sono in attesa di un mondo con amministratori vogliosi del bene della comunità oltre il proprio. Per fortuna qualche realtà nel Sannio sta dando il buon esempio e le mie non sono parole utopiche. Mi auguro un futuro migliore per Telese e per il Sannio.
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