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Telese Terme. Mentre lo Sdi di Telese Terme
convoca un incontro pubblico che si svolgerà
sabato prossimo per spiegare ai cittadini la
vicenda della revoca da assessore che ha visto
protagonista Alessandro Grimaldi, il gruppo
consiliare di opposizione ”Insieme per Telese”
interviene sul provvedimento emesso dal sindaco,
Gennaro Capasso. «Quasi certamente non si tratta
di questioni personali ma di enormi questioni
politiche che evidenziano in maniera
inequivocabile i problemi all'interno della
maggioranza - spiegano i componenti del gruppo
capeggiato da Giovanni Liverini -.
L'ormai ex assessore Grimaldi è a noi apparso
fino al giorno della revoca molto impegnato a
convogliare risorse per il Comune di Telese
Terme, grazie anche al rapporto di
collaborazione con l'assessore regionale Marco
Di Lello e la cosa che più ci sembra strana è
che solo qualche giorno fa lo stesso Grimaldi
tesseva le lodi della sua Amministrazione per un
finanziamento per la ricostruzione del vecchio
imbottigliamento, dimenticando però di dire che
l'opposizione avave votato a favore del
provvedimento».
”Insieme per Telese” sostiene, quindi, che
all'interno dell'attuale maggioranza
amministrativa si sarebbero create già da tempo
due ben distinte fazioni. «La prima - sostiene
il documento - che evidentemente fa capo
all'ex-sindaco Giuseppe D'Occhio, che non ha mai
abbandonato l'idea di tornare a rioccupare la
poltrona di primo cittadino, ed una seconda che
raggrupperebbe elementi che vedrebbero Capasso
autonomo rispetto alle posizioni di D'Occhio».
Sul futuro immediato, l’opposizione afferma: «La
fase politica che si apre ha caratteri del tutto
inediti e può preludere ad ogni tipo di sbocco.
La clamorosità del provvedimento emanato da
Gennaro Capasso, infatti, è tale che nessuno dei
protagonisti potrà tornare indietro senza pagare
dazio». L'opposizione ritiene infatti che «se il
sindaco tornerà su i suoi passi, perderebbe ogni
credibilità al cospetto dell'intera
cittadinanza, cedendo terreno a quanti invocano
un ritorno di D'Occhio. Se Grimaldi rimanesse
invece fuori, l’equilibrio della maggioranza si
farebbe ancora più incerto per mancanza di un
canale preferenziale con la Regione». vi.va.
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