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Dopo mesi e mesi
di voci che si rincorrevano e di indiscrezioni
che serpeggiavano, è venuto il fatidico 28
aprile, data ultima per la presentazione delle
liste in vista dell’appuntamento elettorale del
27 e 28 maggio. Ebbene, se le premesse sono
queste possono scaturire riflessioni quanto meno
interessanti. Le voci che animavano gli incontri
dei due schieramenti, si sono tramutate in liste
civiche dalla forte eterogeneità, o meglio delle
insalate di mare. Sì, il piatto dell’estate con
proprietà quasi refrigeranti, è tanto più buono
quanto più condito. Ma tralasciando la
gastronomia passiamo a visionare le compagini
che si sfideranno per la guida del comune del
compianto Salvatore Pacelli.
La maggioranza
uscente si presenta all’appuntamento con una
“formazione” sostanzialmente uguale a quella del
2002. Ai nomi noti si aggiungono candidati dalle
provenienze politiche alquanto variegate. Dopo
più di un anno in cui era parte del triangolo
della sinistra (PRC,PCI,DS), il segretario di
Rifondazione Miotto, è passato alla lista
udeurrina di Giuseppe Creta. Altro caso simile
quello di Di Luise dello SDI. Il segretario del
partito che sogna di ricreare il partito
socialista ha forse cercato “un posto al sole”
tutto per lui?
Ai due
“dissidenti”vanno poi aggiunti i componenti del
centrodestra (Romano e La Fazia), che hanno
completato il passaggio da opposizione a
maggioranza sancito nell’elezione del
rappresentante sansalvatorese alla comunità
montana del Titerno. Ad essi chiedo una
curiosità: come ci si sente ad abbandonare un
progetto quale Nuovi Orizzonti (la terza lista
del 2002 con candidato sindaco Romano) ma
soprattutto ad infischiarsi di un elettorato che
si rispecchiava nel vostro progetto? Dove
finisce la coerenza? Le idee sono proprio così
mutevoli? Ma credete che i sansalvatoresi siano
proprio degli imbecilli?
Ma anche la
seconda lista annovera esponenti di estrazione
politica varia. Al leader Emilio Bove della
Margherita e al segretario Sarracco si
aggiungono Pucino e Pacelli di Forza Italia,
esponenti di Alleanza nazionale che hanno preso
le distanze da Romano e il diessino Napolitano.
Come, solo un diessino? Proprio così, in tanta
proliferazione di partiti, di alcuni dei quali
non sapevo l’esistenza, il partito che vuole la
creazione di un’ala moderata, si cela in questa
elezione e lascia strada agli altri.
Sono i Ds i primi
sconfitti di questa campagna elettorale. Dove
sono andati? Un partito che annovera molti
iscritti latita nelle liste e si lecca le
ferite. Al direttivo Ds chiedo: cosa farete ora
che nella realtà comunale non siete presenti?
Non viene prima la comunità che non il partito
democratico? È proprio strano, un avvertimento
del contrario per dirla con umorismo
pirandelliano.
Veniamo poi alle
donne. Compagne di vita, madri, figlie, senza di
esse tutto sarebbe più vuoto. A quando una
massiccia rappresentanza femminile alla guida
del paese? Sei donne: due nella lista di Creta,
quattro in quella di Bove, sono poche,
pochissime. Mi risponderanno che molte hanno
rifiutato per impegni di lavoro. Non ne dubito
ma donne giovani e brillanti, con alle spalle
studi importanti e risultati pregevolissimi
vanno inserite e non cercate nei silenzi. Perché
la donna ha una maturità che gli uomini non
hanno, una sensibilità più spiccata e poi un
maggior senso del confronto.
Indipendentemente
dall’esito della tornata elettorale, è bene
iniziare a coinvolgere quella realtà giovanile
preparata e valida perché sarà essa a dover
guidare il nostro paese. Perché un pizzico di
buon idealismo è in loro come la forza delle
idee che mai e poi mai baratterebbero per” posti
al sole”, così avremo trovato quel condimento
necessario per arricchire la nostra comunità.
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