30 aprile 2007
S.Salvatore, elezioni: insalate di mare
Francesco Meglio

 

 

Dopo mesi e mesi di voci che si rincorrevano e di indiscrezioni che serpeggiavano, è venuto il fatidico 28 aprile, data ultima per la presentazione delle liste in vista dell’appuntamento elettorale del 27 e 28 maggio. Ebbene, se le premesse sono queste possono scaturire riflessioni quanto meno interessanti. Le voci che animavano gli incontri dei due schieramenti, si sono tramutate in liste civiche dalla forte eterogeneità, o meglio delle insalate di mare. Sì, il piatto dell’estate con proprietà quasi refrigeranti, è tanto più buono quanto più condito. Ma tralasciando la gastronomia passiamo a visionare le compagini che si sfideranno per la guida del comune del compianto Salvatore Pacelli.

 

La maggioranza uscente si presenta all’appuntamento con una “formazione” sostanzialmente uguale a quella del 2002. Ai nomi noti si aggiungono candidati dalle provenienze politiche alquanto variegate. Dopo più di un anno in cui era parte del triangolo della sinistra (PRC,PCI,DS), il segretario di Rifondazione Miotto, è passato alla lista udeurrina di Giuseppe Creta. Altro caso simile quello di Di Luise dello SDI. Il segretario del partito che sogna di ricreare il partito socialista ha forse cercato “un posto al sole” tutto per lui?

 

Ai due “dissidenti”vanno poi aggiunti i componenti del centrodestra (Romano e La Fazia), che hanno completato il passaggio da opposizione a maggioranza sancito nell’elezione del rappresentante sansalvatorese alla comunità montana del Titerno. Ad essi chiedo una curiosità: come ci si sente ad abbandonare un progetto quale Nuovi Orizzonti (la terza lista del 2002 con candidato sindaco Romano) ma soprattutto ad infischiarsi di un elettorato che si rispecchiava nel vostro progetto? Dove finisce la coerenza? Le idee sono proprio così mutevoli? Ma credete che i sansalvatoresi siano proprio degli imbecilli?

 

Ma anche la seconda lista annovera esponenti di estrazione politica varia. Al leader Emilio Bove della Margherita e al segretario Sarracco si aggiungono Pucino e Pacelli di Forza Italia, esponenti di Alleanza nazionale che hanno preso le distanze da Romano e  il diessino Napolitano. Come, solo un diessino? Proprio così, in tanta proliferazione di partiti, di alcuni dei quali non sapevo l’esistenza, il partito che vuole la creazione di un’ala moderata, si cela in questa elezione e lascia strada agli altri.

 

Sono i Ds i primi sconfitti di questa campagna elettorale. Dove sono andati? Un partito che annovera molti iscritti latita nelle liste e si lecca le ferite. Al direttivo Ds chiedo: cosa farete ora che nella realtà comunale non siete presenti? Non viene prima la comunità che non il partito democratico? È proprio strano, un avvertimento del contrario per dirla con umorismo pirandelliano.

 

Veniamo poi alle donne. Compagne di vita, madri, figlie, senza di esse tutto sarebbe più vuoto. A quando una massiccia rappresentanza femminile alla guida del paese? Sei donne: due nella lista di Creta, quattro in quella di Bove, sono poche, pochissime. Mi risponderanno che molte hanno rifiutato per impegni di lavoro. Non ne dubito ma donne giovani e brillanti, con alle spalle studi importanti e risultati pregevolissimi vanno inserite e non cercate nei silenzi. Perché la donna ha una maturità che gli uomini non hanno, una sensibilità più spiccata e poi un maggior senso del confronto.

 

Indipendentemente dall’esito della tornata elettorale, è bene iniziare a coinvolgere quella realtà giovanile preparata e valida perché sarà essa a dover guidare il nostro paese. Perché un pizzico di buon idealismo è in loro come la forza delle idee che mai e poi mai baratterebbero per” posti al sole”, così avremo trovato quel condimento necessario per arricchire la nostra comunità.

 

 

 

     

 Valle Telesina


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