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SAN SALVATORE T. / Soddisfatto il presidente del
Centro Sociale «L'età d'oro della vita» Pacelli:
«La conferenza ha testimoniato quanto sia
sentito l'argomento dell'unione dei Comuni»
di
Vincenzo Palmieri
Un
primo passo per concertare sinergicamente la
realizzazione di una idea progettuale che assume
connotati sempre più attuali. Alberto Pacelli,
presidente del Centro Sociale Polivalente "L'età
d'oro della vita", promotore della conferenza
"San Salvatore Telesino - Telese Terme: un
futuro condivisibile?", svoltasi sabato scorso
in una gremita sala conferenze comunale, si
dichiara soddisfatto della riuscita della
stessa. "Sono molto soddisfatto dell'esito della
conferenza - ha evidenziato Alberto Pacelli -,
dalla quale certamente emerge quanto sia sentito
l'argomento dell'unione dei comuni, dalla quale,
senza ombra di dubbio, le due comunità
potrebbero trarre grossi vantaggi: economici,
anche solo per l'economia di scala che
comporterebbe la gestione comune di alcuni
servizi per la salvaguardia del territorio, a
beneficio delle nuove generazioni; per lo
sviluppo economico grazie all'incremento del
turismo ed alla valorizzazione delle risorse
comuni.
L'unico rammarico - ha sottolineato Pacelli - è
che in tanti avrebbero voluto intervenire,
purtroppo una sterile polemica innescata dalla
lettura di una relazione su temi completamente
avulsi da quelli in discussione ci ha costretto
a chiudere la conferenza senza poter
approfondire la validità della proposta
sull’unione, sulla quale dovremo ritornare”. Un
argomento, dunque, che sicuramente continuerà a
far discutere e su cui ancora bisognerà lavorare
continuando un lavoro avviato quasi dieci anni
fa come ha spiegato lo stesso Pacelli. "Il
dibattito sull'unione dei Comuni di San
Salvatore e Telese nasce da lontano- ha
precisato Pacelli -. Una delle prime iniziative
dell'allora nascente Rotary Club Valle Telesina,
da me presieduto, nell'ottobre del '99, ili
quella di organizzare un convegno' sulla
necessità di creare un "Consorzio per il
Turismo", sostenendo come un piano di marketing
territoriale, avrebbe potuto far emergere questo
settore strategico dell'economia del nostro
territorio. Poi, a settembre del 2000, ci fu una
seconda iniziativa per promuovere
l'associazionismo tra i comuni e ci vide
protagonisti di una conferenza su "Le condizioni
per la nascita di una città Telesina”W. Quindi,
nel gennaio del 2003, visti sopiti tutti gli
interessi attorno alla questione, promossi un
incontro-dibattito dal titolo "Rifondiamo la
città di Telesia", facendo appello all'orgoglio
delle due comunità contigue e richiamandole alle
antiche origini comuni. Infine, a metà dell'anno
scorso, la polemica nata a seguito
dell'iniziativa del Comune di Telese "Rivive
Telesia", ha rischiato di riaccendere
campanilismi sterili e regressivi, in un momento
storico in cui appare evidente come una delle
priorità dei piccoli comuni sia" quella di
associarsi per far fronte alle nuove esigenze i
economiche create dal decentramento federale.
Da
qui - ha proseguito Pacelli - il mio intervento
sulla stampa dello scorso ottobre, quando
rivolgendomi alle due amministrazioni chiedevo
di astenersi da sterili polemiche e di sedersi
intorno ad un tavolo per avviare un confronto
sulla possibilità di arrivare all’unione dei due
comuni. Le risposte, se anche indirette o forse
solo per mia presunzione a me rivolte, apparse
sulla stampa, sono andate su tutt'altra via,
alcuni hanno parlato a lungo di "fare sistema"
tra i comuni della valle, usando un termine
preso a prestito dall'informatica e molto di
moda in questo periodo, accusando chi si occupa
di sollevare questo problema di andare alla
ricerca di un momento di notorietà. Io mi chiedo
e domando alla cittadinanza, ma per "fare
sistema", volendo continuare ad esprimersi in
termini informatici, non è necessario un
software, quindi un progetto per farlo girare?
Non è forse necessario un "master", un nucleo
centrale di aggregazione per renderlo
efficiente? La, mia risposta -ha concluso
Pacelli - è, ancora una volta, "Rifondiamo
Telesia" ed intorno ad essa , creiamo una serie
di rete di servizi associati, per dare a questa
valle un futuro degno di essere vissuto appieno
dalle nuove generazioni.
TESTIMONIANZE segnalate da Alberto Pacelli
"UNIONI COMUNALI, ECCO COSA SONO"
di
Giorgio Nardone e Luigi Pepe
Questo nuovo Ente Locale, previsto dall'art.32
del D. Lgs. n 267 del 18 .08.000, non è altro
che un'associazione tra più Comuni per gestire
una serie di servizi intercomunali con grosse
economie. Il futuro dei piccoli Comuni, in
considerazione delle sempre maggiori
ristrettezze finanziarie per la diminuzione dei
fondi dello Stato ai Comuni, può essere salvato
da questa nuova forma di coinvolgimento
associato, nel rispetto delle peculiarità di
ciascuno. Un aspetto determinante da chiarire
subito è che i Comuni che fanno parte
dell'Unione mantengono la loro specifica
identità, il nome, il loro Consiglio e il loro
Sindaco. L'Unione non è una fusione, cioè non è
e non potrà mai essere un solo Comune. E' un
Ente giuridico autonomo con un proprio
Presidente, una Giunta ed un Assemblea ( che non
percepiscono né indennità, né gettoni di
presenza) nella quale sono rappresentati in modo
paritario i Comuni, con due Consiglieri di
maggioranza ed uno di minoranza ciascuno,
indipendentemente dal numero degli abitanti. Per
il personale amministrativo vengono utilizzati,
mediante convenzione, dipendenti dei Comuni
associati. Certamente, si tratta di una sfida
vincente, per le economie conseguite, per la
maggiore funzionalità ed efficienza dei Servizi.
fonte: rivista edita dall'Unione dei Santi
Sanniti, l' Unione -apr/mag 2004-
"PICCOLI COMUNI ,L'OBIETTIVO FUTURO E'
ASSOCIARSI"
di
Achille Mottola
...Pasquale Granata, segretario regionale dell'Anci
Campania ha parlato dell'Unione dei Santi
Sanniti come un "caso di eccellenza nel sistema
Campania"
...Ennio Molinaro, responsabile dei Servizi di
gestione associata Asmepi-Asmez, ha osservato
che vi è ormai la necessità, più che
l'opportunità di mettersi insieme da parte dei
Comuni per gestire i servizi al cittadino ed
assicurare efficienza, efficacia ed economicità.
fonte: Il Mattino 09.06.2005. |