19 maggio 2007
S.Salvatore, e adesso parliamo di donne

 

Patrizia Bove

 

 

E adesso parliamo di donne?

 

di   Patrizia Bove

 

Nelle ultime settimane le pagine di ViviTelese  si sono arricchite di un vivace dibattito politico-culturale.

 

 Ad “accendere la miccia” un giovane e brillante studente san salvatorese che, con l’entusiasmo e la forza delle idee  dei diciotto anni , ha espresso la propria opinione   argomentando, con dichiarazioni ricche di contenuto, sull’evolversi delle scelte di politica locale in occasione delle prossime consultazioni elettorali.

 

Le sue considerazioni  sulla partecipazione delle donne alla competizione elettorale costituiscono  uno stimolo  per alimentare  un  dibattito  al femminile da parte di chi ,come me, vivendo  in pieno la realtà sociale e culturale della nostra Valle , si sente senz’altro  chiamata in causa.

 

 La differenza di genere costituisce l’elemento caratterizzante di Madre Natura  e l’equilibrio tra i sessi è certamente il principio su cui si fonda l’armonia della specie umana.

Ma  quanto la nostra società è “equilibrata” rispetto alla pari dignità tra uomo e donna?

La storia ci insegna che le donne  hanno dovuto faticare molto per  occupare un “posto al sole” e che i loro sacrifici, in termini di impegno, partecipazione , abnegazione , studio , non sono terminati.

Ancora oggi, alle soglie del Terzo millennio, il fenomeno dell’esclusione delle donne è per lo più generalizzato e riguarda la  sfera lavorativa, sociale e politica.

Gli elementi si intrecciano  tra loro dato che la non presenza delle donne in posizioni apicali nei vari settori lavorativi si riflette anche in politica. Ricoprire cariche di prestigio in magistratura, nell’università, nell’impresa, dà infatti visibilità e queste posizioni rappresentano uno dei bacini dai quali si attinge per le candidature.

 

 In Italia le donne nell’Accademia , per esempio, sono solo il 16,4% mentre nel Servizio Sanitario Nazionale le donne rappresentano il 60% di tutto il personale con un’evidente esclusione dai ruoli decisionali, visto che i Direttori generali delle ASL di sesso femminile  sono solo il 6%.

In politica la situazione non è migliore. L’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sosteneva che le donne in Parlamento erano poche perché non volevano trasferirsi a Roma e “lasciare il marito” (!!). Peccato però che le donne Sindaco, nei comuni grandi come in quelli piccoli, siano addirittura meno numerose di quelle in Parlamento , solo l’11,6%.

 

Eppure alle donne viene riconosciuto un “valore aggiunto” che le caratterizza  in maniera positiva  come persone meno conflittuali, meno corrotte , più orizzontali nell’esercizio del potere.

 Poi ,al momento di votare o di scegliere una donna in una posizione apicale , questa enfasi si rivela per quello che è: mera retorica !

 Io credo che uno dei problemi  principali delle donne che si relazionano in una società “maschile” è relativamente “all’immagine di sé”  da veicolare.

Le donne infatti vengono screditate ed attaccate sia se mettono in evidenza la famiglia, i figli e se sono femminili nel loro  modo di vestire, sia se rispecchiano un modello più “manageriale” e virilizzato.

E allora che fare?

Mi viene da dire , affermandolo a gran voce: Facciamo le donne, sempre e comunque!!

 

Oggi non ha più senso, a mio parere, parlare di femminismo  quanto piuttosto riappropriarci del termine femminile  utilizzandolo quale aggettivo qualificativo e qualificante del  nostro essere donna.

La società  “ femminile” è una società in cui  vengono recuperati valori quali l’umanità , l’amore , la disponibilità  al dialogo  e al confronto costruttivo.

Mi ha particolarmente colpito l’andamento della campagna elettorale nelle elezioni presidenziali francesi. Tutti sappiamo com’è finita: ha vinto il maschio Sarkozy.

 I politici mi obietteranno che quella non era una campagna elettorale basata sulla differenza di genere e che in politica contano i programmi, le idee, la credibilità dell’individuo e , non ultimo, le lobby di potere. E’ tutto vero ma, se guardiamo la cronaca delle dichiarazioni degli ultimi giorni di campagna elettorale, ci accorgiamo che Sarkozy, per aumentare i suoi consensi, ha dovuto trasferire il terreno di scontro su un piano prettamente femminile e confrontarsi con la sua avversaria su temi  da lui stesso in altri tempi ritenuti non “interessanti politicamente” quali il sentimento, l’amore, il cuore.  La sua affermazione “ L’umanità è alla base della buona politica” la dice lunga sulla metamorfosi del suo programma elettorale.

 

Ho voluto fare questo inciso per affermare un concetto di cui sono sempre più convinta: gli uomini si stanno appropriando di idee  e valori femminili e li stanno trasferendo nella loro modalità di vita  perché quei valori  e quelle idee sono vincenti!

Allora come possiamo noi donne far valere le nostre idee e porci  su un piano di effettiva parità-sociale, politica, professionale e culturale -   con gli uomini?

La legislazione negli ultimi anni favorisce  la partecipazione delle donne  nella gestione del potere politico ( anche se abbiamo dovuto ricorrere alle quote rosa affinché questa prerogativa divenisse prassi consolidata) e il mondo del lavoro guarda con interesse alle capacità professionali femminili. Ma è ancora troppo poco ed è  riduttivo  dare la colpa all’uomo per questa situazione.

 La gestione maschile dei posti di potere ha senz’altro negli anni contribuito ad emarginare la donna , relegandola in ruoli secondari, ma oggi che molte barriere sono cadute , per poter “spiccare il volo” la donna ha bisogno anche e soprattutto delle altre donne!

 

“Fare rete” e “Lavorare nella trasversalità per un obiettivo comune ” sono concetti che devono essere assimilati dal  mondo femminile che intende farsi avanti per  occupare quei posti che alle donne sono stati sempre negati.

Pertanto il mio invito è – da donna- alle altre donne : non attribuiamo la responsabilità dell’esclusione femminile solo al mondo dei maschi  , diventiamo artefici della nostra libertà!

 

 Ed ancora, insegniamo ai nostri figli il rispetto per i valori umani che, come tali, non hanno sesso!

Il giovane Francesco, nel suo articolo, invita  i politici a non cercare le donne nei silenzi, io aggiungo rivolgendomi alle donne : non arretriamo di fronte ad assunzioni di responsabilità che vanno oltre  il ruolo  a noi storicamente attribuito .

Lavoriamo per il raggiungimento  di una democrazia paritaria   dando  forza alle politiche e alla politica al femminile  soprattutto con un atto di fiducia  nei confronti delle altre donne.

 

 

 

     

 Valle Telesina


Per intervenire: invia@vivitelese.it