|
E adesso parliamo
di donne?
di Patrizia Bove
Nelle ultime
settimane le pagine di ViviTelese si
sono arricchite di un vivace dibattito
politico-culturale.
Ad “accendere la
miccia” un giovane e brillante studente san
salvatorese che, con l’entusiasmo e la forza
delle idee dei diciotto anni , ha espresso la
propria opinione argomentando, con
dichiarazioni ricche di contenuto,
sull’evolversi delle scelte di politica locale
in occasione delle prossime consultazioni
elettorali.
Le sue
considerazioni sulla partecipazione delle donne
alla competizione elettorale costituiscono uno
stimolo per alimentare un dibattito al
femminile da parte di chi ,come me, vivendo
in pieno la realtà sociale e culturale della
nostra Valle , si sente senz’altro chiamata in
causa.
La differenza di
genere costituisce l’elemento caratterizzante di
Madre Natura e l’equilibrio tra i sessi è
certamente il principio su cui si fonda
l’armonia della specie umana.
Ma quanto la
nostra società è “equilibrata” rispetto alla
pari dignità tra uomo e donna?
La storia ci
insegna che le donne hanno dovuto faticare
molto per occupare un “posto al sole” e che i
loro sacrifici, in termini di impegno,
partecipazione , abnegazione , studio , non sono
terminati.
Ancora oggi, alle
soglie del Terzo millennio, il fenomeno
dell’esclusione delle donne è per lo più
generalizzato e riguarda la sfera lavorativa,
sociale e politica.
Gli elementi si
intrecciano tra loro dato che la non presenza
delle donne in posizioni apicali nei vari
settori lavorativi si riflette anche in
politica. Ricoprire cariche di prestigio in
magistratura, nell’università, nell’impresa, dà
infatti visibilità e queste posizioni
rappresentano uno dei bacini dai quali si
attinge per le candidature.
In Italia le
donne nell’Accademia , per esempio, sono solo il
16,4% mentre nel Servizio Sanitario Nazionale le
donne rappresentano il 60% di tutto il personale
con un’evidente esclusione dai ruoli
decisionali, visto che i Direttori generali
delle ASL di sesso femminile sono solo il 6%.
In politica la
situazione non è migliore. L’ex Presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi sosteneva che le
donne in Parlamento erano poche perché non
volevano trasferirsi a Roma e “lasciare il
marito” (!!). Peccato però che le donne Sindaco,
nei comuni grandi come in quelli piccoli, siano
addirittura meno numerose di quelle in
Parlamento , solo l’11,6%.
Eppure alle donne
viene riconosciuto un “valore aggiunto” che le
caratterizza in maniera positiva come persone
meno conflittuali, meno corrotte , più
orizzontali nell’esercizio del potere.
Poi ,al momento
di votare o di scegliere una donna in una
posizione apicale , questa enfasi si rivela per
quello che è: mera retorica !
Io credo che uno
dei problemi principali delle donne che si
relazionano in una società “maschile” è
relativamente “all’immagine di sé” da
veicolare.
Le donne infatti
vengono screditate ed attaccate sia se mettono
in evidenza la famiglia, i figli e se sono
femminili nel loro modo di vestire, sia se
rispecchiano un modello più “manageriale” e
virilizzato.
E allora che fare?
Mi viene da dire ,
affermandolo a gran voce: Facciamo le donne,
sempre e comunque!!
Oggi non ha più
senso, a mio parere, parlare di femminismo
quanto piuttosto riappropriarci del termine
femminile utilizzandolo quale aggettivo
qualificativo e qualificante del nostro essere
donna.
La società “
femminile” è una società in cui vengono
recuperati valori quali l’umanità , l’amore , la
disponibilità al dialogo e al confronto
costruttivo.
Mi ha
particolarmente colpito l’andamento della
campagna elettorale nelle elezioni presidenziali
francesi. Tutti sappiamo com’è finita: ha vinto
il maschio Sarkozy.
I politici mi
obietteranno che quella non era una campagna
elettorale basata sulla differenza di genere e
che in politica contano i programmi, le idee, la
credibilità dell’individuo e , non ultimo, le
lobby di potere. E’
tutto vero ma, se guardiamo la cronaca delle
dichiarazioni degli ultimi giorni di campagna
elettorale, ci accorgiamo che Sarkozy, per
aumentare i suoi consensi, ha dovuto trasferire
il terreno di scontro su un piano prettamente
femminile e confrontarsi con la sua avversaria
su temi da lui stesso in altri tempi ritenuti
non “interessanti politicamente” quali il
sentimento, l’amore, il cuore. La sua
affermazione “ L’umanità è alla base della buona
politica” la dice lunga sulla metamorfosi del
suo programma elettorale.
Ho voluto fare
questo inciso per affermare un concetto di cui
sono sempre più convinta: gli uomini si stanno
appropriando di idee e valori femminili e li
stanno trasferendo nella loro modalità di vita
perché quei valori e quelle idee sono vincenti!
Allora come
possiamo noi donne far valere le nostre idee e
porci su un piano di effettiva parità-sociale,
politica, professionale e culturale - con gli
uomini?
La legislazione
negli ultimi anni favorisce la partecipazione
delle donne nella gestione del potere politico
( anche se abbiamo dovuto ricorrere alle
quote rosa affinché questa prerogativa
divenisse prassi consolidata) e il mondo del
lavoro guarda con interesse alle capacità
professionali femminili. Ma è ancora troppo poco
ed è riduttivo dare la colpa all’uomo per
questa situazione.
La gestione
maschile dei posti di potere ha senz’altro negli
anni contribuito ad emarginare la donna ,
relegandola in ruoli secondari, ma oggi che
molte barriere sono cadute , per poter “spiccare
il volo” la donna ha bisogno anche e soprattutto
delle altre donne!
“Fare rete” e
“Lavorare nella trasversalità per un obiettivo
comune ” sono concetti che devono essere
assimilati dal mondo femminile che intende
farsi avanti per occupare quei posti che alle
donne sono stati sempre negati.
Pertanto il mio
invito è – da donna- alle altre donne : non
attribuiamo la responsabilità dell’esclusione
femminile solo al mondo dei maschi , diventiamo
artefici della nostra libertà!
Ed ancora,
insegniamo ai nostri figli il rispetto per i
valori umani che, come tali, non hanno sesso!
Il giovane
Francesco, nel suo articolo, invita i politici
a non cercare le donne nei silenzi, io
aggiungo rivolgendomi alle donne : non
arretriamo di fronte ad assunzioni di
responsabilità che vanno oltre il ruolo a noi
storicamente attribuito .
Lavoriamo per il
raggiungimento di una democrazia paritaria
dando forza alle politiche e alla
politica al femminile soprattutto con un
atto di fiducia nei confronti delle altre
donne.
|