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Bove: «E’ una maggioranza senza stile»
Pubblicato il 15-08-2007 san salvatore t. n Il
capogruppo di minoranza replica con tono piccato
alle accuse di «politica vergognosa»
Non si placa la polemica nata in seguito alla
richiesta di dimissioni dell’assessore Leucio La
Fazia
di
Vincenzo Palmieri
La
polemica nata in seguito alla richiesta di
dimissioni dell’assessore Leucio La Fazia,
avanzate qualche giorno fa dalla minoranza
consiliare, non si smonta. Anzi, si arricchisce
di nuove spigolature. A ritornare sulla
questione questa volta è il capogruppo di
minoranza Emilio Bove che con tono piccato
replica punto su punto alle ultime esternazioni
del gruppo di maggioranza sull’argomento. “Leggo
con molta preoccupazione le considerazioni
espresse dalla maggioranza consiliare a
proposito della “querelle” sulle dimissioni
dell’assessore La Fazia – ha evidenziato il
capogruppo “San Salvatore nel cuore”-. E’ il
segno che questa maggioranza non ha perso solo
lo stile, ma anche il controllo delle proprie
azioni ed usa toni aspri ed arroganti nei
confronti dei propri oppositori per giustificare
il proprio immobilismo e l’inesorabile calo di
credibilità presso l’opinione pubblica; toni che
denotano un crescente nervosismo ed il
progressivo disagio di una coalizione già logora
e lacerata ad appena pochi mesi dal suo
insediamento”. Da qui l’affondo al vetriolo nei
confronti del gruppo di maggioranza che, secondo
Bove (nella foto), pur di abbozzare una difesa
dell’operato di La Fazia avrebbe tirato in
ballo, con un’acredine ed un astio assolutamente
fuori luogo, questioni e situazioni attinenti
alla passata legislatura. “Nella nota rilasciata
alla stampa a seguito dello scorso Consiglio
comunale – ha evidenziato Bove-, non riesco a
comprendere l’inutile riferimento agli anni
della passata legislatura, non posso
giustificare gli accenti ruvidi, le accuse
infondate e gratuite, l’animosità sterile e
superflua. Ma soprattutto non capisco perché la
difesa di La Fazia è stata affidata ad un
semplice comunicato stampa – e dopo diversi
giorni di ripensamento – mentre durante la
celebrazione del Consiglio comunale l’intera
maggioranza ha abbandonato l’assessore al suo
destino, limitandosi ad una semplice e svogliata
“difesa d’ufficio”, tramite uno scarno
intervento del capogruppo consiliare. La scena
muta del sindaco e soprattutto del vice sindaco,
che appare sempre più assente ed incapace di
assumere una posizione coerente con il suo ruolo
e con la storia della propria famiglia, è la
palese dimostrazione di come questi
amministratori siano cementati da un unico e
comune interesse: la strenua difesa della
poltrona e degli interessi che si celano dietro
di essa. Anche a costo di distinguere le singole
posizioni da quelle dei propri alleati; anche a
costo di dimenticare le nuove alleanze e le
intese elettorali. Altro che politica
vergognosa!”. Ed è proprio la definizione di
“politica vergognosa” che sembra non essere
andata giù al capogruppo di minoranza che poi
scende nel dettaglio della sua analisi facendo
riferimento ad episodi specifici che avrebbero
sinora caratterizzato l’attività amministrativa
del gruppo guidato da Creta. “La vergogna – ha
sottolineato Bove - è nel silenzio delle proprie
azioni, nell’incapacità di esprimere fino in
fondo le proprie opinioni. Ma la vergogna è
anche quella di avere un’amministrazione che si
fa condannare dal TAR per non aver voluto
concedere dei documenti a cittadini che ne
avevano fatta richiesta. La vergogna è lasciare
l’anfiteatro di Telesia in preda alle sterpaglie
ed al degrado ambientale dopo aver speso oltre 1
e mezzo di euro per il suo recupero. La vergogna
è aver elaborato un piano traffico incoerente e
strampalato che serve solo a complicare la vita
ai cittadini, ormai considerati semplicemente
dei sudditi, perché non vengono mai interpellati
sulle questioni che riguardano la loro vita
quotidiana”. Poi, infine, un ulteriore accenno
al “caso” La Fazia. “Per tornare alla vicenda La
Fazia – ha precisato Bove - oggi, lor signori,
hanno affidato alla stampa una timida e formale
solidarietà all’assessore. La verità – ha
concluso il capogruppo di minoranza - è che
quella solidarietà gliela hanno negata nell’aula
consiliare dove dovevano avere il coraggio di
esporsi in prima persona. In quella sede,
invece, hanno preferito nascondersi dietro le
mezze risatine, gli sguardi ammiccanti, il finto
disinteresse ostentato in maniera compiaciuta…
ed anche un po’ vigliacca”.
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