29 maggio 2007
S.Salvatore, i problemi della zona industriale
Sannio Quotidiano    25-05-2007

 

 

‘Selva di sotto’, una sfida lunga 15 anni

 

 

L’inchiesta: zona industriale, infrastrutture da anno zero, quale futuro per le aziende? L’appello della ‘Pacelli group’ alle altre ditte: costituiamo un consorzio per curare le nostre necessità

 

di Antonio Vecchiarelli

 

Contrada “Selva di Sotto”, zona nord-ovest di San Salvatore Telesino, cuore del Sannio, ad un passo dallo svincolo per San Salvatore Telesino, laddove comincia il tracciato della Fondovalle Isclero. 300 - 400.000 metri quadri di terreno ospitano capannoni dimessi e non: è la zona industriale (non è la sola) del Comune.

 

Se non fosse per la presenza di stabilimenti funzionanti (poco più di dieci) si incontrerebbero serie difficoltà a catalogarla tale. Più caratterizzanti gli elementi rurali. Già, il passaggio dell’area da agricola ad industriale: un processo non ancora compiuto, seppur iniziato più di 10 anni fa. Risale al 1993 il primo insediamento. E’ quello dell’oggi denominato “Pacelli group” – collocato nel settore della rubinetteria e prodotti per la grande distribuzione - il cui direttore commerciale e il responsabile della logistica e amministrazione, rispettivamente Antonio e Gianluca Pacelli, sono i primi interlocutori di questa inchiesta sugli insediamenti industriali presenti nell’area.

 

Dopo il ‘93 altri imprenditori mettono su capannoni, si sfruttano i contributi della 488. Una trentina di aziende falliscono. La procedura: investimento – assunzioni – fallimento, dà adito a qualche dubbio sulla reale volontà di rendere lo stabilimento produttivo. Restano in poche su quel terreno agricolo che non ha una destinazione ad uso industriale.

 

Intorno al 2001 il Comune mette a punto un progetto per l’area: una serie di infrastrutture mai realizzate. Nonostante nel 2004 inizino i lavori, spesa prevista: 5 milioni di euro. Ma non ancora completati. Dire che è iniziato il percorso da area agricola a industriale, significa solo ammettere il concentramento di un nugolo di opifici, null’altro, se non poco più. A sostegno di questo assunto, il parere di due imprenditori locali, ma con più di un contatto all’estero – una joint venture in Cina, collaborazioni in Albania, Turchia, - del Pacelli Group.

 

Il quadro della situazione “dipinto” dai due fratelli imprenditori non è certo esaltante e non infonde fiducia sul futuro. La descrizione si sofferma sulle strade inesistenti o meglio, su quelle rurali, strette, malandate per le quali il termine “modernizzazione” pare debba essere ancora introdotto; si riferisce al sistema fognario che forse è considerato un aspetto ultramoderno le cui peculiarità sono ancora da acquisire e, qualora in alcuni casi lo fossero state, meraviglia come l’applicazione lasci tanto a desiderare visto che il condotto è lasciato a cielo aperto; si intrattiene sull’illuminazione che non c’è e sulla segnaletica che – probabilmente – è assoggettabile ad un optional; racconta di ratti ed insetti troppo fastidiosi per non considerare l’insalubrità del luogo.

 

La spazzatura? E’ un fatto privato: ogni imprenditore paga autonomamente il riciclaggio dell’immondizia. E come la si metterà con l’entrata in vigore del dispositivo del riciclaggio obbligatorio degli elettrodomestici che andrà in vigore a breve? Forse non si sa nemmeno della legge che l’impone se non si è costruita la piattaforma. Essere imprenditori in questo contesto, dar lavoro a 40 dipendenti – tutti con assunzione regolare – , dare possibilità ad un indotto di crearsi, cosa significa? “Significa affrontare il tutto in modo pionieristico – afferma Gianluca Pacelli - e rintuzzare gli ostacoli derivanti che si ripercuotono sul ciclo di lavorazione. Le aziende qui si organizzano in modo autarchico: si adoperano loro per la sicurezza, per la formazione, per l’internalizzazione, per le comunicazioni”.

 

La voglia di cambiare aria, soprattutto quando se ne è respirata una che favorisce maggiormente il lavoro industriale, è tanta. Frenata solo da un profondo legame con questo territorio e l’ambizione di incidere in positivo in una situazione ingessata da ritardi, apatia e carenza di progettualità. Non si avverte la necessità di rivolgere un appello a chi si interessa di sviluppo locale e di prospettive di miglioramento per un’area che ha le capacità imprenditoriali adatte per dare una mano al territorio?

 

“Di fronte a distrazioni madornali – incalza Antonio Pacelli - legate ad una visione troppo ristretta per consentire il governo dei processi in un mondo occidentale che va in tutt’altra direzione di quella seguita, non mi sento di scomodare i politici locali. Non c’è da fidarsi. Piuttosto l’appello lo rivolgo agli imprenditori della valle Telesina affinché ci si adoperi per la costituzione di un consorzio. Lo scopo è quello di demandare a questo ente la soluzione di problemi quali la sicurezza (la cronaca recente si è occupata spesso di furti nell’area, ndr), l’ approvvigionamento dell’ energia, delle comunicazioni della formazione visto che le risorse presenti sul territorio sono inadeguate allo sviluppo moderno. La scuola non basta…”.

 

Difficoltà enormi. Di fronti alle quali “Pacelli group” risponde con caparbietà: il 7 giugno apre nell’area un centro commerciale: “Iper bull”. Nuove opportunità di lavoro s’affacciano, nonostante i problemi… nonostante una visione ristretta sul futuro del territorio di chi avrebbe dovuto occuparsi del governo dei processi verso l’una o l’altra strada. Decisioni ancora da decifrarsi, il che è ancora più inquietante.


 

 

Valentino Simone - 29 maggio 2007

Mi permetto di aggiungere una piccola nota, all'articolo del Sig. Vecchiarelli, nella zona industriale di San Salvatore, (visto che si parla di zona vicino alla Fondo Valle) anche il manto stradale non è dei migliori, visto che da settembre del 2006 il manto stradale che va da Iaquilat a Simone, è un tratto di strada dove ci sono molte buche e infatti molti camionisti si rifiutano di arrivarci.

Speriamo che il Sindaco Creta dopo che ha terminato i festeggiamenti,con la sua squadra,inizi i lavori di rifacimento del manto stradale.

un Saluto a tutti


 

 

 

     

 Valle Telesina


Per intervenire: invia@vivitelese.it