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San Salvatore Telesino 12 marzo 2007
Cari amici di VIVITELESE,
in
qualità di portavoce sezionale il segretario
PIERLUIGI SANTILLO mi ha dato mandato di
inoltrare alla STAMPA la lettera in allegato.
Certi di un pubblicazione Vi saluto come sempre
con affetto, buon lavoro.
Stefano Avitabile

DEMOCRATICI DI SINISTRA
Sezione di San Salvatore Telesino
Lettera aperta
alle altre forze politiche di San Salvatore
PROPOSTA PROGRAMMATICA
LE
PRATICHE PARTECIPATIVE NELLA VITA POLITICA
ED
AMMINISTRATIVA DELLE COMUNITA’ LOCALI.
In vista delle prossime
consultazioni elettorali amministrative, facendo
seguito alle nostre precedenti iniziative
politiche, e
prendendo spunto dal decalogo
elaborato dalla Quarta Assemblea Nazionale
degli Enti Locali che sperimentano Pratiche
Partecipative, svoltasi a MILANO, il
20-21 Ottobre 2006,
con questa lettera aperta
ribadiamo la convinzione che sia indispensabile
creare spazi per una maggiore partecipazione dei
cittadini, e chiediamo che i programmi
elettorali per le prossime consultazioni
elettorali a San Salvatore, prevedano, fra
l’altro, i seguenti obiettivi:
1.
Ridurre il consumo di territorio per nuove
urbanizzazioni, applicando al piano regolatore e
ai piani strutturali i principi del riuso, della
riqualificazione e del riequilibrio del
territorio costruito.
2.
Impegnare
il Municipio nell’assunzione dell’energia come
bene comune; promuovere politiche locali per la
conversione ecologica dell’energia, attivando la
produzione energetica locale, individuando mix
energetici peculiari alle risorse rinnovabili e
non privatizzabili di ciascun luogo,
riavvicinando la produzione e il consumo.
3.
Elaborare proposte progettuali innovative ed
alternative, privilegiando un sistema di
“piccole opere per lo sviluppo locale”
(riassetto idrogeologico, valorizzazione delle
risorse paesaggistiche, archeologiche, storiche
ed ambientali, energie rinnovabili, gestione dei
rifiuti, ecc), valorizzando le comunità
territoriali nella cura e ri-appropriazione del
proprio territorio; riconoscendo il valore dei
saperi e delle expertises presenti nella società
civile, e favorendo la loro espressione mediante
processi partecipativi di democrazia diretta.
4.
Dare
centralità alle economie solidali (nei campi
della produzione, dello scambio e del consumo),
adottando indicatori relativi alla qualità della
vita e del benessere, sviluppando il bilancio
sociale, di genere, partecipativo e ambientale.
5.
Valorizzare le filiere corte fra produzione e
consumo agevolando le produzioni ecologiche e
solidali soprattutto in agricoltura,
riconoscendo ai produttori locali il ruolo di
operatori di politiche pubbliche, attribuendo al
Municipio funzioni di promotore e facilitatore
di processo (microcredito, incubatori di
microimprese, acquisti verdi, comunicazione,
formazione interna e esterna
all’amministrazione, ecc.); promuovere prodotti
eco-solidali e locali negli uffici pubblici,
nelle mense scolastiche; proporre criteri etici
nei bandi; sviluppare azioni sulla
responsabilità sociale delle imprese e sulla
salvaguardia dei diritti umani.
6.
Evitare il ricorso ad esternalizzazioni e
privatizzazione dei servizi pubblici, che ha
portato in tanti comuni al peggioramento dei
servizi e della condizione lavorativa,
all’allontanamento dei cittadini dal controllo,
all’aumento generalizzato delle tariffe,
promuovendo invece i consigli di gestione
territoriale partecipata dei servizi pubblici,
per una gestione sociale e comunitaria dei beni
comuni (quindici e più anni di politiche di
aziendalizzazione, liberalizzazione e
privatizzazione dei servizi di pubblica utilità,
hanno dimostrato, nei fatti di non mantenere le
promesse: è peggiorata la qualità dei servizi è
aumentata la precarizzazione del lavoro e sono
aumentate le tariffe. Tale fallimento manifesta
che la qualità, l’universalità e l’efficienza
dei servizi può essere garantita solo da un
maggior controllo e partecipazione nella
gestione dei servizi stessi da parte dei
cittadini).
7.
Aderire alla rete di Comuni dell’acqua pubblica
e ai principi del Contratto mondiale dell’acqua,
appoggiando le proposte di legge di iniziativa
popolare (regionali e nazionali) sulla
ripubblicizzazione dell’acqua.
8.
Valorizzare e sviluppare la cooperazione
municipalista decentrata come parternariato fra
comunità locali e come strumento di riforma
della cooperazione comunitaria; promuovere
consigli di cooperazione locale; creare
relazioni dirette fra soggetti protagonisti, per
la cooperazione allo sviluppo locale
autosostenibile e per un’altra economia fondata
sulla valorizzazione dei beni comuni.
9.
Stimolare
le aggregazioni dal basso con altre Comunità,
per rendere i cittadini protagonisti nel sistema
di governo del loro territorio e delle
rispettive risorse, con principi solidali fra
comuni, favorendo nuove e più efficaci pratiche
di democrazia diretta.
10.
Sviluppare
politiche per i diritti di cittadinanza,
estendendo le buone pratiche sull’accoglienza e
sui diritti di partecipazione, ai problemi
quotidiani della casa, dell’ambiente, del
commercio, dell’agricoltura, ecc.
IL SEGRETARIO
Pierluigi Santillo
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