12 marzo 2008
Gli impianti CDR sono l'oro della regione
Antonio De Lucia

 

 

Provincia di Benevento

 

Comunicato Stampa n. 2709 del 11 Marzo 2008

 

“Occorre utilizzare proficuamente gli impianti CDR presenti sul territorio e che fino ad oggi sono state male utilizzati o addirittura sabotati. Essi sono l’oro della Regione: ma debbono essere riconvertiti in due linee produttive per il trattamento rifiuti, l’una per il secco, l’altra per l’umido”. Così Walter Canapini, assessore regionale all’ambiente, intervenendo nel corso della riunione convocata alla Villa dei papi di Benevento dalla Provincia, d’intesa con la stessa Regione Campania, al fine di sensibilizzare i sindaci del Sannio, gli amministratori locali e la cittadinanza sulla raccolta differenziata. Alla riunione, oltre al presidente della Provincia Carmine Nardone e all’assessore provinciale Carlo Petriella, erano presenti gli amministratori locali, gli esperti che collaborano con i comuni e i responsabili dei Consorzi e delle Aziende municipali che intervengono nella gestione del ciclo.

L’assessore Ganapini ha affermato che la emergenza rifiuti in Campania non deve far disperare gli uomini di buona volontà: “Non tutto è perduto, se è vero com’è vero che ci sono imprenditori qualificatissimi del Nord Italia che hanno chiesto formalmente di poter mettere a disposizione a titolo gratuito il proprio qualificato personale e lo know-how per portare avanti in maniera corretta il ciclo dei rifiuti”. Secondo Ganapini, attivando una corretta raccolta differenziata, impostata in modo particolare sul “porta a porta”, anche con una certa gradualità e giungendo al 20% di raccolta differenziata del totale delle 7.000 tonnellate prodotte in Campania, si possono recuperare almeno 2.000 tonnellate di materiale che può essere riutilizzato e recuperato producendo ricchezza: proprio per tale ragione gli industriali vogliono mettere a disposizione gratuita tecnologia e uomini per avviare a normalizzazione i sette impianti CDR presenti. “Occorre  - ha proseguito Ganapini - riavviare gli impianti di compostaggio e rimetterli a norma: lo si può fare, anche perché sono già disponibili 20 milioni di Euro mai utilizzati, mentre in complesso vi sono 330 milioni di Euro da spendere per normalizzare il ciclo”. L’assessore si è quindi detto molto perplesso circa il provvedimento governativo che autorizza a bruciare le ecoballe attualmente prodotte dai CDR nell’impianto di termovalorizzazione di Acerra (se e quando verrà ultimato): a suo giudizio, questa procedura pone l’Italia a rischio di sanzioni da parte della Unione Europea. “Questa decisione del Governo Prodi è stata un errore e, peraltro, contraddice la storia personale dello stesso presidente che si era diversamente orientato quando presiedeva la Commissione Europea”.

Anche sulla scorta di queste considerazioni, ha detto Ganapini, “l’emergenza rifiuti nasce a Roma e non a Napoli”: in particolare, l’assessore si è detto molto sorpreso nell’ascoltare la storia dell’impianto di compostaggio di Molinara (BN), impossibilitato a funzionare per decisioni cervellotiche del Commissariato e per misteriosi depositi di rifiuti non a norma. “Occorre invece saper sfruttare la rete di servizi che è presente sul territorio campano e che possono produrre risultati utili a mettere a norma il ciclo”.

L’assessore Petriella ha illustrato ai convenuti le attività dell’Osservatorio Provinciale dei rifiuti, mentre il presidente Nardone si è detto dispiaciuto di poter collaborare solo per pochi giorni con l’assessore Ganapini, che – ha commentato Nardone - rappresenta per storia personale, integrità morale, formazione culturale ed esperienza professionale, una garanzia per tutti i cittadini circa la risoluzione dell’emergenza rifiuti.

 

 

     

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