20 giugno 2008
Rifiuti: tante domande, nessuna risposta
Nicola Franco

 

 

Vista la sostanziale continuità del decreto rifiuti con la politica del passato e con il perpetuare la situazione di emergenza, verrebbe da farsi alcune domande molto semplici che ogni buon cittadino dovrebbe porsi:

 

  • Come è possibile che, dopo circa 15 anni di emergenza rifiuti in Campania, non una delle cariche istituzionali locali abbia pagato per gli innumerevoli errori commessi nella gestione del problema rifiuti?

 

  • Come è possibile che, dopo così tanti gravi errori susseguitisi inesorabilmente nel tempo, oggi quelle stesse istituzioni responsabili di tale disastro non trovino altro di meglio da fare che individuare nei gruppi spontanei di manifestanti in difesa del territorio e nei comitati vari i responsabili dell’attuale stato di sfacelo?

 

  • Come si può andare a manganellare i manifestanti di Chiaiano, che hanno l’unica colpa di voler difendere l’ultimo barlume di salubrità rimasto sul proprio territorio, rischiando il carcere ed in certi casi pure la vita, e poi non perseguire fino in fondo quel binomio devastante politico camorristico che ha speculato, stuprato, saccheggiato, devastato e fatto affari d’oro sulla pelle della gente campana?

 

  • Come è possibile che la magistratura napoletana abbia facilmente individuato la presenza di qualcosa come 2000 discariche abusive, senza alcuna protezione degna di tal nome, in cui venivano sversati ogni sorta di rifiuti e sostanze velenose e neanche una istituzione locale o organo di controllo si sia mai accorto di nulla?

 

  • Come si può, dopo circa 15 anni di politica pro discariche, in cui i proprietari delle stesse hanno guadagnato cifre da capogiro, riproporre ancora una volta la soluzione di ulteriori discariche che rimandano solo il problema senza risolverlo e pretendere che i cittadini, dopo anni di fregature, continuino ad avere fiducia nelle cosiddette istituzioni?

 

  • Perché non si riesce ad avere  un solo dato statistico ufficiale aggiornato relativo al numero di malati di cancro presenti tra le popolazioni che vivono nei pressi delle discariche abusive dove sono stati portati, nell’indifferenza generale, milioni di tonnellate di veleni da ogni parte d’europa?

 

  • Come è possibile che si preferisca costruire le nuove discariche in oasi incontaminate o nei pressi di territori prossimi alle abitazioni civili o addirittura sopra quelle abusive quasi a volerle “coprire” o legalizzare ignorando totalmente i consigli di esperti che hanno, a più riprese, proposto siti alternativi lontano dai centri abitati?

 

  • Si è al corrente del fatto che, recentemente, da un’indagine del pm Stefania Buda, si è appurato, senza ombra di dubbio, che la discarica di Pianura ha inghiottito ogni sorta di rifiuti velenosi provenienti da insospettabili ditte del Nord Italia e che i trasporti erano stati autorizzati, con tanto di bollo, dalle cosiddette istituzioni in uscita al nord ed in entrata al sud?

  • Se ciò è avvenuto a Pianura, è ragionevole ipotizzare che sia accaduto ugualmente nelle altre centinaia di discariche abusive disseminate sulla regione?

 

  • Chi si assumerà la responsabilità storica di far costruire degli inceneritori e bruciare l’immane quantitativo di spazzatura accumulatasi per anni sul territorio campano seppellendo la popolazione sotto una coltre di particolato ultrasottile i cui effetti sconvolgenti per la salute umana saranno noti e verificabili soltanto tra qualche anno e cioè a disastro avvenuto? E chi garantirà che tra il materiale da bruciare non siano presenti anche altre sostanze velenose?

  • Ci si rende conto del fatto che la sommatoria degli effetti prodotti dallo sversamento dei veleni da un lato e di quello delle polveri ultrasottili dall’altro sarà qualcosa di spaventoso e catastrofico negli anni? Qualcosa di mai accaduto prima?

 

  • Come può passare sotto silenzio la notizia del PASER 2007, il piano della Regione Campania per lo sviluppo dell’economia regionale, che, guarda caso, tra i suoi ambiti strategici, quello dell’energia, individua proprio nelle “biomasse” uno dei “cavalli di battaglia” su cui la stessa Regione punterà come energia alternativa con un piano assolutamente sovradimensionato rispetto alla reale disponibilità di biomassa reperibile su territorio?

 

  • Ci si rende conto del fatto che il sovradimensionamento della  rete degli inceneritori programmata, compreso quello di San Salvatore Telesino,  raggiunge, a regime, i 3.4 milioni di tonnellate/anno di portata per rifiuti solidi più le biomasse, contro una disponibilità di “materiale” che a mala pena raggiunge 1.5 milioni di tonnellate annue tenuto conto che un minimo del 35% della disponibilità sarà destinato alla raccolta differenziata ed a siti di compostaggio?

  • La successiva ed inquietante domanda è: come mai il piano è sovradimensionato? Dove si reperirà il materiale da incenerire per far funzionare a regime gli inceneritori? E soprattutto: che tipo di “materiale” sarà?

 

  • Si è consapevoli del fatto che dietro il temine “biomassa”, apparentemente innocuo, attraverso un artificio normativo della legge 387/03, si nasconde in realtà l’assimilabilità dei rifiuti tal quali ad esse e di conseguenza la legittima possibilità di incenerirli come fossero comuni biomasse?

 

  • Come mai neanche un giornale o mezzo di comunicazione si occupa seriamente ed in maniera approfondita di quella che pure costituisce una emergenza assoluta e gravissima che mette a rischio la vita, la storia, la dignità di milioni di persone e che preclude ogni futuro alle nuove generazioni?

 

  • Perché nessun giornale o mezzo di informazione si occupa in maniera critica dello scandalo CIP6: un mezzo di incentivazione delle fonti rinnovabili che, di fatto, dietro le pressioni della lobby dei petrolieri e degli industriali e con opportuni aggiustamenti ed escamotage normativi, è diventato solo un perverso meccanismo di business e finanziamento dell’ attività dell’ incenerimento senza i quali nessun imprenditore scommetterebbe un centesimo su un termovalorizzatore?

  • Si è al corrente della notizia che, recentemente, un parlamentare del PD ha introdotto un emendamento ad un disegno di legge che reintroduce i CIP6 per tutti gli impianti di incenerimento siano essi alimentati da biomasse che da fonti “assimilate”, in palese contrasto con la direttiva europea 2001/77/CE che impone di destinare tali incentivi solo alle fonti realmente rinnovabili?

 

  • Si è a conoscenza del fatto che molti dei proprietari delle discariche e dei costruendi inceneritori sono società del nord che, favoriti da una classe politica opportunista e senza scrupoli e con il tornaconto della malavita locale, stanno speculando sulla vita presente e futura dei cittadini campani?

 

Ed ora le domande più importanti:

 

  • Si è consapevoli del fatto che questa catastrofe sta accadendo intorno a noi senza che si sollevi una protesta o una obiezione, che la gravità degli avvenimenti è assoluta e che pregiudicherà in maniera irreversibile il futuro di tutti noi?

  • Ci si rende conto che nel cibo e nell’acqua, che tutti i giorni ingeriamo per sostenerci, si stanno trasferendo inesorabilmente una parte di quei veleni seppelliti nelle discariche, frutto del malaffare, della corruzione e di tanta indifferenza e che il nostro organismo si sta saturando di tali sostanze pericolosamente?

 

  • Come è mai possibile che la maggior parte della gente abbia la testa rivolta ai soliti argomenti frivoli, alle idiozie propinate dalla tv, alle magliette glamour, alla macchina ultimo grido, alla vacanza ai tropici mentre c’è chi sta scavando la terra sotto i nostri piedi?

  • Possibile che non si riesca a trovare una sola ora del proprio tempo per tentare di capire cosa veramente stia accadendo?

  • Cosa ci dovranno mai fare perché finalmente un adeguato numero di persone cominci a prendere contezza e a reagire con determinazione opponendosi a questo stato di cose?  Quando ci scrolleremo da dosso questo stato di torpore, di passività e di indifferenza che ci attanaglia?

  • Fino a che punto siamo disposti a tollerare questo andamento senza far nulla, come se tali avvenimenti non ci riguardassero?

 

  • Si è compreso a sufficienza che stavolta non stiamo parlando di una “disfunzione” qualunque, di una bustarella elargita sottobanco, di un concorso truccato per far vincere il figlio di un potente o magari di una inefficienza nel settore sanitario come tante?

  • Si è compreso che questa volta si è deciso di fare affari sulla NOSTRA PELLE? Che ci stanno togliendo la TERRA, L’ARIA, L’ACQUA, IL CIBO E LA NOSTRA STESSA STORIA? Che ci stanno togliendo lentamente LA VITA? E che dopo non avremo più nulla da difendere semplicemente perché la nostra stessa esistenza sarà messa in discussione?

  • Che senso ha continuare a lavorare, ad impegnarsi nella vita quotidiana, a mandare i propri figli a scuola per dar loro un futuro, ad impegnarsi nel sociale, a crearsi una famiglia, una casa, una posizione, ad accumulare ricchezze, se il nostro stesso diritto a vivere è messo così clamorosamente a repentaglio da un manipolo di delinquenti mentre i meccanismi della giustizia tardano a mettersi in moto?

  • Perché continuare a correre come dei forsennati per mettere da parte qualche euro in più se c’è il rischio concreto che quell’euro neanche mai riusciremo a spenderlo?

 

Varrebbe la pena ricordare la lezione di Beowulf, l'eroe epico che strappa le braccia all'Orco che appestava la Danimarca: "il nemico più scaltro non è colui che ti porta via tutto, ma colui che lentamente ti abitua a non avere più nulla!!".

Proprio quello che pare stia capitando al popolo campano, abituarsi a non avere il diritto di vivere nella propria terra, di capire quello che sta accadendo, di decidere di se stesso. Abituarsi a non avere più nulla.

 

Il diritto all’esistenza è il bene ultimo, il bene supremo dell’umanità che nessuna legge, regolamento, o Costituzione potrà mai sacrificare. Esso fa parte di quel “diritto naturale” che è al di sopra di ogni regola scritta perché è nell’ordine naturale delle cose, principio di giustizia assoluto. Postulato imprescindibile.

 

Nessuno può arrogarsi il “diritto” di mettere in pericolo o soltanto limitare il sacro principio della vita umana, si chiami esso Camorra, Istituzione, SPA o altro. Se ciò accadesse sarebbe legittimo opporre resistenza come del resto aveva previsto l'esponente cattolico Giuseppe Dossetti come specifico articolo della Costituzione Italiana: «quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino».

 

 

Nicola Franco

Comitato “No Termovalorizzatore S. Salvatore Telesino”

 

 

 

     

 Valle Telesina


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