23 marzo 2008
Ambiente, documento non firmato da tutti
Maria Pia Cutillo

 

 

Comitati Civici di Guardia Sanframondi e San Salvatore Telesino  

contro la costruzione di un Termovalorizzatore/Inceneritore

a San Salvatore Telesino

 

22.marzo.2008

 

I Comitati civici di Guardia Sanframondi e San Salvatore Telesino non hanno sottoscritto il documento firmato (vedi in fondo alla pagina) da “ 14  associazioni e movimenti ambientalisti” (parte dei quali sconosciuti) in occasione delle elezioni del 13-14 aprile perché ci è  sembrato riduttivo e strumentale. Le iniziative faticosamente portate avanti negli ultimi mesi come coordinamento dei comitati sono state autonome dai partiti, anche dai partiti che si arrogano il diritto di essere espressione dei movimenti  pur facendo parte della maggioranza di governo a livello nazionale e locale.

 

E non è stato facile difendere l’autonomia di scelte ed iniziative prese insieme a cittadini costretti da politiche scellerate, soprattutto in materia ambientale, ad impegnarsi in prima persona per la difesa dei propri territori, e per questo non più disposti a delegare ai professionisti della politica scelte fondamentali per il futuro di intere comunità.

 

Visto il disastro operato in Campania non ci si può aspettare  che si accettino incondizionatamente le direttive di questo o quel politico, di sinistra, di centro o di destra.

 

Né ci si può aspettare, proprio dai comitati, l’adesione incondizionata alle scelte operate in vista delle elezioni provinciali nella nostra provincia. Ciò che non riusciamo ad accettare di quel documento è l’attacco ad un’unica lista, l’unica che si è formata perché le alleanze proposte per la provincia sono quanto meno discutibili, per difendere forze

 “ storicamente sensibili“ ai movimenti rispetto alle quali c’è “ voglia di partecipazione e confronto”,suggerendo l’apertura necessaria per “ costruire modelli di governance partecipata” ( nel senso che si partecipa con Udeur ,PD etc.? ).

 

 Come Comitati civici, sorti proprio per avere il diritto all’autonomia e a proposte da difendere senza nessuna necessità di compromessi e mediazioni, ci sembra oltremodo strano che il documento invece difenda il partito a cui loro fanno capo (riferimento a PRC chiarissimo sin dalle firme ) e quindi gli accordi fatti per le elezioni provinciali, senza sentire invece la necessità di denunciare e rifiutare la continuità politica con un’amministrazione che abbiamo aspramente combattuto negli ultimi mesi per le scelte operate in materia di gestione dei rifiuti e per il  modello di sviluppo previsto per la nostra provincia.

 

Noi pensavamo che il bilancio di questi due anni imponesse invece una svolta radicale. Che segnasse davvero un cambio totale di rotta. Che si sottraesse alla logica del vassallaggio. Può bastare la promessa di un assessorato o qualche consulenza a pagare per tutto questo?

 

Il conto da pagare sarà duro: tutto questo ha aperto la strada alla destra  abbandonando pratiche di battaglia sociale  ed ambientale che dovevano,invece, rimanere al primo posto di un impegno coerente sul territorio.

 

Noi siamo per uno sviluppo sostenibile, per la difesa della biodiversità, per la difesa dei beni comuni, per l’accoglienza, per una democrazia partecipata, per una politica al servizio dei cittadini e non al servizio di interessi privati.

 

L’ amministrazione guidata da Nardone non è stata niente di tutto ciò. In eredità ci lascia un tessuto sociale ed economico distrutto e la programmazione di inceneritori, dissociatori, ossidoriduttori e una grande discarica regionale. Contro questo ci siamo opposti, e ci opponiamo.

 

 L’alleanza di centro sinistra formatasi per le prossime elezioni dichiara la propria continuità con tutto questo, lo dichiarano ogni giorno i vari candidati.

 

Abbiamo combattuto ciò e avremmo dovuto firmare un documento che non fa altro che attaccare chi non ha accettato questa continuità ? E’ diventata strumentale la lista di chi non accetta l’Udeur e il suo sistema corrotto e clientelare? E’ diventato strumentale chi non accetta la continuità con Nardone e le sue scelte pro-inceneritori e pro discarica? Come Comitati non appoggiamo nessuna lista, ma neanche possiamo giustificare alleanze o espulsioni. I Comitati, per fortuna non sono partiti e ognuno vota secondo coscienza.

 

Noi guardiamo attentamente il teatrino della politica e stiamo ben attenti a non svendere le nostre battaglie. Non ci facciamo più incantare dai professionisti della politica auto-dichiaratisi alternativi o capaci di esprimere bisogni dal basso dall’alto delle loro conoscenze,salvo poi correre dietro ai comitati per esprimere la  solidarietà con la loro causa.

 

La posizione del documento ci sembra la negazione dell’autonomia dei comitati e, piuttosto, la posizione di un partito che si nasconde dietro alcuni di essi, cercando di strumentalizzarli per i propri fini elettoralistici  come giustificazione di scelte prese nel chiuso delle segreterie e che si vuol far passare per necessarie e condivise. Non possiamo che dichiarare che non sono questi i comitati che possono far crescere la partecipazione democratica in questa provincia asfittica.

 

La democrazia non è vera se concessa solo agli amici. Invitiamo la gente che si sta auto-organizzando e  che sta crescendo autonomamente, rivitalizzando il dibattito politico e la partecipazione a diffidare di chi chiede solo una legittimazione autoreferenziale per continuare ad usare il proprio piccolo potere senza nessun legame con i bisogni e le aspettative reali delle persone.      

 

Per i comitati civici

Maria Pia Cutillo

 

 


 

Benevento, 21-03-2008

fonte: Epicentrobenevento.it

I Movimenti non si faranno “ingabbiare” «La nostra autonomia non può essere compressa in una lista»

  • Csa Depistaggio;
  • Collettivo studentesco Liberamente;
  • Agenzia dei diritti sociali Action Benevento;
  • Comitato in difesa dell’acqua pubblica Benevento;
  • Rdb;
  • Sunia;
  • Laboratorio di quartiere Libertà è partecipazione di Pacevecchia;
  • Associazione Spazio libero;
  • Associazione musicale culturale Rumori sinistri;
  • Associazione Inca Italia;
  • Cooperativa sociale Il Mosaico;
  • Comitato No inceneritori San Marco dei Cavoti;
  • Comitato No inceneritore Telese Terme
  • Comitato salute e ambiente di Fragneto Monforte

hanno diffuso il seguente comunicato.

«Nonostante la crisi della politica e delle forme tradizionali della rappresentanza abbiamo assistito in questi anni ad un nuovo protagonismo sociale delle comunità locali o di singoli gruppi che hanno dato vita a mobilitazioni popolari, comitati civici per la promozione e la tutela del territorio e associazioni per la difesa dei diritti fondamentali di cittadinanza.

La devastazione ambientale, il saccheggio del territorio da parte delle organizzazioni criminali, l’abbattimento delle tutele del lavoro e dei diritti sociali, l’attacco alla laicità dello stato e ai valori costituzionali hanno prodotto forme di conflitto e opposizione sociale nate e sviluppatesi in piena autonomia dai partiti aprendo uno spazio di partecipazione e progettualità diverso nella forma e nella qualità delle relazioni.

Questi fenomeni di partecipazione dal basso delle comunità locali hanno attraversato anche la nostra provincia: la grande mobilitazione popolare della Valle Caudina le proteste delle comunità di Fragneto, San Salvatore e Sant’Arcangelo contro l’insediamento di mega - discariche, depositi di ecoballe e inceneritori di biomasse, le battaglie cittadine contro l’elettrosmog e le scuole all’amianto; la nascita di movimenti e comitati per il diritto alla casa e i servizi sociali. Scovare e contrastare la vocazione spesso antidemocratica delle classi dirigenti che fuori dallo spazio pubblico impongono scelte e modelli di sviluppo è il compito degli attori della comunità locale (singoli cittadini, associazioni, comitati, movimenti e partiti).

Questa richiesta di partecipazione trova risposta in pratiche ed esperienze comunitarie che avviano percorsi in cui nuove forme di democrazia e socializzazione della cosa pubblica sono possibili. La politica istituzionale, per superare la crisi di legittimazione e credibilità in cui versa, deve necessariamente interagire con queste nuove forme organizzative di partecipazione e interloquire con esse a partire dal riconoscimento della loro autonomia e capacità di proposta.

Siamo stufi delle etichette semplicistiche e irridenti che ci dipingono come i comitati del no. Se non si valorizzano le esperienze, le competenze le energie e i bisogni che nascono e si organizzano dal basso per offrire diversi punti di vista sul modello di sviluppo che si vuole realizzare, la politica dei partiti e le istituzioni perderanno l’occasione di riannodare il rapporto con la società reale fino ad avvitarsi in una logica autoreferenziale che svuota il quadro della rappresentanza politica. In molte città l’apertura dei governi locali alle proposte dei movimenti sociali ha prodotto la costruzione di modelli di governance partecipata in cui il coinvolgimento delle comunità è la bussola su cui orientare interventi di trasformazione urbanistica e sociale.

La nostra autonomia è quindi voglia di partecipazione e confronto con le istituzioni e con tutte quelle forze politiche storicamente sensibili ai temi del diritto alla casa, dei diritti di cittadinanza, della lotta alla precarietà e la sicurezza sul lavoro, della salvaguardia ambientale. Ma non può essere, tale autonomia, compressa in una lista elettorale nè, tanto meno essere strumentalizzata dagli opportunismi politici che si manifestano in ogni tornata elettorale.

Diffidiamo da quelle presunte liste di “movimento” che nascono solo in occasioni delle competizioni elettorali ma prive di radicamento territoriale e di internità sociale e utili solo a dare visibilità a chi non ha avuto o è stato estromesso da incarichi di prestigio nelle istituzioni o nelle segreterie di partito.

Nessuno può arrogarsi il diritto di ergersi a rappresentante di tutte quelle esperienze locali di cui la nostra provincia è disseminata: dai comitati civici o di quartiere all’associazionismo o alla cooperazione sociale. Non è con dichiarazioni ad effetto di facile presa e con slogan presi a prestito indebitamente dal linguaggio dei movimenti che si determinano le condizioni per costruire un progetto di società alternativo e solidale».

 

 

     

 Valle Telesina


Per intervenire: invia@vivitelese.it