Comitati Civici di Guardia Sanframondi e San Salvatore Telesino
contro la costruzione di un Termovalorizzatore/Inceneritore
a San Salvatore Telesino
14 aprile 2008 Continuerà ad oltranza il presidio
di alcuni cittadini di Sant’Arcangelo Trimonte davanti alla Prefettura di Benevento per protestare contro la nuova discarica regionale, i cui lavori dovrebbero iniziare nei prossimi giorni. Nessun passo indietro, quindi. Insieme ai
manifestanti, al Corso Garibaldi sono giunti anche alcuni cittadini provenienti da Apice, Paduli e Buonalbergo. Ora che i giochi elettorali sono quasi finiti, vedremo cosa ne sarà di
questo paese. Ma soprattutto di tutti noi perché non è solo di loro che parliamo ma di tutta la Campania e dell’Italia. Riguarda tutti i progetti che preferiscono l’incenerimento e la discarica incontrollata alla raccolta
differenziata ed alla politica di rifiuti zero. Gli inceneritori erano presenti e definiti necessari nei programmi elettorali, ma nei prossimi tre anni, intanto che li
costruiscono dove finirà la nostra immondizia? Non vogliono risolvere e nemmeno discutere del problema perché l’emergenza fa troppo comodo ai nostri politici ed ai super commissari, passano gli anni ma le nostre semplici
proposte di riciclo , raccolta differenziata e diminuzione a monte non vengono accettate né tantomeno realizzate. Con il potere di super commissario De Gennaro avrebbe
potuto emanare un’ordinanza con cui dichiarare non commercializzabili tanti prodotti che per il loro imballaggio aumentano i cumuli di rifiuti, avrebbe potuto semplicemente vietare, magari per soli sei mesi, la vendita di
acqua in bottiglia di plastica, avrebbe potuto cominciare dalle compostiere domestiche e dai siti di compostaggio obbligatori e invece apre discariche per rifiuto indifferenziato e approva progetti di inceneritori. Cose
semplici con cui cominciare a risolvere l’emergenza invece di facilitare le grandi aziende interessate all’incenerimento. 
Guardate la foto sopra, è di alcune case di Sant’Arcangelo Trimonte, come potete vedere ( ma nessuno vede veramente) queste case oblique, abbandonate, fanno capire quanto sia in-stabile
questo sito, eppure è qui che sta per nascere la terza discarica. La prima era comunale, la seconda era intercomunale e quest’ultima sarà regionale, per 900.000 tonnellate di rifiuti, ovviamente indifferenziati perché i politici fanno le
TAV, la piattaforma logistica, il raddoppio della Telese Caianello, hanno il Marsec e tante altre grandi cose in Campania ma NON SONO CAPACI DI FARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA!!!
Maria Pia Cutillo Guardate anche il video di Striscia la notizia di ottobre 2006 su Sant’Arcangelo Trimonte
http://www.youtube.com/watch?v=aUE_JYtb5gc
Da http://codisam.wordpress.com/
ecco il testo del loro ultimo comunicato:
Perché ci siamo incatenati
sotto il Palazzo del Governo? Per lanciare un preciso segnale : per dire che oggi in Campania i cittadini
hanno perso i diritti garantiti dalla Costituzione e sono diventati schiavi. Una schiavitù provocata - contro i principi dello stato di diritto – dal protrarsi per 14 anni delle “procedure di emergenza” che consentono ai
commissari straordinari nominati dal Governo di agire in deroga ad ogni legge dello Stato. Le procedure di emergenza, infatti,
se ben utilizzate, sono uno strumento utile e prezioso per risolvere situazioni emergenziali. Ma che cosa significa “ben utilizzate”?
Quello che dice la legge 225/1992 sullo stato di emergenza in caso di calamità naturali: cioè, che con una Ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri (OPCM) un commissario straordinario può agire “in deroga ad ogni disposizione vigente” ma sempre nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico. Il che vuol dire:
- che l’ “emergenza” deve essere limitata nel tempo e sul territorio;
- che ogni deroga richiede un’esauriente motivazione e deve essere puntuale (in quanto non è possibile derogare
genericamente a un settore dell’ordinamento giuridico); - che le competenze del commissario devono
essere precisamente individuate per evitare che si creino sovrapposizioni tra la struttura commissariale – per sua natura “temporanea” – e le strutture delle amministrazioni locali.
Invece, queste indicazioni della legge sono state stravolte in Campania dove l’abnorme durata della emergenza (14 anni!) e l’incontenibile
quantità di OPCM (alcune emesse addirittura con cadenza settimanale!) hanno determinato un numero talmente imprecisato di “deroghe” e di “deroghe delle deroghe” da determinare oggi in Italia un doppio quadro dell’ordinamento
giuridico: un ordinamento giuridico generale, fondato sul principio di legalità, ed un ordinamento giuridico parallelo che è quasi una contraddizione chiamare “giuridico” perché è una sorta di porta aperta alla
deregulation più totale. Infatti, a partire dall’ordinanza 2425 del
1996 - che affidava al commissario straordinario la stesura del piano per la gestione dei rifiuti campani e la realizzazione delle opere necessarie - ai commissari per l’emergenza rifiuti è stato consentito in questi anni di
operare in deroga a: alla normativa sulle espropriazioni e sui vincoli idrogeologici e paesistici;
alla normativa sulla “partecipazione” da parte dei cittadini;
alla normativa sulla localizzazione delle opere pubbliche; alla normativa in materia di
rifiuti e alla normativa tecnica in materia di discariche; alla normativa in materia di contrattualistica
pubblica sia interna sia a livello comunitario; alla normativa sull’impatto ambientale;
fino alla (ciliegina sulla torta) ordinanza del gennaio 2008 che non specifica più neanche le leggi alle quali il commissario può derogare, ma prevede addirittura una
deroga generica. Penso sia chiaro, a questo punto, perché ci opponiamo alla discarica prevista a Sant’Arcangelo Trimonte: perché il
“modo” in cui la decisione è stata presa non tutela affatto i cittadini. Pertanto, ci libereremo da queste catene solo
quando - non dalla struttura commissariale, ma dalla futura amministrazione provinciale – la soluzione prevista sarà rivalutata nell’ossequioso rispetto della normativa vigente: sia italiana che comunitaria.
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