15 aprile 2008
S.Arcangelo Trimonte, presidio ad oltranza
Maria Pia Cutillo

 

 

Comitati Civici di Guardia Sanframondi e San Salvatore Telesino  

contro la costruzione di un Termovalorizzatore/Inceneritore

a San Salvatore Telesino

 

14 aprile 2008

Continuerà ad oltranza il presidio di alcuni cittadini di Sant’Arcangelo Trimonte davanti alla Prefettura di Benevento per protestare contro la nuova discarica regionale, i cui lavori dovrebbero iniziare nei prossimi giorni. Nessun passo indietro, quindi. Insieme ai manifestanti, al Corso Garibaldi sono giunti anche alcuni cittadini provenienti da Apice, Paduli e Buonalbergo.

Ora che i giochi elettorali sono quasi finiti, vedremo cosa ne sarà di questo paese. Ma soprattutto di tutti noi perché non è solo di loro che parliamo ma di tutta la Campania e dell’Italia. Riguarda tutti i progetti che preferiscono l’incenerimento e la discarica incontrollata alla raccolta differenziata ed alla politica di rifiuti zero.

Gli inceneritori erano presenti e definiti necessari nei programmi elettorali, ma nei prossimi tre anni, intanto che li costruiscono dove finirà la nostra immondizia? Non vogliono risolvere e nemmeno discutere del problema perché l’emergenza fa troppo comodo ai nostri politici ed ai  super commissari, passano gli anni ma le nostre semplici proposte di riciclo , raccolta differenziata  e diminuzione a monte non vengono accettate né tantomeno realizzate.

 Con il potere di super commissario De Gennaro avrebbe potuto emanare un’ordinanza con cui dichiarare non commercializzabili tanti prodotti che per il loro imballaggio aumentano  i cumuli di rifiuti, avrebbe potuto semplicemente vietare, magari per soli sei mesi, la vendita di acqua in bottiglia di plastica, avrebbe potuto cominciare dalle compostiere domestiche e dai siti di compostaggio obbligatori e invece apre discariche per  rifiuto indifferenziato e approva progetti di inceneritori.  Cose semplici con cui cominciare a risolvere l’emergenza invece di facilitare le grandi aziende interessate all’incenerimento.

 

 

Guardate la  foto sopra, è di alcune case di Sant’Arcangelo Trimonte, come potete vedere ( ma nessuno vede veramente) queste case oblique, abbandonate, fanno capire quanto sia in-stabile questo sito, eppure è qui che sta per nascere la terza discarica. La prima era comunale, la seconda era intercomunale e quest’ultima sarà regionale, per 900.000 tonnellate di rifiuti, ovviamente indifferenziati perché i politici fanno le TAV, la piattaforma logistica, il raddoppio della Telese Caianello, hanno il Marsec e tante altre grandi cose in Campania ma NON SONO CAPACI DI FARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA!!!

Maria Pia Cutillo

Guardate anche il video di Striscia la notizia di ottobre 2006 su Sant’Arcangelo Trimonte

http://www.youtube.com/watch?v=aUE_JYtb5gc

 

 Da http://codisam.wordpress.com/

ecco il testo del loro ultimo comunicato:

 


 

Perché ci siamo incatenati sotto il Palazzo del Governo? 

Per lanciare un preciso segnale : per dire che oggi in Campania i cittadini hanno perso i diritti garantiti dalla Costituzione e sono diventati schiavi. Una schiavitù  provocata - contro i principi dello stato di diritto  – dal protrarsi per 14 anni delle “procedure di emergenza” che consentono ai commissari straordinari nominati dal Governo di agire in deroga ad ogni legge dello Stato.

 Le procedure di emergenza, infatti, se ben utilizzate, sono uno strumento utile e prezioso per risolvere situazioni emergenziali.   Ma che cosa significa “ben utilizzate”?

Quello che dice la legge 225/1992 sullo stato di emergenza in caso di calamità naturali: cioè, che con una Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri  (OPCM) un commissario straordinario può agire “in deroga ad ogni disposizione vigente” ma sempre nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico. Il che vuol dire:

- che l’ “emergenza” deve essere limitata nel tempo e sul territorio;

- che ogni deroga richiede un’esauriente motivazione e deve essere puntuale (in quanto non è possibile derogare genericamente a un settore dell’ordinamento giuridico);

- che le competenze del commissario devono essere precisamente individuate per evitare che si creino sovrapposizioni tra la struttura commissariale – per sua natura “temporanea” – e le strutture delle amministrazioni locali.

 Invece, queste indicazioni della legge sono state stravolte in Campania dove l’abnorme durata della emergenza (14 anni!) e l’incontenibile quantità di OPCM (alcune emesse addirittura con cadenza settimanale!) hanno determinato un numero talmente imprecisato di “deroghe” e di “deroghe delle deroghe” da determinare oggi in Italia un doppio quadro dell’ordinamento giuridico: un ordinamento giuridico generale, fondato sul principio di legalità, ed un ordinamento giuridico parallelo che è quasi una contraddizione chiamare “giuridico” perché è una sorta di porta aperta alla deregulation più totale.

Infatti, a partire dall’ordinanza 2425 del 1996 - che affidava al commissario straordinario la stesura del piano per la gestione dei rifiuti campani e la realizzazione delle opere necessarie - ai commissari per l’emergenza rifiuti è stato consentito in questi anni di operare in deroga a:

alla normativa sulle espropriazioni e sui vincoli idrogeologici e paesistici;

alla normativa sulla “partecipazione”  da parte dei cittadini;

alla normativa sulla localizzazione delle opere pubbliche;

alla normativa in materia di rifiuti e alla normativa tecnica in materia di discariche;

alla normativa in materia di contrattualistica pubblica sia interna sia a livello comunitario;

alla normativa sull’impatto ambientale;

fino alla (ciliegina sulla torta) ordinanza del gennaio 2008 che non specifica più neanche le leggi alle quali il commissario può derogare, ma prevede addirittura una deroga generica.

Penso sia chiaro, a questo punto,  perché ci opponiamo alla discarica prevista a Sant’Arcangelo Trimonte: perché il “modo” in cui la decisione è stata presa non tutela affatto i cittadini.

Pertanto, ci libereremo da queste catene solo quando - non dalla struttura commissariale, ma dalla futura amministrazione provinciale – la soluzione prevista sarà rivalutata nell’ossequioso rispetto della normativa vigente: sia italiana che comunitaria.

 

 

     

 Valle Telesina


Per intervenire: invia@vivitelese.it