10 marzo 2008
Rifiuti: decreti di Prodi, gravità inaudita
Maria Mucci

 

 

Comitati Civici di San Salvatore Telesino e Guardia Sanframondi

contro la costruzione di un Termovalorizzatore/Inceneritore

a San Salvatore Telesino

Dopo tanti mesi di emergenza rifiuti che ci ha visti impegnati contro scelte scellerate in materia di gestione dei rifiuti e del territorio dobbiamo, ancora una volta, denunciare scelte prese sulla testa dei cittadini campani, giustificate ancora una volta con l’emergenza.

Come cittadini scandalizzati dai cumuli di spazzatura da anni presenti ovunque sulle strade della nostra regione abbiamo cominciato a farci domande e a cercare risposte, visto che non ne venivano dalle istituzioni che avrebbero dovuto garantire una corretta gestione e tutelare il nostro diritto ad un ambiente sano e vivibile. Nonostante la campagna indegna, condotta ad arte da politici incapaci e tecnici compiacenti, contro i comitati sorti spontaneamente per porre un argine alla distruzione del nostro territorio e della nostra salute, siamo riusciti a prendere coscienza dei problemi, a capire interessi nascosti dietro la scellerata gestione dei rifiuti, e smascherare iniziative dannose prese in nome del profitto di pochi a scapito del bene comune. La partecipazione appassionata di migliaia di cittadini a manifestazioni e proteste ci hanno dato la speranza di poter cambiare una politica ridotta a mera occupazione di posti di potere e restituirla alla funzione di servizio e tutela dei beni comuni.

Le nostre speranze hanno cominciato a vacillare con la riproposizione della gestione commissariale, un’assurdità dal punto di vista del diritto, ma soprattutto dal punto di vista della capacità di governo di situazioni complesse da parte della classe politica nazionale e locale. A fronte delle proteste e delle soluzioni proposte dai cittadini, molto più razionali e fattibili di quelle sbagliate e nocive dei governi locali e nazionali, a fronte di indagini della magistratura che hanno confermato le preoccupazioni delle persone che cercano disperatamente di difendere la loro terra, le azioni del governo ripropongono sempre la stessa logica perversa. Basti pensare a tutti i programmi televisivi, articoli e dibattiti che stanno da mesi cercando di far passare per sicuri gli inceneritori; alle dichiarazioni e visite di candidati al governo del paese ad impianti contestati da cittadini , medici e scienziati. Come se non ci trovassimo in una situazione di sfiducia nella politica.

Il tempo dell’adesione incondizionata a quanto affermato dai professionisti della politica è finito. I cittadini hanno da tempo imparato a farsi opinioni da sole, a non delegare, ad informarsi, studiare i problemi per trovare soluzioni più idonee a salvaguardare i propri diritti, e resistere all’imposizione di scelte dettate da interessi di affaristi e faccendieri. Nonostante la partecipazione attiva e responsabile dei cittadini ed il loro impegno a trovare soluzioni fattibili e sostenibili, a togliere ancora di più le speranze di poter davvero risolvere i problemi enormi che ci assillano nel modo meno nocivo possibile, e con procedure legali e condivise, sono arrivati i decreti di Prodi. Un governo dimissionario, in una situazione esplosiva dal punto di vista ambientale e della legalità, senza tener conto della volontà dei cittadini e dei rischi per la salute e per lo stato di diritto, decreta che lo scandalo dei Cip6 possa continuare impunemente in Campania, e che la truffa ai danni dello Stato attuata dalla FIBE con la produzione di false ecoballe e di un inceneritore obsoleto non a norma possa continuare impunemente.

Come Comitati civici siamo seriamente preoccupati delle conseguenze che questi decreti potranno provocare.

I Cip6 sono uno scandalo tutto italiano e in questo modo la classe politica mostra di voler  continuare a perpetrarlo a beneficio di imprese che hanno come scopo il loro profitto, non certo il benessere dei cittadini. Ma è ancora più grave permettere per decreto di bruciare ecoballe che contengono di tutto, anche rifiuti tossici. Sarà una catastrofe ambientale senza precedenti. E un crimine contro tutta la popolazione campana, già colpevolmente lasciata in balia di gruppi criminali che l’hanno avvelenata per decenni impunemente. Indagini della Magistratura hanno provato che le ecoballe non sono a norma e sono una truffa ai danni dello Stato: l’intento del decreto è ostacolare che si faccia chiarezza e si trovino finalmente i colpevoli di questo disastro? E in nome di chi si deve tacere e distruggere completamente la nostra terra?

Come Comitati civici affermiamo il nostro diritto ad opporci a questo scempio ed invitiamo tutti i cittadini a protestare contro queste scelte scellerate e ribadire la propria volontà di resistere a politici che legiferano senza tener conto della nostra volontà e dei nostri diritti garantiti dalla Costituzione.

Chiediamo il ritiro immediato dei due decreti!

Cominciamo con l’inondare di mail l’ex-presidente del Consiglio ed il Presidente della Repubblica, sottoscrivendo ed inviando l’appello, di seguito riportato, di padre Alex Zanotelli, la cui indignazione e opposizione condividiamo, ai loro indirizzi di posta elettronica

 Maria Mucci

 


 

 

 

prodi_@camera.it,     

 

presidenza.repubblica@quirinale.it

 

 

LA TERMODISTRUZIONE DEI DIRITTI FONDAMENTALI

 

 

E’ con orrore che apprendiamo della decisione del Presidente del Consiglio Romano Prodi sulle ecoballe della Campania : almeno 7 milioni di tonnellate  (che di eco non hanno nulla , ma sono solo rifiuti tal quali ) , accatastate in buona parte a Giugliano. Si tratta dell’ordinanza n. 3657 del 20 febbraio 2008: “ Disposizioni urgenti per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania .” La disposizione che lascia più stupefatti è quella contenuta nell’art. 4 : “ Per accelerare  le iniziative finalizzate al superamento dello stato di emergenza, in particolare per consentire la messa in esercizio in tempi rapidi dell’ impianto di termodistruzione di Acerra è autorizzato il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai codici Cer 191212 ,190501 e 190503 (rispettivamente le ecoballe campane, la frazione organica non stabilizzata, ossia l’ex fos, e il compost fuori specifica) presso detto impianto , assicurando comunque il rispetto dei livelli delle emissioni inquinanti già fissati nel provvedimento di autorizzazione .”Ciò vuol dire che le ecoballe di rifiuti prodotti dai Cdr campani , che non rispondono ai requisiti richiesti dalla normativa, potranno essere bruciate nell’ inceneritore di Acerra .( Una realtà ,questa di Acerra , che per la prima volta il governo chiama TERMODISTRUZIONE ! )

 

Questa decisione , che è contraria al diritto comunitario e alla giurisprudenza ordinaria e contabile, è di una gravità estrema.

 

Come mai , a governo scaduto , Prodi emana questa nefasta  ordinanza a breve distanza da un’altra altrettanto grave che reintroduceva , in barba alle decisioni del Parlamento, il Cip/ 6 per i tre nuovi inceneritori della Campania ?

E’ evidente che alla base di tale provvedimento vi siano logiche finanziarie e contrattuali, perché consentirà agli aspiranti gestori dell’impianto di Acerra di tenere in piedi la tariffa , rendendo più appetibile la partecipazione alla gara. Dal punto di vista finanziario ,l’impianto di Acerra si sosterrà, oltre che con i contributi Cip /6, con i rifiuti semplicemente triturati, compattati, selezionati, piuttosto che con Cdr di qualità o con Cdr semplici. L’ obiettivo sarà quello di non fare andare deserta la gara , triturando così i diritti dei cittadini, andando a minare il bene sacro dell’umanità : la vita stessa.

 

Questa ordinanza che permetterebbe all’inceneritore di Acerra di bruciare rifiuti tal quali in un territorio, che è già chiamato il Triangolo della morte , è un crimine contro l’ umanità perché comprometterebbe la salute dei cittadini , già gravemente minata.

 

A questa logica del profitto noi diciamo no, perché antepone gli interessi di POCHI alla salute di Tutti.

 

Chiediamo che questa ordinanza venga immediatamente ritirata. Siamo pronti ad impugnarla davanti alle corti europee e nazionali.

 

In questo momento di campagna elettorale, chiediamo a tutti i candidati premier di esprimersi su questa  ordinanza di vitale importanza.

E’ questione di vita o di morte per tutti. 

                                                                              Alex Zanotelli

                                                                              Gerardo Marotta

                                                                              Alberto Lucarelli

                                                                              Guido Donadone

                                                                              Raffaele Raimondi

                                                                              Ugo Mattei

                                                          

 

     

 Valle Telesina


Per intervenire: invia@vivitelese.it