11 ottobre 2009
Scuola, gli studenti sanniti a Morcone
Adam Biondi

 

 

 

 

Le grida magnetizzate che vengono dai megafoni sono un sottofondo inusuale, in questo paese che vive spendendo il suo tempo lentamente, nell’aria muta, dove le urla scorrono sporadicamente, dove l’unico suono notturno è l’abbaiare di qualche cane inquieto.


Gli striscioni che parlano di una protesta radicale ed apartitica sono una vista inusuale, in questo paese dove i colori li vedi soprattutto nel crepitare di queste foglie autunnali, mani di una natura che riesce sempre a dipingere cose diverse.


È strano parlare di crisi, di riforma Gelmini, di Ddl Aprea, di Diritti degli Studenti, in un paese che assiste allo spettacolo politico davanti un teleschermo, vedendo tutto un po’ più distante, un po’ più in là rispetto all’isola felice dell’aria muta e delle foglie autunnali.


Eppure centocinque lavoratori della Ficomirrors, l’anno scorso, sono finiti in cassa integrazione, anche loro sotto la pressa inevitabili della crisi internazionale. Eppure, poco lontano, 7 donne salgono su un tetto, perché dopo aver sudato per 10 anni tra i banchi di una scuola, si trovano improvvisamente appesi al cappio della disoccupazione, al cappio di un futuro sempre più sbiadito, al cappio del portafoglio vuoto.

 

Eppure, e questo ci riguarda un po’ più da vicino, anche a Morcone lo Stato non finanzia più le scuole pubbliche. Non finanzia più l’educazione alla democrazia, alla crescita culturale. E coerentemente finanzia l’acquisto di 131 cacciabombardieri per 13 miliardi di euro, perché l’armi sono nemiche del popolo, e con 5 miliardi di euro finanzia una dittatura nordafricana, per chissà quale gioco di potere.

 


E così ti ritrovi spaesato, perché nella tua isola felice compaiono i caratteri rossi nel bilancio, tasse più alte dalle famiglie, materiale indisponibile perché “non sono arrivati i finanziamenti”. Finisci per pensare che quell’immaginario e rassicurante Eden terreste, basato sostanzialmente sull’allontanamento della realtà, sia un arma usata dai mezzi subdolamente coercitivi dei media, e indirettamente da qualcuno che vuole rendere modello il sistema delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.


Ma abbiamo visto e sentito le parole di un Ministero che parla non di pedagogia, ma di una economia (o presunta tale)del risparmio, del taglio, e delle finte rassicurazioni mandate in onda durante il Tg serale. E abbiamo deciso che è arrivato il momento di parlare, gridare, ed a cambiare la vita essendo disposti a camminare (la citazione di Cento Passi e tutt’altro che casuale): e così decidi di fare un corteo. La musica e gli slogan suonano strani nelle strade di un paese che è abituato a sentire le campane, così un anziano signore si gira ed osserva incuriosito, per poi rigirarsi con un aria di perplessità.


Intanto l’Unione degli Studenti segnala sul suo sito una manifestazione a Morcone, unica a livello provinciale. Intanto ne senti parlare su qualche sito internet, in qualche gruppo di Facebook, su qualche locandina arrivata in qualche scuola, anche a Cerreto Sannita e a Colle Sannita. E te li ritrovi affianco a te a discutere col gentilissimo Vincenzo Delli Veneri, venuto da Benevento proprio per intervenire ad un assemblea esterna, dopo essersi fatti mezz’ora di auto per venire fino in questo “piccolo borgo arroccato sulla collina”.
La possibilità di partecipare attivamente, non come spettatori passivi di una protesta, come burattini su un palcoscenico di cui si è soltanto comparse casuali, si manifesta in quella possibilità di intervenire, di sottolineare che quello della crisi è un processo che rende difficile la sopravvivenza in ogni cittadina italiana. Ed anche se eravamo in pochi rispetto alle grandi manifestazioni metropolitane, sono circolate idee vere e discusse pubblicamente, cose che tra le masse non sempre succede.


È comunque stata nell’intera provincia l’unica manifestazione promossa dall’UdS Benevento, progetto a cui chiediamo di aderire per renderlo concreto ed attivo. Per info: udsbenevento@hotmail.it


Grazie a tutti i partecipanti

Unione degli Studenti Benevento

 

 


 

 

 

Ecco uno stralcio della piattaforma vendicativa per la mobilitazione nazionale dell’Unione degli Studenti del 9 ottobre:

 

1.           Ritiro dei tagli all’istruzione e immediata reintroduzione sul posto di lavoro di tutte le precarie e i precari della docenza e del personale tecnico amministrativo;

 

2.           Rimessa in discussione radicale del provvedimento di riordino degli istituti superiori che andrà in vigore dal prossimo anno e prevede un drastico taglio di ore al fine di risparmiare soldi;

 

3.           Portare la spesa pubblica corrente sulla conoscenza e i saperi al 10 % del Prodotto Interno Lordo (contro il misero 3,9% attuale). Le risorse possono essere recuperate annullando la costruzione dei 131 cacciabombardieri f-14 del sistema d’arma Joint Strike Fighter (che il Governo italiano ha autorizzato a costruire per un valore di 14 miliardi di euro) e cancellando il piano di sviluppo infrastrutturale pari a 5 miliardi di euro in favore della dittatura libica di Gheddafi;

 

4.           Riconversione totale dei circuiti telematici della rete scolastica dal sistema Microsoft al sistema operativo gratuito Linux, con conseguente impiego delle quote di risparmio nell' ammodernamento delle strutture tecnologiche e nel loro impiego a fini didattici;

 

5.           Legge quadro nazionale per il diritto allo studio: Pur essendo il diritto allo studio materia di competenza delle regioni, chiediamo che lo Stato individui dei livelli minimi di accesso allo studio (trasporti, libri di testo, mense, borse di studio, accesso alla cultura, ecc) ;

 

6.           Istituzione del “reddito di formazione”, ovvero un reddito per gli studenti, garantito attraverso forme dirette, ovvero borse di studio distribuite a prescindere dal reddito, e forme indirette, ossia l'erogazione gratuita di servizi quali i trasporti, libri di testo, e tutto ciò che rientra nell'ambito della cultura.

Abolizione della legge 30 che istituisce forme di precarietà devastanti e che impedisce, una volta concluso il ciclo formativo, di accedere ad un lavoro stabile e appagante;

 

7.           Piano di finanziamento straordinario al fine di coprire l’assistenza totale per il recupero debiti (che il Ministro Fioroni nel 2007 aveva promesso e mai mantenuto per l’impossibilità delle scuole di coprire economicamente i corsi), attraverso sportelli settimanali che possano avviare percorsi individuali di risanamento delle lacune didattiche;

 

8.           Istituzioni di Commissioni Paritetiche docenti-studenti in tutte le scuole secondarie di 2° grado che possano discutere i metodi e i contenuti delle lezioni (ormai vecchi di decenni, in molti casi) e creare un sistema di didattica partecipata e non schiacciata sulla discrezione dell’insegnante e sulla logica della lezione frontale;

 

9.           Riforma della valutazione con conseguente ritiro dell’ultimo regolamento varato dal Ministero (che prevede la valutazione in decimi per tutte le scuole, la partecipazione degli insegnanti di religione cattolica agli scrutini in cui si definiscono i crediti formativi, la ammissione alla maturità solo per gli studenti che abbiano sei in tutte le materie, non garantisce gli studenti dal voto in condotta, ecc).

Abolizione del voto in decimi e istituzione di un sistema di valutazione a giudizio come avviene nella quasi totalità dei Paesi Europei; abolizione voto di condotta; sistema di corsi di aggiornamento permanenti per il corpo docente e introduzione di un sistema di valutazione dell’insegnamento;

 

10.        Ritiro del PdL Aprea (che mira a privatizzare la scuola trasformando i consigli di istituto in consigli di amministrazione non garantendo la rappresentanza degli studenti) e apertura di un dibattito pubblico sul ruolo e la funzione degli Organi Collegiali e sulla governance scolastica che possa dare avvio ad un provvedimento di Riforma complessiva;

 

11.        Cambiamento della materia di religione cattolica in “Storia delle religioni e dei culti”, il cui reclutamento del personale docente sia di totale competenza dello Stato e senza alcun peso specifico negli scrutini finali;

 

12.        Ritiro immediato del “pacchetto sicurezza” e delle forze militari presenti nelle città con finalità di ordine pubblico e ritiro delle ordinanze che impediscono la mobilità dei cortei;

 

13.        Libero accesso alle informazioni: copertura wi-fi nel 100% del territorio nazionale; potenziamento della Carta “Io Studio” al fine di garantire agli studenti gratuità a musei, cinema, monumenti, teatri e mostre artistiche nazionali e estensione della carta anche agli studenti universitari;

 

 

 

     

 Valle Telesina


Per intervenire: invia@vivitelese.it