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Sulle verifiche in atto al Comune e alla
Provincia, dopo la nuova collocazione di
Clemente Mastella, interviene Rossano Insogna
coordinatore del Pd.
«Il sindaco Fausto Pepe ed il Presidente
della Provincia Aniello Cimitile - sostiene
Insogna - hanno dimostrato come è possibile
sottrarre le Istituzioni, che rappresentano gli
interessi generali della collettività,
all'arroganza di chi crede di poterle utilizzare
per il conseguimento di personali ambizioni o
peggio ridurle a merce di scambio per il
consolidamento di un patto tra notabili.
Un patto che, in modo emblematico, rende
evidente il disprezzo verso le attese del Sannio
e dei Sanniti che liberamente hanno scelto nel
2006 di affidare al sindaco Pepe la guida della
città e solo otto mesi fa la responsabilità del
governo provinciale al Presidente Cimitile. E
solo verso la città di Benevento e l'intera
provincia deve essere rivolta l'attenzione, con
senso di responsabilità ed autonomia».
«Non Pepe e Cimitile, - sostiene Insogna -
quindi, devono dar conto della loro volontà di
andare avanti rispettando il ruolo di governo
loro affidato dai cittadini, ma chi ha ritenuto
di essere padrone delle istituzioni e
conseguentemente di poterle mettere sul mercato
delle convenienze personali e di parte.
Operazione scellerata che la determinazione
di Pepe e Cimitile hanno saputo respingere. La
resistenza di Pepe e Cimitile non è solo
comprensibile, quindi, ma doverosa, così come
encomiabile è l'alto senso di responsabilità
dimostrato da quei consiglieri comunali e
provinciali che hanno respinto il tentativo di
costrizione e annullamento delle proprie
prerogative istituzionali, che non vogliono
assecondare questo disegno e che respingono
l'idea di essere ribassati a meri esecutori
della decapitazione di Comune e Provincia, e
quindi di una condanna devastante per l'intero
territorio Sannita, per la sua possibilità di
sviluppo, di difesa delle legittime aspettative
dei tanti lavoratori che stanno attraversando
momenti drammatici per la crisi che investe
l'intero sistema produttivo del Sannio e che non
comprenderebbero di perdere interlocutori
preziosi per dare risposta ai loro problemi, che
sarebbero mortificati dalla resa delle
Istituzioni».
«La storia di questi amministratori -
conclude Insogna - è la storia di chi, anche in
formazioni politiche diverse, ha sempre dato
priorità all'interesse generale e a quello del
Sannio in primo luogo. Si dia quindi vita ad
patto di solidarietà istituzionale tra quelle
forze politiche e tra quei consiglieri che
intendono far prevalere la propria autonomia».
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