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maggio 2009- intervento di Pinuccio Fappiano
Una Cerreto eco-sostenibile è possibile
con il solare e l’illuminazione a LED
L’attuale Amministrazione comunale di Cerreto
Sannita, con l’approvazione del piano triennale
delle opere pubbliche, ha riaperto di nuovo la
questione “eolico” che sembrava definitivamente
abbandonata a favore di una centrale
fotovoltaica. Questa scelta ha sorpreso non poco
chi credeva che l’amministrazione comunale
avesse accettato le istanze degli allevatori,
degli operatori turistici, degli agriturismi,
dei cittadini, delle associazioni di categoria e
della società civile, le cui richieste sono
state ancora una volta miseramente umiliate.
Con questo colpo di mano l’amministrazione
Barbieri ha ridato la possibilità alle
multinazionali del vento di poter violentare in
modo definitivo ed indelebile Monte Coppe, che
fa da splendido sfondo alla bellissima
cittadina.
L’installazione di 177 torri eoliche di oltre
100 metri di altezza trasformeranno per sempre
l’eco-sistema, l’ambiente ed il panorama, con
ricadute negative che non potranno mai essere
ripagate dai quattro soldi che le multinazionali
del vento daranno al comune o ai privati per
l’installazione dell’impianto eolico.
I
progetti presentati alla Regione Campania, che
sono al vaglio della Conferenza di servizi già
dal 2006, prevedono la costruzione di un
impianto della potenza di 105 MegaWatt
localizzato su Monte Coppe – Colle Spione –
Parata Ungara ed il secondo di 72 MegaWatt che
interesserà la Parata Ungara - Colle San Martino
- Colle Masella Monte Coppe.
Se
aggiungiamo che l’area interessata confina con
Morcone, Pietraroja e San Lupo e che anche gli
stessi comuni hanno presentato altri progetti
popoleremo tutta l’area di almeno 350 pali
eolici. Questi progetti, infatti, sono così
suddivisi:
-
Morcone per 64 MW Loc.
Focaroni – Chiusara – Montagna;
-
Pietraroja per 100 MW Loc.
Passo Vecchio - Monte Valluccio - Monte
Pagliarelle - Monte Cepponeta - Serrone - Serra
del Carpino - Triari - Valle Cupa
-
San
Lupo per 8,5 MW Loc. Monte Ciesco
Un
vero e proprio disastro ambientale se si
considera che tutta l’area è un Sito di
Interesse Comunitario.
Che l’energia eolica sia una fonte pulita non vi
è dubbio come non vi è dubbio che questo tipo di
produzione ha bisogno di particolarissime
condizioni ambientali e morfologiche del terreno
affinché si possa avere una produzione
soddisfacente.
Nessun amministratore pubblico può arrogarsi il
diritto di modificare definitivamente un
territorio senza aver ben ponderato ogni
situazione ed ogni altra opzione.
L’eolico è, di fatto, il metodo più impattante
dove l’equazione costi-benefici non è certamente
a favore delle popolazioni né a favore
dell’ambiente né dell’eco-sistema.
I
benefici sono solo per le multinazionali del
vento che, attraverso gli incentivi statali
(certificati verdi) hanno interesse a costruire
centrali eoliche anche quando le condizioni non
sono adatte. Come non sono assolutamente adatte
le condizioni che troviamo sul Monte Coppe.
Il
terreno estremamente ondulato, la forza del
vento al di sotto della soglia ottimale (4 metri
al secondo a fronte dei 10 necessari), venti a
raffiche e non tesi e costanti ed altre
caratteristiche, che non sto qui ad elencare,
fanno di Monte Coppe un luogo controproducente
per l’installazione di un’industria di
produzione di energia elettrica.
Allora perché le multinazionali richiedono di
installare anche dove la produzione è minima?
La risposta è semplice: i contributi statali.
Con i contributi statali le multinazionali del
vento mettono sul mercato i certificati verdi
con cui si ripagano totalmente l’impianto eolico
e la produzione di energia, seppur limitata, è
tutto guadagno.
Le
multinazionali corrispondono alle
amministrazioni comunali che mettono a
disposizione il territorio una quota pari
all’1,5% della produzione di energia. Ben poca
cosa visto che l’area non è un’area produttiva
mentre ai privati pagheranno circa 130 euro
mensili di affitto per ogni palo installato
sulla proprietà.
E
non è da sottovalutare il fatto che a fine ciclo
dell’impianto, che si aggira intorno ai 25 anni,
i costi di smantellamento e di smaltimento
saranno a carico dei proprietari che hanno messo
a disposizione i terreni per l’installazione.
L’eolico è cosa buona, ma lontano dalle
montagne. L’eolico può tranquillamente essere
installato in mare dove i venti sono tesi e
costanti.
Se
le nazioni pilota dell’eolico (come Germania e
Norvegia) smantellano gli impianti eolici ed
installano pannelli solari un motivo deve pur
esserci.
Ed
è proprio sul solare che “Da sempre per Cerreto”
punterà perché i pannelli solari non sono
impattanti, si possono istallare sui tetti delle
case, degli uffici pubblici, dei capannoni
industriali ecc… con la produzione di energia è
immediatamente disponibile da chi ha installato.
Il surplus di produzione sarà venduto
direttamente alla società che fornisce energia
elettrica con evidente ed immediato guadagno di
ciascun cittadino senza intermediari.
Insomma un circuito virtuoso di risparmio,
guadagno e produzione di energia pulita senza
intermediari e senza speculazioni da parte di
terzi.
Attualmente gli impianti fotovoltaici non sono
abbastanza incentivati perché le multinazionali
del vento premono sui politici affinché i
finanziamenti siano destinati solo verso
l’eolico e non verso altre forme di produzione
di energia pulita. E’ necessario, quindi,
intervenire sullo Stato affinché i finanziamenti
siano dirottati dall’eolico a favore del
fotovoltaico per rendere gratuita
l’installazione di pannelli solari.
E’
intento della lista “Da sempre per Cerreto”
curare particolarmente l’aspetto ambientale e la
produzione di energia elettrica in modo
eco-sostenibile senza devastare il territorio ed
anzi, come da programma, la nostra costante sarà
la lotta allo spreco di energia.
Lotta allo spreco a cui è stata poco sensibile
l’amministrazione Barbieri che è più sensibile
“all’apparire” che “all’essere”, visto che
Cerreto è diventata una discoteca a cielo
aperto. Lampioni, lampioncini, fasci luminosi,
portalampade delle più astruse forme e
dimensioni devastano da qualche tempo le piazze
e strade del nostro borgo, con buona pace delle
tasche dei cerretesi costretti a pagare i
“capricci” altrui con evidenti sprechi sia per
costi diretti che per costi energetici.
Per questo, prima di stilare il programma
sull’energia, abbiamo studiato approfonditamente
le varie ipotesi scegliendo la strada del
fotovoltaico e dell’illuminazione a LED che
permetterebbe un risparmio secco sulla bolletta
pari al 60% e che, se associato
all’installazione di un impianto fotovoltaico,
consentirebbe di avere energia pulita e gratis,
con un ritorno economico con il surplus di
produzione.
Ripensare una Cerreto eco-sostenibile
sull’esperienza di Torraca (SA) e di altre
cittadine che hanno seguito quell’esempio, dove
l’amministrazione comunale ha costruito un
impianto fotovoltaico che porta nelle casse del
comune circa 130.000 euro all’anno per
produzione diretta di energia elettrica ,
riducendo di oltre il 60% le spese di
illuminazione pubblica attraverso
l’installazione di lampade a LED.
E’
intenzione di “Da sempre per cerreto”
ripristinare il giusto equilibrio e sobrietà
alla nostra cittadina, riportandola nella sua
naturale vocazione senza, per questo,
snaturarla.
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