Campagna elettorale maggio-giugno 2009

Cerreto Sannita

Elezioni Amministrative 2009 

 

Interventi ricevuti riguardanti il candidato:

 

Giovanni Pio Marenna

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5 giugno 2009- intervento di Giovanni Pio Marenna

INTERVENTO AL PUBBLICO COMIZIO IN PIAZZA SAN MARTINO

DEL 4 GIUGNO 2009

 

<<Ha scritto Jean de la Croix: “Il segno distintivo dell’uomo del dialogo è che egli ascolta altrettanto bene, e forse meglio, di come parla”. I tempi in cui viviamo sono tempi in cui i momenti di silenzio si sono fatti sempre più esigui. La nostra vita giornaliera è un rumore continuo, fatto di pettegolezzi e di chiacchiere. Qualcuno ha detto che l’uomo è un’appendice del rumore. Una società in cui tutti parlano e nessuno ascolta porta alla cultura del monologo, dove si preferisce un linguaggio egocentrico e narcisistico, dove si preferisce che uno decide e gli altri alzano la mano senza fiatare, senza confrontarsi, senza discutere. Mi domando: in una civiltà del rumore e dell’urlo come la nostra, qual è lo spazio per un ascolto autentico? Qual è la capacità di ascoltare il vicino? A chi parla certamente deve andare tutta l’attenzione, a chi ascolta va il vantaggio di un’apertura verso il prossimo, verso tutto sé stesso, che si traduca poi in un ascolto non affievolito o finto, ma da ricevere con i sensi pronti. La prima legge della comunicazione è che “non si può non comunicare”. L’uomo del dialogo è l’uomo che ha rispetto dell’altro, che cerca di capire e farsi capire, che si confronta, che ascolta le ragioni di colui che sta di fronte>>.

Ho voluto iniziare con queste parole, tratte da un articolo scritto 4 anni fa, perché a distanza di 4 anni sono attuali più che mai. Ho voluto iniziare con queste parole perché le ha scritte una persona che oggi non c'è più. E se io sto qui oggi è anche merito suo. Grazie papà!

 

Cerreto si è inoltrata dentro un fitto autunno di idee, un tunnel con alcune uscite (che però dovrebbero anche essere utilizzate), un tipo di politica che la sta facendo muovere come i gamberi, una paralisi che la sta bloccando e dalla quale sarà difficile rialzarla se si perseguirà la strada tortuosa degli ultimi 5 anni.

 

In questi 5 anni non ho visto quello che voi cerretesi avreste voluto immaginare per questo paese. Non ho visto dialogo con i cittadini. Dialogo significa partecipazione dei cittadini alle scelte politico-amministrative. Ho visto, invece, arroganza e mancanza di rispetto. Gli esempi più lampanti sono state quelle pubbliche assemblee in cui venivano invitati i cerretesi a decidere su cose che il sindaco aveva già deciso. Mi riferisco all'Hospice per i malati terminali che doveva essere realizzato a Madonna della Libera e al progetto della nuova piazza San Martino. Dopo i vari monologhi dei soliti noti, le osservazioni dei cittadini non contavano niente perché non potevano incidere in quanto “il progetto illustrato non poteva più essere cambiato”. Insomma nonostante fosse stato chiesto ai cerretesi di decidere insieme, in realtà le decisioni erano già belle che prese. Altro che partecipazione! E' come andare a pranzo in un ristorante e non poter decidere cosa mangiare perchè lo ha già deciso il ristoratore.

 

Ho visto insensibilità quando i bambini sono stati costretti ad andare a scuola in sottoscala e aule fatiscenti. Non ce ne siamo certo dimenticati!

Non ho visto una gestione accorta e avveduta dei soldi pubblici, cioè dei soldi di tutti noi. Ho visto sprechi assurdi per manifestazioni “mordi e fuggi” non funzionali al tipo di turismo di cui Cerreto ha bisogno: la sola Movida, tanto per fare un esempio, ci costa ogni anno la bellezza di 40.000/50.000 euro senza alcun rientro economico nelle casse comunali (“zeru euro!”, x dirla alla Mourinho), la Mostra Bovina, iniziativa senz'altro pregevole, ci costa però 10.000 euro. Arredare allegramente l'ufficio del sindaco e del segretario, altri 40.000 euro con “Cerretocard”!!! E noi paghiamo!

 

Nel 2004, in campagna elettorale, l'attuale maggioranza chiese a tutti i cittadini di votarli per premiare la loro capacità! Vi sembra capacità quella di scialacquare migliaia di euro per spese non necessarie? Vi sembra capacità quella di sprecare soldi e fare mutui, come quello per l'acquisto di Palazzo Ciaburro di 700.000 euro – un miliardo e mezzo di vecchie lire – per un progetto, quello del “Contratto di Quartiere II”, che ancora non era stato finanziato? (quello stesso Palazzo Ciaburro acquistato con un mutuo che ultimamente è stato venduto, come dire, a pezzi). Dicevo, vi sembra capacità quella di sprecare soldi e fare mutui che hanno aperto una voragine nel bilancio comunale di dimensioni così macroscopiche che per tentare di coprirla quest'amministrazione ha dovuto vendere tutto il patrimonio immobiliare comunale (l'unica cosa rimasta è il Palazzo del Genio, che è di fronte a voi, e Palazzo S. Antonio, sede del comune), ha dovuto raddoppiare la tassa sull'immondizia (da 1,15 euro a mq a 1,95 euro a mq), raddoppiare l'Irpef, aumentare la bolletta dell'acqua, far pagare i ticket trasporto alle famiglie degli alunni delle contrade? In effetti ci vuole anche una certa capacità per concepire tutto questo.

 

Ho qui con me ben sei pagine di mutui, solo mutui, appassionatamente mutui. Mutui che continueremo a pagare noi. Mutui quelli, muti coloro che non lo hanno detto e continuano a non dirlo ai cerretesi. Hanno aumentato le tasse, dicendo che andava tutto bene madamalamarchesa. Per dirla con una frase di un famoso western: “Non pisciarmi sulla schiena per poi dirmi che sta piovendo”. Ed è esattamente quello che è accaduto in questi 5 anni di disastrosa gestione economica, oltre che amministrativa.

Non ho visto lo sviluppo del turismo di qualità,  un ufficio informazioni (fondamentale soprattutto nei week-end), guide turistiche formate, organizzazione nella ricezione ed accoglienza dei turisti, una maggiore fruibilità di alcune risorse locali, la manutenzione di tutte le vie ed una migliore segnaletica turistica (tutti punti questi sottolineati 2 anni fa dal Touring Club Italiano). Insomma è mancata una promozione e valorizzazione delle bellezze naturali ed architettoniche, dei siti storici ed archeologici, delle attività artigianali (eppure siamo bandiera arancione e lavorare per realizzare queste cose dovrebbe essere pane quotidiano per chi amministra: basterebbe poco, che ce vò?  Azzardo: forse ci vorrebbe un po' di buona volontà e una forte dose di amore in più per il paese). Parliamoci chiaro, Cerreto, in questi anni, si è ritrovata isola infelice, mentre gli altri paesi limitrofi hanno creato sviluppo e lavoro, crescendo dal punto di vista economico ed occupazionale (penso a Cusano, penso a Guardia, penso alle zone industriali di San Salvatore e Faicchio).

 

Non ho visto un incremento delle manifestazioni culturali, un capitolo di bilancio per finanziare le attività della Pro Loco. Non ho visto dedicare la giusta attenzione agli appuntamenti scientifici presenti sul territorio, organizzando studi e ricerche volte a migliorare la conoscenza di molti fenomeni mondiali nelle nostre realtà locali. Non ho visto l'istituzione di una Compagnia Teatrale Comunale e la nascita di Laboratori di diverso tipo (teatrale, musicale, artistico, etc.). Sono queste le nostre proposte in merito.

Non ho visto la realizzazione di un Museo diffuso della Civiltà Cerretese che incrementerebbe il turismo di qualità a Cerreto. Ho visto, invece, la nascita del Museo della Civiltà Contadina sul Monte di Pietà (il millesimo, credo, in Italia). Ho visto che, proprio perchè il turismo di qualità andrebbe rilanciato, il primo atto compiuto è stato la svendita della Tinta, cioè della storia di Cerreto, ad un privato per un pugno di euro. E questo perchè aveva “Cerreto nel cuore”, figurarsi se non l'aveva.

 

E se la prima risposta è stata la svendita della Tinta, la seconda risposta per favorire il turismo di qualità fu l'intenzione di installare dei pali eolici su Monte Coppe. Portare i turisti a visitare l'impianto eolico, spacciandolo magari per una bellezza architettonica, dovrebbe essere emozionante. Già m'immagino le guide: “Alla vostra destra potete ammirare, laddove una volta c'erano delle mucche che pascolavano e delle fonti acquifere pulite, un grosso palo alto 100 metri e profondo 30 metri” Come Comitato Don Chisciotte glielo impedimmo ieri. Come lista “Da sempre per Cerreto” lo impediremo oggi! Sia dai banchi della maggioranza se dovessimo vincere, sia da quelli della minoranza se il responso delle urne dovesse essere negativo. La questione eolico, come detto, è tornata alla carica. L'attuale Amministrazione comunale di Cerreto Sannita, infatti, con l’approvazione del piano triennale delle opere pubbliche, ha riaperto di nuovo la questione “eolico” che sembrava definitivamente abbandonata a favore di una centrale fotovoltaica. Questa scelta ha sorpreso non poco chi credeva che l’amministrazione comunale avesse accettato le istanze degli allevatori, degli operatori turistici, degli agriturismi, dei cittadini, delle associazioni di categoria e della società civile, le cui richieste sono state ancora una volta miseramente umiliate.

 

Con questo colpo di mano l’amministrazione Barbieri ha ridato la possibilità alle multinazionali del vento di poter violentare in modo definitivo ed indelebile Monte Coppe, che fa da splendido sfondo alla bellissima cittadina.

L’installazione di 177 torri eoliche di oltre 100 metri di altezza trasformeranno per sempre l’eco-sistema, l’ambiente ed il panorama, con  ricadute negative che non potranno mai essere ripagate dai quattro soldi che le multinazionali del vento daranno al comune o ai privati per l’installazione dell’impianto eolico.

I progetti presentati alla Regione Campania, che sono al vaglio della Conferenza di servizi già dal 2006, prevedono la costruzione di un impianto della potenza di 105 MegaWatt localizzato su Monte Coppe – Colle Spione – Parata Ungara ed il secondo di 72 MegaWatt  che interesserà la Parata Ungara - Colle San Martino - Colle Masella Monte Coppe.

Se aggiungiamo che l’area interessata confina con Morcone, Pietraroja e San Lupo e che anche gli stessi comuni hanno presentato altri progetti popoleremo tutta l’area di almeno 350 pali eolici. Una foresta di pali.

 

uesti progetti, infatti, sono così suddivisi:

-          Morcone per 64 MW Loc. Focaroni – Chiusara – Montagna;

-          Pietraroja per 100 MW Loc. Passo Vecchio - Monte Valluccio - Monte Pagliarelle - Monte Cepponeta - Serrone - Serra del Carpino - Triari - Valle Cupa

-          San Lupo per 8,5 MW Loc. Monte Ciesco

 

Un vero e proprio disastro ambientale se si considera che tutta l’area è un Sito di Interesse Comunitario.

 

Che l’energia eolica sia una fonte pulita non vi è dubbio come non vi è dubbio che questo tipo di produzione ha bisogno di particolarissime condizioni ambientali e morfologiche del terreno affinché si possa avere una produzione soddisfacente.

 

Nessun amministratore pubblico può arrogarsi il diritto di modificare definitivamente un territorio senza aver ben ponderato ogni situazione ed ogni altra opzione.

 

L’eolico è, di fatto, il metodo più impattante dove l’equazione costi-benefici non è certamente a favore delle popolazioni né a favore dell’ambiente né dell’eco-sistema.

 

I benefici sono solo per le multinazionali del vento che, attraverso gli incentivi statali (certificati verdi) hanno interesse a costruire centrali eoliche anche quando le condizioni non sono adatte. Come non sono assolutamente adatte le condizioni che troviamo sul Monte Coppe. Cosa c'entrano i pali eolici col turismo e col villaggio sannitico che c'è su Monte Coppe (più volte citato in questi anni dall'ex capogruppo del Blocco Morone). Cosa c'entrano i pali eolici con lo sviluppo della Parata? Come si concilia l'eolico su Monte Coppe con la bandiera arancione, che è un marchio di qualità turistico ed ambientale?

 

Queste le azioni che vogliamo mettere in campo per iniziare a pensare a Cerreto come “città dell’ambiente possibile”:

-       Creare un apposito sportello comunale, con personale specializzato, per informare i cittadini e le imprese edili sulle tecniche costruttive eco-compatibili e termo-isolanti per abbattere i consumi. A tal proposito sarà cura dell’amministrazione comunale di trovare i fondi necessari e incentivi fiscali, destinati ai cittadini che volessero ristrutturare o costruire in modo eco-compatibile, per abbattere i costi dei materiali e di costruzione;

-       Istituire appositi corsi di formazione per disoccupati per formare professionalità adeguate al programma energetico adottato dal comune;

-       Stimolare il risparmio energetico e la produzione attraverso incentivi fiscali a privati ed alle imprese che volessero installare pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica ed impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria pari almeno al 50% del fabbisogno;

-       Ridurre le imposte comunali proporzionalmente al risparmio energetico raggiunto;

-       Installare sui tetti di tutti gli uffici comunali e pubblici (scuole, palestre, ospedale ecc….) pannelli fotovoltaici;

-        Prevedere la costruzione di una centrale fotovoltaica nell’area PIP che consenta l’autonomia energetica, almeno per i servizi pubblici;

-       Sostituire gradualmente gli impianti di illuminazione stradale con impianti a LED.

-       Dare seguito alle indicazioni della “ legge sugli alberi” ovvero la legge 113/92 recepita con la legge regionale 14/92 che prevede l’obbligo per i comuni di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato o minore adottato.

 

Non ho visto prospettive di sviluppo, idee chiare, uno straccio di linea programmatica. Prendiamo, come esempio, ancora Monte Coppe. Perchè, vi chiederete voi? Perchè Monte Coppe in questi anni è stata la destinazione finale di molte idee mai realizzate o di un capriccio di qualcuno, chissà. Cinque anni fa ci venne detto che sarebbe stato costruito un campo da golf con tanto di alberghi a 5 stelle per i miliardari, forse in linea con i salotti di Forza Italia che all'epoca qualcuno ancora frequentava. Poi scese l'illuminazione: l'eolico. Poi si svegliò una mattina: un percorso turistico-religioso. Va bene, ben venga. Poi il Pip turistico, i cui finanziamenti però al momento servono solo ad allargare una strada (chissà mai, poi, perché?). Infine forse, eureka: “mettiamo l'eolico a Monte Coppe e i pannelli solari sotto la Leonessa, che ancora non ero riuscito a rovinare”. Un colpo di genio, non c'è che dire. E proprio sulla Leonessa c'è un cartello che recita: “Dio volle, la natura operò e l'uomo scelse”. Il problema sono proprio certe scelte scellerate.

 

E' chiaro che le cose sono due: o hanno idee confuse sulla linea da seguire oppure non hanno la minima intenzione di potenziare lo sviluppo di Cerreto. Non condividiamo l'indirizzo politico seguito in questi ultimi 5 anni, che non ha previsto affatto lo sviluppo del territorio (e, difatti, s'è visto).

 

Questo è quello che non ho visto e ciò che ho visto in questi 5 anni. Il candidato sindaco Santagata, in quanto vice-sindaco dell'ultima consiliatura, rappresenta proprio ciò. Scegliere Santagata come sindaco, dunque, significa accettare i mutui. Significa approvare lo sperpero di migliaia di euro per feste e festicciole e “la tradizione romana del panem et circenses e napoletana della festa, farina e forca”. Scegliere Santagata come sindaco significa acconsentire a quanto visto in questi 5 anni perchè Santagata rappresenta quello che non è stato fatto, significa premiare chi ha arrecato più danni che benefici. Significa sapere a cosa si va incontro, visto quanto è accaduto. Scegliere Santagata significa continuare questa lunga discesa senza fine che non porterà certo ad un miglioramento delle condizioni di Cerreto. Scegliere Santagata significa condividere un indirizzo politico che ha portato il paese ad un vicolo cieco nel campo turistico come in altri campi.

 

Ho visto un'ultima cosa: ho visto cerretesi liberi di pensare, liberi di agire, liberi di proporre e liberi, al momento giusto, di giudicare.

 

Vi chiediamo di votare per la lista n.1 Da Sempre Per Cerreto con candidato alla carica di sindaco Roberto Stanziano per una Cerreto più libera, più aperta, più giusta. Un voto per garantire pari opportunità ai meritevoli, più tutele ai disagiati, per l’estensione delle libertà e dei diritti civili. Un voto che tenga aperta la speranza perché il futuro si può ancora scrivere. Spero, già da lunedì sera, di vedere anche questo.

 

 

Giovanni Pio Marenna - “Da sempre per Cerreto”

 

 


 

 

 

5 giugno 2009- intervento di Giovanni Pio Marenna

UN VOTO ALLA SPERANZA

 

Potremmo essere alla vigilia di una svolta.

Crediamo che sia giunto il momento di imboccare la strada del rinnovamento di uomini e progetti.

 

In questi 5 anni Cerreto Sannita è stato governato senza prospettive di sviluppo, senza una visione della società.

 

Ogni azione ed iniziativa dovrebbe perseguire l’obiettivo comune: purtroppo spesso questo proposito resta solo una promessa non mantenuta.

L’interesse generale dei cerretesi è l’obiettivo della nostra proposta politica, solo tutelando i comuni interessi si potranno garantire i diritti, gli interessi e le aspettative dei cittadini.

 

Tutti i candidati della lista Da Sempre Per Cerreto si impegnano, in ogni caso, a tenere fede a questo principio, ad intendere la “politica come servizio” e non come strumento per creare privilegi e privilegiati e soddisfare interessi contrari a quelli della comunità.

 

Per essere consigliere comunale non occorrono requisiti e titoli particolari: serve responsabilità, capacità e impegno; basta essere attenti osservatori delle vicende che ci accadono intorno, saper analizzare le esigenze e le attese dei cittadini per poi trovare soluzioni e risposte.

 

In questa campagna elettorale non abbiamo annunciato impossibili promesse ma solo la nostra intenzione di impegnarci per svolgere con attenzione e partecipazione il ruolo istituzionale che il voto dei cerretesi ci assegnerà.

Ci siamo proposti di operare con obiettività, trasparenza, disinteresse personale ed onestà morale e intellettuale: Vi assicuriamo che lo faremo per cambiare quello che va cambiato, per migliorare quello che non funziona, per proporre e sviluppare soluzioni economiche, sociali e culturali che possano far progredire il nostro paese.

 

Le uniche risorse che abbiamo impegnato in questa campagna sono state la nostra buona volontà e le parole usate per illustrare il nostro programma e per informare i cittadini.

 

Vi chiediamo di votare per la lista n.1 Da Sempre Per Cerreto con candidato alla carica di sindaco Roberto Stanziano per una Cerreto più libera, più aperta, più giusta.

 

Un voto per garantire pari opportunità ai meritevoli, più tutele ai disagiati, per l’estensione delle libertà e dei diritti civili.

 

Un voto che tenga aperta la speranza perché il futuro si può ancora scrivere.

 


 

 

 

21 maggio 2009- intervento di Giovanni Pio Marenna

Uno stop da evitare

 

Cerreto si è inoltrata dentro un fitto autunno di idee, un tunnel con alcune uscite (che però dovrebbero anche essere utilizzate), un tipo di politica che la sta facendo muovere come i gamberi, una paralisi che la sta bloccando e dalla quale sarà difficile rialzarla se si perseguirà la strada tortuosa degli ultimi 5 anni. Questo implica che prima c’è stata una primavera, ma purtroppo siamo giunti all’autunno delle idee e bisogna resistere, immaginare un riscatto, ripensare e costruire il futuro. Cercando di riconquistare quella primavera perduta. Tra spreco di denaro pubblico per manifestazioni “mordi e fuggi, non funzionali al tipo di turismo di cui Cerreto ha bisogno (la sola Movida ci costa, ogni anno, una barca di soldi, senza alcun rientro economico nelle casse comunali), e mutui come se piovesse con conseguente aumento delle tasse (senza contare le numerose menzogne raccontate), non si può dire che l'amministrazione uscente abbia avuto “Cerreto nel cuore”. Parliamoci chiaro, Cerreto, in questi anni, si è ritrovata isola infelice mentre gli altri paesi limitrofi hanno creato sviluppo e lavoro, crescendo dal punto di vista economico ed occupazionale.

Ho deciso di candidarmi nella lista “Da Sempre per Cerreto” (con candidato sindaco Roberto Stanziano) per dare, insieme agli altri amici candidati, il mio contributo in termini di idee e proposte allo scopo di rendere migliore la Cerreto di domani, all'insegna del bene comune, della persona, della trasparenza, della partecipazione, della solidarietà, dell'onestà, dell'umiltà e dell'altruismo. Principi, questi, comuni a tutti gli uomini che, come candidati o sostenitori, condividono l’ambizioso progetto della lista “Da Sempre Per Cerreto”. Non condividiamo l'indirizzo politico seguito in questi ultimi 5 anni, che non ha previsto affatto lo sviluppo del territorio (e, infatti, s'è visto). Un indirizzo politico, quello della premiata ditta Barbieri-Santagata, che ha portato il paese ad un vicolo cieco.

 

COME USCIRE DAL'AUTUNNO DELLE IDEE

 

E come si esce da questa strada senza uscita, come si rende migliore la Cerreto di domani se non iniziando a potenziare quello che la nostra cittadina ha di buono oggi? Come si esce dall'autunno delle idee se non iniziando a rivalutare e valorizzare, per esempio, le bellezze naturali ed architettoniche, i siti storici ed archeologici, le attività artigianali, adottando nel contempo politiche di salvaguardia ambientale? In questo modo si svilupperebbero diversi settori produttivi, principalmente quello turistico. Già, il turismo, una risorsa che a Cerreto sembra sempre essere ad un passo dallo svilupparsi appieno, ma che sta diventando come il famoso cibo per Tantalo. Vicino, ma irraggiungibile anni luce. Come Tantalo nonostante fosse circondato da cibo e acqua, non poteva né cibarsi né bere, così il turismo a Cerreto è una possibilità già presente che andrebbe solo afferrata ed incrementata ma, invece, non si riesce (o non si vuole?) far decollare. Ma non certo per mancanza di turisti, bensì per la disorganizzazione nella loro ricezione ed accoglienza, per l'assenza di un ufficio informazioni (soprattutto nei week-end) e di guide turistiche formate, per la scarsa promozione dedicata in questi ultimi 5 anni alle ricchezze che Cerreto possiede. A Cerreto, bandiera arancione del Touring Club Italiano, bisognerebbe iniziare dalle basi, dall'abc. Non lo dico io, ma lo stesso Touring Club Italiano che 2 anni fa sottolineava proprio l'assenza di un punto informativo, di una maggiore fruibilità di alcune risorse locali, della manutenzione delle strade e di una migliore segnaletica turistica. Basterebbe poco, che ce vò?  Azzardo: forse ci vorrebbe un po' di buona volontà e una forte dose di amore in più per il paese. Non vorremmo che, qualora non vengano presi tali provvedimenti, si rischi seriamente di perdere la bandiera arancione (particolare che nessuno sta prendendo sul serio) ed il relativo flusso turistico che da essa deriva. Si costringerà il turismo a divorziare lentamente da Cerreto. Ma questa è l’ipotesi peggiore. Che, però, non è lontana dal verificarsi se si continuerà a perseguire questo tipo di turismo. Se non si imboccheranno le giuste strade, Cerreto ed il turismo dall’obiettivo di diventare sposi felici rischieranno di centrare quello dei famosi “sposi promessi” del Manzoni, prima del matrimonio. E se la Movida non s’ha da fare, per lo spreco di soldini citato sopra, s’avrebbe molto da fare, invece, riprendere anche quelle iniziative che giacciono da quattro anni negli scantinati del Comune come, per esempio, una “Legge Speciale per Cerreto Sannita”. Proposta questa che, presentata dalla Pro Loco ed approvata dal Consiglio Comunale nel 2003, mirava a far dichiarare Cerreto patrimonio dell'Unesco. Insomma con una situazione abbastanza in alto mare e con un museo della ceramica lasciato in balia delle onde (per informazione chiedete ai turisti), bisogna uscire da questa burrasca e riportare Cerreto Sannita ai livelli culturali di un tempo, tentando di raggiungere 6 obiettivi principali, più una proposta che incrementerebbe il turismo a Cerreto:

1) incrementare le manifestazioni culturali, rendendone possibile a tutti la partecipazione, trattandosi di uno strumento di crescita collettiva.

2) prevedere un capitolo di bilancio per finanziare le attività della Pro Loco

3) concedere maggiore attenzione agli appuntamenti scientifici presenti sul territorio, organizzando studi e ricerche volte a migliorare la conoscenza di molti fenomeni mondiali nelle nostre realtà locali.

4) organizzare, a cadenza biennale, una Conferenza Internazionale di Sismologia

5) costituire una Compagnia Teatrale Comunale, nonché favorire la nascita di Laboratori di diverso tipo (teatrale, musicale, artistico, etc.) 

6) organizzare la Giornata del Libro in modo da favorire la diffusione dei libri e della lettura

 

UN MUSEO DIFFUSO DELLA CIVILTA' CERRETESE

 

La proposta in questione che consentirebbe a Cerreto di fare un salto di qualità non indifferente è quella di qualche anno fa dell'ex capogruppo del Blocco per Cerreto Morone, e cioè realizzare un Museo diffuso della civiltà cerretese

Poiché Cerreto è di per sé un museo a cielo aperto, non si tratterebbe quindi di allestire un “normale” museo. Il museo diffuso, infatti, non presenta una propria collezione, ma è Cerreto stessa ad essere il centro di un sistema costituito dai luoghi di memoria della città. Un Museo Diffuso che raccolga, in siti diversi, memorie e manufatti rievocanti mestieri tradizionali legati al nostro artigianato, alle tracce degli antichi popoli che ci hanno preceduti, alle credenze religiose, alla produzione di oggetti d’arte e artigianato. Un Museo Diffuso che sia anche un laboratorio permanente per la salvaguardia e valorizzazione del paesaggio, per attivare un sistema di costante monitoraggio e manutenzione del territorio e per sottolineare le peculiarità dell’area su cui agisce. Il Museo Diffuso si configura come un sistema di relazioni fra elementi qualitativamente differenziati che si identificano in Punti Museali, Laboratori e Itinerari organizzati in Sistemi: naturalistico, etno-antropologico, dei beni artistici e dei beni architettonici e archeologici. Le varie componenti sarebbero articolate “a rete” e troverebbero connessione in un Punto di Coordinamento Centrale, pensato per comunicare al visitatore l’operazione culturale del Museo Diffuso e facilitarne la fruizione. Qui, infatti, i visitatori potrebbero avere a disposizione volumi e altri materiali informativi e documentari legati ai temi del museo e delle mostre. Immaginate quanta gente, quante scolaresche potrebbe attirare un museo così concepito che, al fine di tradurre l’esperienza museale in un impegno preciso verso l’apprendimento, potrebbe proporre una articolata offerta didattica che preveda:

Ø  Visite guidate, con “percorsi dedicati“, secondo le classi, l’età, e l’indirizzo scolastico. Laboratori ed attività ludico-esperenziale, da condurre sia in Museo che in aula, su specifici temi ( fare ceramica, esplorare il territorio, fonti e temi del brigantaggio, storia, arte, archeologia, letteratura, cultura popolare e territorio locale, ricerca storica ed etnografica, raccolta di fonti orali);

Ø  Corsi di aggiornamento per insegnanti e corsi integrativi per studenti

Ø  Incontri seminariali con studenti e docenti.

Un museo che potrebbe avere il suo punto focale, magari con un archivio storico, nel Palazzo del Genio con installazioni multimediali e pannelli informativi, che potrebbero introdurre alle cinque tematiche generali del museo: “I Sanniti”, “Cerreto Vecchia”, “I panni lana”, “Il Brigantaggio”, “L’Artigianato”. Le sedi specifiche, poi, potrebbero essere diverse e diversamente intitolate. Lo “sfruttamento” del patrimonio turistico cerretese, infine, potrebbe passare anche attraverso la costituzione del Consorzio “Cerreto Incoming”, che dovrebbe essere un'associazione ad adesione volontaria, senza fine di lucro, tra operatori e imprenditori del settore dei pubblici esercizi e artigiani, istituita dall’amministrazione comunale per la valorizzazione e la promozione turistica del territorio di Cerreto Sannita e della valle del Titerno. Questa è la nostra ricetta per far decollare il turismo nella città di fondazione. Il candidato sindaco Santagata, in quanto vice-sindaco dell'ultima consiliatura, rappresenta quello che non è stato fatto nel campo turistico (e in altri campi) in questi ultimi 5 anni. E se il la non è stato dato dall'attuale maggioranza in questi 5 anni in cui ha governato, è difficile ed irrealistico immaginare che riesca a darlo adesso, qualora vincesse, proprio perchè per 5 anni ha fallito su quasi tutta la linea. Scegliere lui come sindaco, quindi, significa rischiare di far rimanere nell'oblio il settore turistico. Significa sapere a cosa si va incontro, visto quanto è accaduto. Significa continuare questa lunga discesa senza fine (e se c'è, al momento, non riusciamo a vederla) che non porterà ad un miglioramento delle condizioni di Cerreto. Un'ulteriore fermata, quella del turismo, che la nostra cittadina non può di certo permettersi. Uno stop assolutamente da evitare. 

 

16 maggio 2009- intervento di Giovanni Pio Marenna

L'unica promessa mantenuta

 

Così com'era iniziata all'insegna dell'arroganza e della mancanza di rispetto, così si sta concludendo questa legislatura. L'elenco è lungo e avremo modo di approfondirlo durante questa campagna elettorale.

L'ultimo disagio, in ordine di tempo, che i cerretesi sono costretti a sopportare è quello relativo alla chiusura al transito della strada comunale via Cappuccini, fino al prossimo 26 giugno, per i lavori di infrastrutture dei Piani delle aree destinate ad Insediamenti Produttivi, non tanto per i lavori in sé che comunque andavano fatti (e questo è fuori discussione), ma per le strade alternative che bisogna percorrere. Le deviazioni obbligatorie, infatti, sono quelle per via Cesine di Sopra e per via Cerquello, arterie rovinate e danneggiate. Prima dei lavori avrebbero dovuto rendere più agevoli queste vie in modo da causare meno fastidi ai cerretesi che devono transitare di là per tornare nelle proprie case.

Inoltre, prima di chiudere l'arteria di via Cappuccini, per una questione di correttezza, andavano avvisati i ristoratori. Nessuno di essi è stato avvertito della chiusura della strada e la segnaletica della deviazione è stata messa una settimana dopo, con conseguente perdita dei clienti, soprattutto di quelli dei paesi limitrofi che non conoscevano la strada alternativa (in quanto non c'erano le indicazioni), e dei prodotti e delle bevande acquistate, andati a male. Insomma i ristoratori ci hanno rimesso dei soldi e quella è la loro unica fonte di guadagno. Questa vicenda ha dimostrato ancora una volta l'assoluta mancanza di sensibilità e di buon senso, di rispetto e di etica di questa amministrazione. Ma, in questi ultimi 5 anni, a questo ci siamo purtroppo abituati. D'altronde l'attuale sindaco lo disse fino dall'inizio che la morale viene dopo la politica. Si può dire che questa sia stata l'unica promessa, con nostro rammarico, che abbia mantenuto.

 

 

16 maggio 2009- intervento di Giovanni Pio Marenna

Il perché di una scelta

Alcuni in maniera chiara, altri velatamente, ci avevano consigliato, non senza qualche ragione, di lasciar perdere, di non essere presenti a queste elezioni amministrative.

Abbiamo cercato in tutti i modi di creare una lista che fosse rappresentativa di tutte  le espressioni che credevano e che credono che l’amministrazione uscente non abbia fatto molto per il nostro paese. Lo abbiamo fatto senza pregiudizi e senza porre nessun veto, i nostri molti interlocutori sono stati alcuni seri e leali altri invece “tattici” e sleali ( in particolar modo chi è poi approdato in altri lidi ): ai primi va il nostro ringraziamento per il loro comportamento e l’auspicio di ritrovarci e sicuramente ci ritroveremo  lungo il cammino, ai secondi l’augurio di ricevere l’obolo ai quali aspiravano.

Abbiamo deciso di partecipare a queste elezioni perché siamo convinti che il pensiero unico non sia motivo di crescita per il paese e perché crediamo di poter dare un contributo in termini di idee nel solco della tradizione che rappresentiamo.

La lista “Da Sempre per Cerreto” si presenta come un unico gruppo, con un insieme di individualità che gioca la stessa partita, con un progetto comune: lavorare per rendere migliore la Cerreto di domani.

Tutti noi candidati avremo la stessa dignità e le stesse possibilità.

Non abbiamo la presunzione di voler rappresentare tutto l’arcipelago dei cerretesi che non si riconosce nella continuità dell’amministrazione uscente ma abbiamo la sfacciataggine di poter dire che da sempre  abbiamo a cuore e nel cuore il nostro paese e tutti i giorni siamo impegnati a lavorare per Cerreto.

Crediamo che ci sono tutte le condizioni perché questa campagna elettorale si svolga in un clima sereno e pacifico pur nella doverosa contrapposizione di idee e, per questo,  ci impegniamo a sottoscrivere e, chiediamo anche a tutti i candidati dell’altra lista, un appello pubblico al rispetto delle idee e della volontà degli elettori e a non esercitare pressioni, minacce  e ritorsioni nei confronti di chi non condivide il nostro pensiero.

Sarebbe un bel gesto per rasserenare il clima e un ottimo inizio di campagna elettorale.

 

 

 

 

 

 

Indice generale dei Candidati   

 

Archivio interventi prima della presentazione delle liste


 

Per intervenire: invia@vivitelese.it