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giugno 2009- intervento di Giovanni Pio Marenna
INTERVENTO AL
PUBBLICO COMIZIO IN PIAZZA SAN MARTINO
DEL 4 GIUGNO 2009
<<Ha scritto Jean
de la Croix: “Il segno distintivo dell’uomo del
dialogo è che egli ascolta altrettanto bene, e
forse meglio, di come parla”. I tempi in cui
viviamo sono tempi in cui i momenti di silenzio
si sono fatti sempre più esigui. La nostra vita
giornaliera è un rumore continuo, fatto di
pettegolezzi e di chiacchiere. Qualcuno ha detto
che l’uomo è un’appendice del rumore. Una
società in cui tutti parlano e nessuno ascolta
porta alla cultura del monologo, dove si
preferisce un linguaggio egocentrico e
narcisistico, dove si preferisce che uno decide
e gli altri alzano la mano senza fiatare, senza
confrontarsi, senza discutere. Mi domando: in
una civiltà del rumore e dell’urlo come la
nostra, qual è lo spazio per un ascolto
autentico? Qual è la capacità di ascoltare il
vicino? A chi parla certamente deve andare tutta
l’attenzione, a chi ascolta va il vantaggio di
un’apertura verso il prossimo, verso tutto sé
stesso, che si traduca poi in un ascolto non
affievolito o finto, ma da ricevere con i sensi
pronti. La prima legge della comunicazione è che
“non si può non comunicare”. L’uomo del dialogo
è l’uomo che ha rispetto dell’altro, che cerca
di capire e farsi capire, che si confronta, che
ascolta le ragioni di colui che sta di fronte>>.
Ho
voluto iniziare con queste parole, tratte da un
articolo scritto 4 anni fa, perché a distanza di
4 anni sono attuali più che mai. Ho voluto
iniziare con queste parole perché le ha scritte
una persona che oggi non c'è più. E se io sto
qui oggi è anche merito suo. Grazie papà!
Cerreto si è inoltrata dentro un fitto autunno
di idee, un tunnel con alcune uscite (che però
dovrebbero anche essere utilizzate), un tipo di
politica che la sta facendo muovere come i
gamberi, una paralisi che la sta bloccando e
dalla quale sarà difficile rialzarla se si
perseguirà la strada tortuosa degli ultimi 5
anni.
In
questi 5 anni non ho visto quello che voi
cerretesi avreste voluto immaginare per questo
paese. Non ho visto dialogo con i cittadini.
Dialogo significa partecipazione dei cittadini
alle scelte politico-amministrative. Ho visto,
invece, arroganza e mancanza di rispetto. Gli
esempi più lampanti sono state quelle pubbliche
assemblee in cui venivano invitati i cerretesi a
decidere su cose che il sindaco aveva già
deciso. Mi riferisco all'Hospice per i malati
terminali che doveva essere realizzato a Madonna
della Libera e al progetto della nuova piazza
San Martino. Dopo i vari monologhi dei soliti
noti, le osservazioni dei cittadini non
contavano niente perché non potevano incidere in
quanto “il progetto illustrato non poteva più
essere cambiato”. Insomma nonostante fosse stato
chiesto ai cerretesi di decidere insieme, in
realtà le decisioni erano già belle che prese.
Altro che partecipazione! E' come andare a
pranzo in un ristorante e non poter decidere
cosa mangiare perchè lo ha già deciso il
ristoratore.
Ho
visto insensibilità quando i bambini sono stati
costretti ad andare a scuola in sottoscala e
aule fatiscenti. Non ce ne siamo certo
dimenticati!
Non ho visto una gestione
accorta e avveduta dei soldi pubblici, cioè dei
soldi di tutti noi. Ho visto sprechi assurdi per
manifestazioni “mordi e fuggi”
non funzionali al
tipo di turismo di cui Cerreto ha bisogno:
la sola Movida,
tanto per fare un esempio, ci costa ogni anno la
bellezza di 40.000/50.000 euro senza alcun
rientro economico nelle casse comunali (“zeru
euro!”, x dirla alla Mourinho), la Mostra
Bovina, iniziativa senz'altro pregevole, ci
costa però 10.000 euro. Arredare allegramente
l'ufficio del sindaco e del segretario, altri
40.000 euro con “Cerretocard”!!! E noi paghiamo!
Nel 2004, in campagna elettorale, l'attuale
maggioranza chiese a tutti i cittadini di
votarli per premiare la loro capacità! Vi sembra
capacità quella di scialacquare migliaia di euro
per spese non necessarie? Vi sembra capacità
quella di sprecare soldi e fare mutui, come
quello per l'acquisto di Palazzo Ciaburro di
700.000 euro – un miliardo e mezzo di vecchie
lire – per un progetto, quello del “Contratto di
Quartiere II”, che ancora non era stato
finanziato? (quello stesso Palazzo Ciaburro
acquistato con un mutuo che ultimamente è stato
venduto, come dire, a pezzi). Dicevo, vi sembra
capacità quella di sprecare soldi e fare mutui
che hanno aperto una voragine nel bilancio
comunale di dimensioni così macroscopiche che
per tentare di coprirla quest'amministrazione ha
dovuto vendere tutto il patrimonio immobiliare
comunale (l'unica cosa rimasta è il Palazzo del
Genio, che è di fronte a voi, e Palazzo S.
Antonio, sede del comune), ha dovuto raddoppiare
la tassa sull'immondizia (da 1,15 euro a mq a
1,95 euro a mq), raddoppiare l'Irpef, aumentare
la bolletta dell'acqua, far pagare i ticket
trasporto alle famiglie degli alunni delle
contrade? In effetti ci vuole anche una certa
capacità per concepire tutto questo.
Ho
qui con me ben sei pagine di mutui, solo mutui,
appassionatamente mutui. Mutui che continueremo
a pagare noi. Mutui quelli, muti coloro che non
lo hanno detto e continuano a non dirlo ai
cerretesi. Hanno aumentato le tasse, dicendo che
andava tutto bene madamalamarchesa. Per dirla
con una frase di un famoso western: “Non
pisciarmi sulla schiena per poi dirmi che sta
piovendo”. Ed è esattamente quello che è
accaduto in questi 5 anni di disastrosa gestione
economica, oltre che amministrativa.
Non ho visto lo sviluppo del turismo di qualità,
un ufficio informazioni (fondamentale
soprattutto nei week-end), guide turistiche
formate, organizzazione nella ricezione ed
accoglienza dei turisti, una maggiore fruibilità
di alcune risorse locali, la manutenzione di
tutte le vie ed una migliore segnaletica
turistica (tutti punti questi sottolineati 2
anni fa dal Touring Club Italiano). Insomma è
mancata una promozione e valorizzazione delle
bellezze naturali ed architettoniche, dei siti
storici ed archeologici, delle attività
artigianali (eppure siamo bandiera arancione e
lavorare per realizzare queste cose dovrebbe
essere pane quotidiano per chi amministra:
basterebbe poco, che ce vò? Azzardo: forse ci
vorrebbe un po' di buona volontà e una forte
dose di amore in più per il paese). Parliamoci
chiaro, Cerreto, in questi anni, si è ritrovata
isola infelice, mentre gli altri paesi limitrofi
hanno creato sviluppo e lavoro, crescendo dal
punto di vista economico ed occupazionale (penso
a Cusano, penso a Guardia, penso alle zone
industriali di San Salvatore e Faicchio).
Non ho visto un incremento delle manifestazioni
culturali, un capitolo di bilancio per
finanziare le attività della Pro Loco. Non ho
visto dedicare la giusta attenzione agli
appuntamenti scientifici presenti sul
territorio, organizzando studi e ricerche volte
a migliorare la conoscenza di molti fenomeni
mondiali nelle nostre realtà locali. Non ho
visto l'istituzione di una Compagnia Teatrale
Comunale e la nascita di Laboratori di diverso
tipo (teatrale, musicale, artistico, etc.). Sono
queste le nostre proposte in merito.
Non ho visto la realizzazione di un Museo
diffuso della Civiltà Cerretese che
incrementerebbe il turismo di qualità a Cerreto.
Ho visto, invece, la nascita del Museo della
Civiltà Contadina sul Monte di Pietà (il
millesimo, credo, in Italia). Ho visto che,
proprio perchè il turismo di qualità andrebbe
rilanciato, il primo atto compiuto è stato la
svendita della Tinta, cioè della storia di
Cerreto, ad un privato per un pugno di euro. E
questo perchè aveva “Cerreto nel cuore”,
figurarsi se non l'aveva.
E se la prima
risposta è stata la svendita della Tinta, la
seconda risposta per favorire il turismo di
qualità fu l'intenzione di installare dei pali
eolici su Monte Coppe. Portare i turisti a
visitare l'impianto eolico, spacciandolo magari
per una bellezza architettonica, dovrebbe essere
emozionante. Già m'immagino le guide: “Alla
vostra destra potete ammirare, laddove una volta
c'erano delle mucche che pascolavano e delle
fonti acquifere pulite, un grosso palo alto 100
metri e profondo 30 metri” Come Comitato Don
Chisciotte glielo impedimmo ieri. Come lista “Da
sempre per Cerreto” lo impediremo oggi! Sia dai
banchi della maggioranza se dovessimo vincere,
sia da quelli della minoranza se il responso
delle urne dovesse essere negativo.
La
questione eolico, come detto, è tornata alla
carica. L'attuale Amministrazione comunale di
Cerreto Sannita, infatti, con l’approvazione del
piano triennale delle opere pubbliche, ha
riaperto di nuovo la questione “eolico” che
sembrava definitivamente abbandonata a favore di
una centrale fotovoltaica. Questa scelta ha
sorpreso non poco chi credeva che
l’amministrazione comunale avesse accettato le
istanze degli allevatori, degli operatori
turistici, degli agriturismi, dei cittadini,
delle associazioni di categoria e della società
civile, le cui richieste sono state ancora una
volta miseramente umiliate.
Con questo colpo
di mano l’amministrazione Barbieri ha ridato la
possibilità alle multinazionali del vento di
poter violentare in modo definitivo ed
indelebile Monte Coppe, che fa da splendido
sfondo alla bellissima cittadina.
L’installazione di
177 torri eoliche di oltre 100 metri di altezza
trasformeranno per sempre l’eco-sistema,
l’ambiente ed il panorama, con ricadute
negative che non potranno mai essere ripagate
dai quattro soldi che le multinazionali del
vento daranno al comune o ai privati per
l’installazione dell’impianto eolico.
I progetti
presentati alla Regione Campania, che sono al
vaglio della Conferenza di servizi già dal 2006,
prevedono la costruzione di un impianto della
potenza di 105 MegaWatt localizzato su Monte
Coppe – Colle Spione – Parata Ungara ed il
secondo di 72 MegaWatt che interesserà la
Parata Ungara - Colle San Martino - Colle
Masella Monte Coppe.
Se aggiungiamo che
l’area interessata confina con Morcone,
Pietraroja e San Lupo e che anche gli stessi
comuni hanno presentato altri progetti
popoleremo tutta l’area di almeno 350 pali
eolici. Una foresta di pali.
uesti progetti,
infatti, sono così suddivisi:
- Morcone
per 64 MW Loc. Focaroni – Chiusara – Montagna;
-
Pietraroja per 100 MW Loc. Passo Vecchio - Monte
Valluccio - Monte Pagliarelle - Monte Cepponeta
- Serrone - Serra del Carpino - Triari - Valle
Cupa
- San
Lupo per 8,5 MW Loc. Monte Ciesco
Un vero e proprio
disastro ambientale se si considera che tutta
l’area è un Sito di Interesse Comunitario.
Che l’energia
eolica sia una fonte pulita non vi è dubbio come
non vi è dubbio che questo tipo di produzione ha
bisogno di particolarissime condizioni
ambientali e morfologiche del terreno affinché
si possa avere una produzione soddisfacente.
Nessun
amministratore pubblico può arrogarsi il diritto
di modificare definitivamente un territorio
senza aver ben ponderato ogni situazione ed ogni
altra opzione.
L’eolico è, di
fatto, il metodo più impattante dove l’equazione
costi-benefici non è certamente a favore delle
popolazioni né a favore dell’ambiente né
dell’eco-sistema.
I
benefici sono solo per le multinazionali del
vento che, attraverso gli incentivi statali
(certificati verdi) hanno interesse a costruire
centrali eoliche anche quando le condizioni non
sono adatte. Come non sono assolutamente adatte
le condizioni che troviamo sul Monte Coppe. Cosa
c'entrano i pali eolici col turismo e col
villaggio sannitico che c'è su Monte Coppe (più
volte citato in questi anni dall'ex capogruppo
del Blocco Morone). Cosa c'entrano i pali eolici
con lo sviluppo della Parata?
Come si concilia
l'eolico su Monte Coppe con la bandiera
arancione, che è un marchio di qualità turistico
ed ambientale?
Queste le azioni che vogliamo mettere in campo
per iniziare a pensare a Cerreto come “città
dell’ambiente possibile”:
-
Creare un apposito
sportello comunale, con personale specializzato,
per informare i cittadini e le imprese edili
sulle tecniche costruttive eco-compatibili e
termo-isolanti per abbattere i consumi. A tal
proposito sarà cura dell’amministrazione
comunale di trovare i fondi necessari e
incentivi fiscali, destinati ai cittadini che
volessero ristrutturare o costruire in modo
eco-compatibile, per abbattere i costi dei
materiali e di costruzione;
-
Istituire appositi
corsi di formazione per disoccupati per formare
professionalità adeguate al programma energetico
adottato dal comune;
-
Stimolare il
risparmio energetico e la produzione attraverso
incentivi fiscali a privati ed alle imprese che
volessero installare pannelli fotovoltaici per
la produzione di energia elettrica ed impianti
solari termici per la produzione di acqua calda
sanitaria pari almeno al 50% del fabbisogno;
-
Ridurre le imposte
comunali proporzionalmente al risparmio
energetico raggiunto;
-
Installare sui
tetti di tutti gli uffici comunali e pubblici
(scuole, palestre, ospedale ecc….) pannelli
fotovoltaici;
-
Prevedere la
costruzione di una centrale fotovoltaica
nell’area PIP che consenta l’autonomia
energetica, almeno per i servizi pubblici;
-
Sostituire
gradualmente gli impianti di illuminazione
stradale con impianti a LED.
-
Dare seguito alle indicazioni
della “ legge sugli alberi” ovvero la legge
113/92 recepita con la legge regionale 14/92 che
prevede l’obbligo per i comuni di residenza di
porre a dimora un albero per ogni neonato o
minore adottato.
Non ho visto prospettive di sviluppo, idee
chiare, uno straccio di linea programmatica.
Prendiamo, come esempio, ancora Monte Coppe.
Perchè, vi chiederete voi? Perchè Monte Coppe in
questi anni è stata la destinazione finale di
molte idee mai realizzate o di un capriccio di
qualcuno, chissà. Cinque anni fa ci venne detto
che sarebbe stato costruito un campo da golf con
tanto di alberghi a 5 stelle per i miliardari,
forse in linea con i salotti di Forza Italia che
all'epoca qualcuno ancora frequentava. Poi scese
l'illuminazione: l'eolico. Poi si svegliò una
mattina: un percorso turistico-religioso.
Va bene, ben venga. Poi il Pip turistico,
i cui finanziamenti però al momento servono solo
ad allargare una strada (chissà mai, poi,
perché?). Infine forse, eureka: “mettiamo
l'eolico a Monte Coppe e i pannelli solari sotto
la Leonessa, che ancora non ero riuscito a
rovinare”. Un colpo di genio, non c'è che dire.
E proprio sulla Leonessa c'è un cartello che
recita: “Dio volle, la natura operò e l'uomo
scelse”. Il problema sono proprio certe scelte
scellerate.
E'
chiaro che le cose sono due: o hanno idee
confuse sulla linea da seguire oppure non hanno
la minima intenzione di potenziare lo sviluppo
di Cerreto. Non condividiamo l'indirizzo
politico seguito in questi ultimi 5 anni, che
non ha previsto affatto lo sviluppo del
territorio (e, difatti, s'è visto).
Questo è quello che non ho visto e ciò che ho
visto in questi 5 anni. Il candidato sindaco
Santagata, in quanto vice-sindaco dell'ultima
consiliatura, rappresenta proprio ciò. Scegliere
Santagata come sindaco, dunque, significa
accettare i mutui. Significa approvare lo
sperpero di migliaia di euro per feste e
festicciole e “la tradizione romana del panem et
circenses e napoletana della festa, farina e
forca”. Scegliere Santagata come sindaco
significa acconsentire a quanto visto in questi
5 anni perchè Santagata rappresenta quello che
non è stato fatto, significa premiare chi ha
arrecato più danni che benefici. Significa
sapere a cosa si va incontro, visto quanto è
accaduto. Scegliere Santagata significa
continuare questa lunga discesa senza fine che
non porterà certo ad un miglioramento delle
condizioni di Cerreto. Scegliere Santagata
significa condividere un indirizzo politico che
ha portato il paese ad un vicolo cieco nel campo
turistico come in altri campi.
Ho
visto un'ultima cosa: ho visto cerretesi liberi
di pensare, liberi di agire, liberi di proporre
e liberi, al momento giusto, di giudicare.
Vi
chiediamo di votare per la lista n.1 Da Sempre
Per Cerreto con candidato alla carica di sindaco
Roberto Stanziano per una Cerreto più libera,
più aperta, più giusta. Un voto per garantire
pari opportunità ai meritevoli, più tutele ai
disagiati, per l’estensione delle libertà e dei
diritti civili. Un voto che tenga aperta la
speranza perché il futuro si può ancora
scrivere. Spero, già da lunedì sera, di vedere
anche questo.
Giovanni Pio Marenna - “Da sempre per Cerreto”
5
giugno 2009- intervento di Giovanni Pio Marenna
UN
VOTO ALLA SPERANZA
Potremmo essere alla vigilia di una svolta.
Crediamo che sia giunto il momento di imboccare
la strada del rinnovamento di uomini e progetti.
In
questi 5 anni Cerreto Sannita è stato governato
senza prospettive di sviluppo, senza una visione
della società.
Ogni azione ed iniziativa dovrebbe perseguire
l’obiettivo comune: purtroppo spesso questo
proposito resta solo una promessa non mantenuta.
L’interesse generale dei cerretesi è l’obiettivo
della nostra proposta politica, solo tutelando i
comuni interessi si potranno garantire i
diritti, gli interessi e le aspettative dei
cittadini.
Tutti i candidati della lista Da Sempre Per
Cerreto si impegnano, in ogni caso, a tenere
fede a questo principio, ad intendere la
“politica come servizio” e non come strumento
per creare privilegi e privilegiati e soddisfare
interessi contrari a quelli della comunità.
Per essere consigliere comunale non occorrono
requisiti e titoli particolari: serve
responsabilità, capacità e impegno; basta essere
attenti osservatori delle vicende che ci
accadono intorno, saper analizzare le esigenze e
le attese dei cittadini per poi trovare
soluzioni e risposte.
In
questa campagna elettorale non abbiamo
annunciato impossibili promesse ma solo la
nostra intenzione di impegnarci per svolgere con
attenzione e partecipazione il ruolo
istituzionale che il voto dei cerretesi ci
assegnerà.
Ci
siamo proposti di operare con obiettività,
trasparenza, disinteresse personale ed onestà
morale e intellettuale: Vi assicuriamo che lo
faremo per cambiare quello che va cambiato, per
migliorare quello che non funziona, per proporre
e sviluppare soluzioni economiche, sociali e
culturali che possano far progredire il nostro
paese.
Le
uniche risorse che abbiamo impegnato in questa
campagna sono state la nostra buona volontà e le
parole usate per illustrare il nostro programma
e per informare i cittadini.
Vi
chiediamo di votare per la lista n.1 Da Sempre
Per Cerreto con candidato alla carica di sindaco
Roberto Stanziano per una Cerreto più libera,
più aperta, più giusta.
Un
voto per garantire pari opportunità ai
meritevoli, più tutele ai disagiati, per
l’estensione delle libertà e dei diritti civili.
Un voto che tenga aperta la
speranza perché il futuro si può ancora scrivere.
21
maggio 2009- intervento di Giovanni Pio Marenna
Uno stop da
evitare
Cerreto si è
inoltrata dentro un fitto autunno di idee, un
tunnel con alcune uscite (che però dovrebbero
anche essere utilizzate), un tipo di politica
che la sta facendo muovere come i gamberi, una
paralisi che la sta bloccando e dalla quale sarà
difficile rialzarla se si perseguirà la strada
tortuosa degli ultimi 5 anni. Questo implica che
prima c’è stata una primavera, ma purtroppo
siamo giunti all’autunno delle idee e bisogna
resistere, immaginare un riscatto, ripensare e
costruire il futuro. Cercando di riconquistare
quella primavera perduta. Tra spreco di denaro
pubblico per manifestazioni “mordi e fuggi,
non funzionali al tipo di turismo di cui Cerreto
ha bisogno
(la sola Movida ci costa, ogni anno, una barca
di soldi, senza alcun rientro economico nelle
casse comunali), e mutui come se piovesse con
conseguente aumento delle tasse (senza contare
le numerose menzogne raccontate), non si può
dire che l'amministrazione uscente abbia avuto
“Cerreto nel cuore”. Parliamoci chiaro, Cerreto,
in questi anni, si è ritrovata isola infelice
mentre gli altri paesi limitrofi hanno creato
sviluppo e lavoro, crescendo dal punto di vista
economico ed occupazionale.
Ho deciso di candidarmi nella
lista “Da Sempre per Cerreto” (con candidato
sindaco Roberto Stanziano) per dare, insieme
agli altri amici candidati, il mio contributo in
termini di idee e proposte allo scopo di rendere
migliore la Cerreto di domani, all'insegna del
bene comune, della persona, della trasparenza,
della partecipazione, della solidarietà,
dell'onestà, dell'umiltà e dell'altruismo.
Principi, questi, comuni a tutti gli uomini che,
come candidati o sostenitori, condividono
l’ambizioso progetto della lista “Da Sempre Per
Cerreto”. Non condividiamo
l'indirizzo politico seguito in questi ultimi 5
anni, che non ha previsto affatto lo sviluppo
del territorio (e, infatti, s'è visto). Un
indirizzo politico, quello della premiata ditta
Barbieri-Santagata, che ha portato il paese ad
un vicolo cieco.
COME USCIRE
DAL'AUTUNNO DELLE IDEE
E come si esce da questa strada
senza uscita, come si rende migliore la Cerreto
di domani se non iniziando a potenziare quello
che la nostra cittadina ha di buono oggi? Come
si esce dall'autunno delle idee se non iniziando
a rivalutare e valorizzare, per esempio, le
bellezze naturali ed architettoniche, i siti
storici ed archeologici, le attività artigianali,
adottando nel contempo politiche di salvaguardia
ambientale?
In questo
modo si svilupperebbero diversi settori
produttivi, principalmente quello turistico.
Già, il turismo, una risorsa che a Cerreto
sembra sempre essere ad un passo dallo
svilupparsi appieno, ma che sta diventando come
il famoso cibo per Tantalo. Vicino, ma
irraggiungibile anni luce. Come Tantalo
nonostante fosse circondato da cibo e acqua, non
poteva né cibarsi né bere, così il turismo a
Cerreto è una possibilità già presente che
andrebbe solo afferrata ed incrementata ma,
invece, non si riesce (o non si vuole?) far
decollare. Ma non certo per mancanza di turisti,
bensì per la disorganizzazione nella loro
ricezione ed accoglienza, per l'assenza di un
ufficio informazioni (soprattutto nei week-end)
e di guide turistiche formate, per la scarsa
promozione dedicata in questi ultimi 5 anni alle
ricchezze che Cerreto possiede. A Cerreto,
bandiera arancione del Touring Club Italiano,
bisognerebbe iniziare dalle basi, dall'abc. Non
lo dico io, ma lo stesso Touring Club Italiano
che 2 anni fa sottolineava proprio l'assenza di
un punto informativo, di una maggiore fruibilità
di alcune risorse locali, della manutenzione
delle strade e di una migliore segnaletica
turistica. Basterebbe poco, che ce vò?
Azzardo: forse ci vorrebbe un po' di buona
volontà e una forte dose di amore in più per il
paese. Non vorremmo che, qualora non vengano
presi tali provvedimenti, si rischi seriamente
di perdere la bandiera arancione (particolare
che nessuno sta prendendo sul serio) ed il
relativo flusso turistico che da essa deriva. Si
costringerà il turismo a divorziare lentamente
da Cerreto. Ma questa è l’ipotesi peggiore. Che,
però, non è lontana dal verificarsi se si
continuerà a perseguire questo tipo di turismo.
Se non si imboccheranno le giuste strade,
Cerreto ed il turismo dall’obiettivo di
diventare sposi felici rischieranno di centrare
quello dei famosi “sposi promessi” del Manzoni,
prima del matrimonio. E se la Movida non s’ha da
fare, per lo spreco di soldini citato sopra,
s’avrebbe molto da fare, invece, riprendere
anche quelle iniziative che giacciono da quattro
anni negli scantinati del Comune come, per
esempio, una “Legge Speciale per Cerreto
Sannita”. Proposta questa che, presentata dalla
Pro Loco ed approvata dal Consiglio Comunale nel
2003, mirava a far dichiarare Cerreto patrimonio
dell'Unesco. Insomma con una situazione
abbastanza in alto mare e con un museo della
ceramica lasciato in balia delle onde (per
informazione chiedete ai turisti), bisogna
uscire da questa burrasca e
riportare
Cerreto Sannita ai livelli culturali di un
tempo,
tentando di raggiungere 6
obiettivi principali, più una proposta che
incrementerebbe il turismo a Cerreto:
1) incrementare
le manifestazioni culturali, rendendone
possibile a tutti la partecipazione, trattandosi
di uno strumento di crescita collettiva.
2) prevedere un
capitolo di bilancio per finanziare le attività
della Pro Loco
3) concedere
maggiore attenzione agli appuntamenti
scientifici presenti sul territorio,
organizzando studi e ricerche volte a migliorare
la conoscenza di molti fenomeni mondiali nelle
nostre realtà locali.
4) organizzare, a
cadenza biennale, una Conferenza Internazionale
di Sismologia
5) costituire una
Compagnia Teatrale Comunale, nonché favorire la
nascita di Laboratori di diverso tipo (teatrale,
musicale, artistico, etc.)
6) organizzare la
Giornata del Libro in modo da favorire la
diffusione dei libri e della lettura
UN MUSEO DIFFUSO
DELLA CIVILTA' CERRETESE
La proposta in questione che
consentirebbe a Cerreto di fare un salto di
qualità non indifferente è quella di qualche
anno fa dell'ex capogruppo del Blocco per
Cerreto Morone, e cioè realizzare un
Museo diffuso della civiltà
cerretese
Poiché Cerreto è
di per sé un museo a cielo aperto, non si
tratterebbe quindi di allestire un “normale”
museo. Il museo diffuso, infatti, non presenta
una propria collezione, ma è Cerreto stessa ad
essere il centro di un sistema costituito dai
luoghi di memoria della città. Un Museo
Diffuso che raccolga, in siti diversi,
memorie e manufatti rievocanti mestieri
tradizionali legati al nostro artigianato, alle
tracce degli antichi popoli che ci hanno
preceduti, alle credenze religiose, alla
produzione di oggetti d’arte e artigianato. Un
Museo Diffuso che sia anche un
laboratorio permanente per la salvaguardia e
valorizzazione del paesaggio, per attivare un
sistema di costante monitoraggio e manutenzione
del territorio e per sottolineare le peculiarità
dell’area su cui agisce. Il Museo Diffuso
si configura come un sistema di relazioni fra
elementi qualitativamente differenziati che si
identificano in Punti Museali,
Laboratori e Itinerari organizzati in
Sistemi: naturalistico, etno-antropologico, dei
beni artistici e dei beni architettonici e
archeologici. Le varie componenti sarebbero
articolate “a rete” e troverebbero connessione
in un Punto di Coordinamento Centrale, pensato
per comunicare al visitatore l’operazione
culturale del Museo Diffuso e facilitarne la
fruizione. Qui, infatti, i visitatori potrebbero
avere a disposizione volumi e altri materiali
informativi e documentari legati ai temi del
museo e delle mostre. Immaginate quanta gente,
quante scolaresche potrebbe attirare un museo
così concepito che, al fine di tradurre
l’esperienza museale in un impegno preciso verso
l’apprendimento, potrebbe proporre una
articolata offerta didattica che preveda:
Ø
Visite guidate, con “percorsi
dedicati“, secondo le classi, l’età, e
l’indirizzo scolastico. Laboratori ed attività
ludico-esperenziale, da condurre sia in Museo
che in aula, su specifici temi ( fare ceramica,
esplorare il territorio, fonti e temi del
brigantaggio, storia, arte, archeologia,
letteratura, cultura popolare e territorio
locale, ricerca storica ed etnografica, raccolta
di fonti orali);
Ø
Corsi di
aggiornamento
per insegnanti e corsi integrativi per studenti
Ø
Incontri
seminariali
con studenti e docenti.
Un
museo che potrebbe avere il suo punto focale,
magari con un archivio storico, nel Palazzo del
Genio con installazioni multimediali e pannelli
informativi, che potrebbero introdurre alle
cinque tematiche generali del museo: “I
Sanniti”, “Cerreto Vecchia”, “I panni lana”, “Il
Brigantaggio”, “L’Artigianato”. Le sedi
specifiche, poi, potrebbero essere diverse e
diversamente intitolate. Lo “sfruttamento” del
patrimonio turistico cerretese, infine, potrebbe
passare anche attraverso la costituzione del
Consorzio “Cerreto Incoming”, che dovrebbe
essere un'associazione ad adesione volontaria,
senza fine di lucro, tra operatori e
imprenditori del settore dei pubblici esercizi e
artigiani, istituita dall’amministrazione
comunale per la valorizzazione e la promozione
turistica del territorio di Cerreto Sannita e
della valle del Titerno. Questa è la nostra
ricetta per far decollare il turismo nella città
di fondazione. Il candidato sindaco Santagata,
in quanto vice-sindaco dell'ultima consiliatura,
rappresenta quello che non è stato fatto nel
campo turistico (e in altri campi) in questi
ultimi 5 anni. E se il la non è stato dato
dall'attuale maggioranza in questi 5 anni in cui
ha governato, è difficile ed irrealistico
immaginare che riesca a darlo adesso, qualora
vincesse, proprio perchè per 5 anni ha fallito
su quasi tutta la linea. Scegliere lui come
sindaco, quindi, significa rischiare di far
rimanere nell'oblio il settore turistico.
Significa sapere a cosa si va incontro, visto
quanto è accaduto. Significa continuare questa
lunga discesa senza fine (e se c'è, al momento,
non riusciamo a vederla) che non porterà ad un
miglioramento delle condizioni di Cerreto.
Un'ulteriore fermata, quella del turismo, che la
nostra cittadina non può di certo permettersi.
Uno stop assolutamente da evitare.
16
maggio 2009- intervento di Giovanni Pio Marenna
L'unica promessa mantenuta
Così com'era iniziata all'insegna dell'arroganza
e della mancanza di rispetto, così si sta
concludendo questa legislatura. L'elenco è lungo
e avremo modo di approfondirlo durante questa
campagna elettorale.
L'ultimo disagio, in ordine di tempo, che i
cerretesi sono costretti a sopportare è quello
relativo alla chiusura al transito della strada
comunale via Cappuccini, fino al prossimo 26
giugno, per i lavori di infrastrutture dei Piani
delle aree destinate ad Insediamenti Produttivi,
non tanto per i lavori in sé che comunque
andavano fatti (e questo è fuori discussione),
ma per le strade alternative che bisogna
percorrere. Le deviazioni obbligatorie, infatti,
sono quelle per via Cesine di Sopra e per via
Cerquello, arterie rovinate e danneggiate. Prima
dei lavori avrebbero dovuto rendere più agevoli
queste vie in modo da causare meno fastidi ai
cerretesi che devono transitare di là per
tornare nelle proprie case.
Inoltre, prima di chiudere l'arteria di via
Cappuccini, per una questione di correttezza,
andavano avvisati i ristoratori. Nessuno di essi
è stato avvertito della chiusura della strada e
la segnaletica della deviazione è stata messa
una settimana dopo, con conseguente perdita dei
clienti, soprattutto di quelli dei paesi
limitrofi che non conoscevano la strada
alternativa (in quanto non c'erano le
indicazioni), e dei prodotti e delle bevande
acquistate, andati a male. Insomma i ristoratori
ci hanno rimesso dei soldi e quella è la loro
unica fonte di guadagno. Questa vicenda ha
dimostrato ancora una volta l'assoluta mancanza
di sensibilità e di buon senso, di rispetto e di
etica di questa amministrazione. Ma, in questi
ultimi 5 anni, a questo ci siamo purtroppo
abituati. D'altronde l'attuale sindaco lo disse
fino dall'inizio che la morale viene dopo la
politica. Si può dire che questa sia stata
l'unica promessa, con nostro rammarico, che
abbia mantenuto.
16
maggio 2009- intervento di Giovanni Pio Marenna
Il
perché di una scelta
Alcuni in maniera chiara, altri velatamente, ci
avevano consigliato, non senza qualche ragione,
di lasciar perdere, di non essere presenti a
queste elezioni amministrative.
Abbiamo cercato in tutti i modi
di creare una lista che fosse rappresentativa di
tutte
le espressioni che credevano e
che credono che l’amministrazione uscente non
abbia fatto molto per il nostro paese. Lo
abbiamo fatto senza pregiudizi e senza porre
nessun veto, i nostri molti interlocutori sono
stati alcuni seri e leali altri invece “tattici”
e sleali ( in particolar modo chi è poi
approdato in altri lidi ): ai primi va il nostro
ringraziamento per il loro comportamento e
l’auspicio di ritrovarci e sicuramente ci
ritroveremo lungo il cammino, ai secondi
l’augurio di ricevere l’obolo ai quali
aspiravano.
Abbiamo deciso di partecipare a queste elezioni
perché siamo convinti che il pensiero unico non
sia motivo di crescita per il paese e perché
crediamo di poter dare un contributo in termini
di idee nel solco della tradizione che
rappresentiamo.
La
lista “Da Sempre per Cerreto” si presenta come
un unico gruppo, con un insieme di individualità
che gioca la stessa partita, con un progetto
comune: lavorare per rendere migliore la Cerreto
di domani.
Tutti noi candidati avremo la stessa dignità e
le stesse possibilità.
Non abbiamo la presunzione di
voler rappresentare tutto l’arcipelago dei
cerretesi che non si riconosce nella continuità
dell’amministrazione uscente ma abbiamo la
sfacciataggine di poter dire che da sempre
abbiamo a cuore e nel cuore il nostro paese e
tutti i giorni siamo impegnati a lavorare
per Cerreto.
Crediamo che ci sono tutte le condizioni perché
questa campagna elettorale si svolga in un clima
sereno e pacifico pur nella doverosa
contrapposizione di idee e, per questo, ci
impegniamo a sottoscrivere e, chiediamo anche
a tutti i candidati dell’altra lista, un
appello pubblico al rispetto delle idee e della
volontà degli elettori e a non esercitare
pressioni, minacce e ritorsioni nei confronti
di chi non condivide il nostro pensiero.
Sarebbe un bel gesto per rasserenare il clima e
un ottimo inizio di campagna elettorale.
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