24 gennaio 2005
I parlamentari contro la megadiscarica
da Il Mattino - 23 gennaio 2005

 

 

Montesarchio

Vertice in Comune dopo l'incontro in piazza a Montesarchio, con il popolo caudino.

 

I parlamentari sanniti si sono riuniti per fare il punto della situazione e delineare le strategie di azione comune onde bloccare l'ordinanza Catenacci inerente la possibilità di realizzare una mega discarica alla località Tre Ponti di Tufara Valle. Alla presenza del sindaco Antonio Izzo, il sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli, ha sottolineato l'importanza della «vicenda che deve interessare tutto il Sannio, non deve essere solo una vertenza della Valle Caudina. Deve essere l'intera provincia a rifiutare la discarica regionale». Viespoli ha ribadito che, al di là del documento sottoscritto in piazza, è importante «assumerci come rappresentanti politici sanniti, più responsabilità di quante ne abbia richiesto il documento sottoscritto. Avendo come obiettivo quello di evitare che si concretizzi l'ordinanza così come è stata formulata».

 

Ha poi evidenziato che esistono delle contraddizioni tra quanto stabilito dal ministro Matteoli e quanto decide il commissario Catenacci. «Il ministro - egli ha detto - parla di provincializzazioni dei rifiuti, Catenacci invece vuole realizzare discariche regionali. Per cui c'è una contraddizione che va chiarita con un incontro tra Catenacci e Matteoli. Nella stessa ordinanza si riscontrano delle incongruenze». Viespoli si è quindi impegnato a creare le condizioni già fra qualche giorno, per un incontro tra Catenacci ed il ministro per l'Ambiente, insieme ai deputati sanniti. Contraddizioni evidenziate anche da Clemente Mastella, il quale ha sottolineato che «se è vero che da un lato il ministro Matteoli chiede la provincializzazione dei rifiuti, mentre dall'altro Catenacci dispone diversamente, bisogna che il tutto venga chiarito: o Catenacci segue le indicazioni ministeriali, oppure lo stesso deve essere rimosso. Il tutto con grande civiltà e compostezza».

 

Mastella rivolgendosi poi al presidente della provincia Nardone, ha chiesto che questa istituzione intervenga subito anche con ricorsi al Tar, in quanto la situazione riguardante l'ordine pubblico sta diventando ingestibile. I parlamentari all'unisono si sono quindi detti preoccupati per gli animi che sono esasperati ed intendono chiedere con forza lo stop ai lavori in attesa degli incontri istituzionali.

 

Il presidente Nardone ha invece evidenziato l'impegno della Provincia per approntare entro la data indicata da Bertolaso e Catenacci, il piano provinciale dei rifiuti. Piano pronto ma «non rispettato da chi lo ha ordinato a maggio 2004». Sul no alla discarica si è anche espresso in modo chiaro e definitivo, il senatore Cosimo Izzo. «La discarica a Tufara Valle non si deve realizzare.

 

Vanno poi - ha detto - individuate le responsabilità per capire il problema. L'ordinanza Catenacci è figlia di quella firmata da Bassolino nel'93 quando era commissario per l'emergenza rifiuti in Campania. Comunque, anche alla luce della manifestazione di oggi (ieri per chi legge), ci opporremo in tutte le sedi».

 

Collegandosi all'espressione di questa volontà, l'on. Antonio Barbieri, ha altresì sottolineato come «Catenacci faccia leva su un parere della sovrintendenza del '99. Si gioca sull'equivoco perchè oggi le situazioni sono diverse». Intanto, lunedì mattina vertice a Napoli con Catenacci, nel pomeriggio alla Provincia nuovo incontro tra i deputati sanniti.

ma.ta.

 

 


MARIA TANGREDI

 

Montesarchio. «La Valle Caudina non può diventare la pattumiera d'Italia. Non vogliamo la discarica, non siamo la pattumiera della Campania. La solidarietà non deve essere solo espressa in forma di passerella». Questo il saluto d'apertura del sindaco Antonio Izzo, ai parlamentari, sindaci, presidenti della comunità montana del Taburno e del Partenio, presidente della provincia e della giunta regionale, convenuti all'incontro con la popolazione caudina, tenutosi in piazza Umberto I a Montesarchio. Un saluto che ha tracciato le linee operative attraverso le quali si intende proseguire la lotta per la tutela del territorio.

 

«Stiamo percorrendo più strade - ha detto Izzo - da quella giuridica in quanto l'ordinanza di Catenacci presenta delle incongruenze, essendo la zona a rischio frane e sottoposta a vincoli paesaggistici; a quella della mobilitazione della gente per far giungere un messaggio chiaro, forte e univoco a chi decide sopra di noi. Hanno aperto solo tanti focolai in Campania.

 

Oggi ci troviamo a veder volere infettare una Valle con 80mila abitanti». Izzo ha così concluso: «Se non vedrò atti concreti, sarò il primo a consegnare la tessera elettorale». Un intervento che ha avuto lunghi applausi dalle migliaia di persone che gremivano la piazza. Una rabbia di cui ha preso atto il presidente della provincia Carmine Nardone, il quale ha ribadito che «Benevento è l'unica provincia che ha attuato la provincializzazione con la raccolta differenziata. Sapremo assumerci le nostre responsabilità anche a costo di fare una discarica in ogni comune, questo in collaborazione con tutti i sindaci».

 

A fare quasi eco a Nardone è stato l'intervento di Michelangelo Riemma già sindaco di Acerra, che ha sottolineato come sia «una battaglia dura ma la si potrà spuntare, unendo le forze del Sannio e di Acerra, attraverso le strade istituzionali con ricorsi, per allontanare questa sventura. È impensabile che sui nostri territori vengano effettuate scelte contro la salute». Scelte istituzionali rimarcate anche dal sottosegretario Pasquale Viespoli, il quale ha ribadito l'importanza dell'assunzione di responsabilità da parte dei politici che debbono agire «senza demagogia o interventi strappapplausi.

 

Siamo tutti contrari a questa discarica. Vi comunico a nome del governo che il ministro Matteoli è disposto ad incontrare una delegazione sannita e il commissario Catenacci. Noi chiederemo che la discarica in questo sito non si può e non si deve fare, né esistono siti regionali». A tal proposito è stata sottoscritta una dichiarazione contro l'apertura di una discarica per fos e sovvalli a Tre Ponti, da presentare al commissario Catenacci, firmata dagli onerevoli presenti, Antonio Barbieri, Bruno Casamassa, Cosimo Izzo, Clemente Mastella, Erminia Mazzoni e Pasquale Viespoli.

 

Un documento approntato dal coordinamento delle associazioni, nel quale si chiede espressamente di «annullare l'ordinanza n.319/04 e 9/05; favorire il passaggio dell'attuale gestione regionale dei rifiuti alle rispettive province della Regione Campania; prendere sempre in seria considerazione le necessità e le osservazioni delle popolazioni collegate alla scelta dei siti per le nuove discariche attraverso un serio e funzionante canale comunicativo».

 

 

    

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