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Montesarchio
Vertice in Comune dopo l'incontro in piazza a
Montesarchio, con il popolo caudino.
I
parlamentari sanniti si sono riuniti per fare il
punto della situazione e delineare le strategie
di azione comune onde bloccare l'ordinanza
Catenacci inerente la possibilità di realizzare
una mega discarica alla località Tre Ponti di
Tufara Valle. Alla presenza del sindaco Antonio
Izzo, il sottosegretario al Welfare Pasquale
Viespoli, ha sottolineato l'importanza della
«vicenda che deve interessare tutto il Sannio,
non deve essere solo una vertenza della Valle
Caudina. Deve essere l'intera provincia a
rifiutare la discarica regionale». Viespoli ha
ribadito che, al di là del documento
sottoscritto in piazza, è importante «assumerci
come rappresentanti politici sanniti, più
responsabilità di quante ne abbia richiesto il
documento sottoscritto. Avendo come obiettivo
quello di evitare che si concretizzi l'ordinanza
così come è stata formulata».
Ha
poi evidenziato che esistono delle
contraddizioni tra quanto stabilito dal ministro
Matteoli e quanto decide il commissario
Catenacci. «Il ministro - egli ha detto - parla
di provincializzazioni dei rifiuti, Catenacci
invece vuole realizzare discariche regionali.
Per cui c'è una contraddizione che va chiarita
con un incontro tra Catenacci e Matteoli. Nella
stessa ordinanza si riscontrano delle
incongruenze». Viespoli si è quindi impegnato a
creare le condizioni già fra qualche giorno, per
un incontro tra Catenacci ed il ministro per
l'Ambiente, insieme ai deputati sanniti.
Contraddizioni evidenziate anche da Clemente
Mastella, il quale ha sottolineato che «se è
vero che da un lato il ministro Matteoli chiede
la provincializzazione dei rifiuti, mentre
dall'altro Catenacci dispone diversamente,
bisogna che il tutto venga chiarito: o Catenacci
segue le indicazioni ministeriali, oppure lo
stesso deve essere rimosso. Il tutto con grande
civiltà e compostezza».
Mastella rivolgendosi poi al presidente della
provincia Nardone, ha chiesto che questa
istituzione intervenga subito anche con ricorsi
al Tar, in quanto la situazione riguardante
l'ordine pubblico sta diventando ingestibile. I
parlamentari all'unisono si sono quindi detti
preoccupati per gli animi che sono esasperati ed
intendono chiedere con forza lo stop ai lavori
in attesa degli incontri istituzionali.
Il
presidente Nardone ha invece evidenziato
l'impegno della Provincia per approntare entro
la data indicata da Bertolaso e Catenacci, il
piano provinciale dei rifiuti. Piano pronto ma
«non rispettato da chi lo ha ordinato a maggio
2004». Sul no alla discarica si è anche espresso
in modo chiaro e definitivo, il senatore Cosimo
Izzo. «La discarica a Tufara Valle non si deve
realizzare.
Vanno poi - ha detto - individuate le
responsabilità per capire il problema.
L'ordinanza Catenacci è figlia di quella firmata
da Bassolino nel'93 quando era commissario per
l'emergenza rifiuti in Campania. Comunque, anche
alla luce della manifestazione di oggi (ieri per
chi legge), ci opporremo in tutte le sedi».
Collegandosi all'espressione di questa volontà,
l'on. Antonio Barbieri, ha altresì sottolineato
come «Catenacci faccia leva su un parere della
sovrintendenza del '99. Si gioca sull'equivoco
perchè oggi le situazioni sono diverse».
Intanto, lunedì mattina vertice a Napoli con
Catenacci, nel pomeriggio alla Provincia nuovo
incontro tra i deputati sanniti.
ma.ta.
MARIA TANGREDI
Montesarchio. «La Valle Caudina non può
diventare la pattumiera d'Italia. Non vogliamo
la discarica, non siamo la pattumiera della
Campania. La solidarietà non deve essere solo
espressa in forma di passerella». Questo il
saluto d'apertura del sindaco Antonio Izzo, ai
parlamentari, sindaci, presidenti della comunità
montana del Taburno e del Partenio, presidente
della provincia e della giunta regionale,
convenuti all'incontro con la popolazione
caudina, tenutosi in piazza Umberto I a
Montesarchio. Un saluto che ha tracciato le
linee operative attraverso le quali si intende
proseguire la lotta per la tutela del
territorio.
«Stiamo percorrendo più strade - ha detto Izzo -
da quella giuridica in quanto l'ordinanza di
Catenacci presenta delle incongruenze, essendo
la zona a rischio frane e sottoposta a vincoli
paesaggistici; a quella della mobilitazione
della gente per far giungere un messaggio
chiaro, forte e univoco a chi decide sopra di
noi. Hanno aperto solo tanti focolai in
Campania.
Oggi ci troviamo a veder volere infettare una
Valle con 80mila abitanti». Izzo ha così
concluso: «Se non vedrò atti concreti, sarò il
primo a consegnare la tessera elettorale». Un
intervento che ha avuto lunghi applausi dalle
migliaia di persone che gremivano la piazza. Una
rabbia di cui ha preso atto il presidente della
provincia Carmine Nardone, il quale ha ribadito
che «Benevento è l'unica provincia che ha
attuato la provincializzazione con la raccolta
differenziata. Sapremo assumerci le nostre
responsabilità anche a costo di fare una
discarica in ogni comune, questo in
collaborazione con tutti i sindaci».
A
fare quasi eco a Nardone è stato l'intervento di
Michelangelo Riemma già sindaco di Acerra, che
ha sottolineato come sia «una battaglia dura ma
la si potrà spuntare, unendo le forze del Sannio
e di Acerra, attraverso le strade istituzionali
con ricorsi, per allontanare questa sventura. È
impensabile che sui nostri territori vengano
effettuate scelte contro la salute». Scelte
istituzionali rimarcate anche dal
sottosegretario Pasquale Viespoli, il quale ha
ribadito l'importanza dell'assunzione di
responsabilità da parte dei politici che debbono
agire «senza demagogia o interventi
strappapplausi.
Siamo tutti contrari a questa discarica. Vi
comunico a nome del governo che il ministro
Matteoli è disposto ad incontrare una
delegazione sannita e il commissario Catenacci.
Noi chiederemo che la discarica in questo sito
non si può e non si deve fare, né esistono siti
regionali». A tal proposito è stata sottoscritta
una dichiarazione contro l'apertura di una
discarica per fos e sovvalli a Tre Ponti, da
presentare al commissario Catenacci, firmata
dagli onerevoli presenti, Antonio Barbieri,
Bruno Casamassa, Cosimo Izzo, Clemente Mastella,
Erminia Mazzoni e Pasquale Viespoli.
Un
documento approntato dal coordinamento delle
associazioni, nel quale si chiede espressamente
di «annullare l'ordinanza n.319/04 e 9/05;
favorire il passaggio dell'attuale gestione
regionale dei rifiuti alle rispettive province
della Regione Campania; prendere sempre in seria
considerazione le necessità e le osservazioni
delle popolazioni collegate alla scelta dei siti
per le nuove discariche attraverso un serio e
funzionante canale comunicativo».
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