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I
cittadini: «Non ci fidiamo del Commissario di
governo
Pronti a incatenarci alle abitazioni dei
politici»
Testo da Il Sannio Quotidiano
Foto tratte dai siti:
http://www.news.vallecaudina.net/?idNotizia=635
(le prime tre)
http://www.discaricatreponti.it/ (tutte le
altre)
“Per il momento rimuoviamo i blocchi ma non ci
fidiamo del Commissario straordinario.
Aspetteremo fino a venerdì poi decideremo se
ricominciare con la protesta, se del caso, anche
più dura”. Le dichiarazioni rilasciate dai
cittadini e dai rappresentanti del Comitato
contro la discarica a “Tre Ponti” sintetizzano
bene l’atmosfera che si respira, in queste ore,
in Valle Caudina. La sensazione è che al termine
del vertice prefettizio di martedì scorso la
protesta sia solo sospesa e che sull’ipotesi
alternativa di località Cantrao, suggerita dalla
Provincia al Commissariato, ci siano grosse
difficoltà.
La
tregua resta, perciò, carica di tensione in
attesa di un nuovo vertice che si terrà in
Prefettura, a Napoli, tra il Commissario
straordinario, Catenacci, il capo della
Protezione Civile, Bertolaso, il governatore
della Campania, Bassolino, il presidente della
Provincia, Nardone e il sindaco di Montesarchio,
Antonio Izzo. Dopo il vertice, la delegazione si
sposterà a Roma dal momento che il Ministro
dell’Ambiente, Matteoli, ha fatto sapere di
voler tenere, a Palazzo Chigi, col
sottosegretario Letta, il prosieguo del vertice
del 28 gennaio scorso.



IL SOPRALLUOGO A ‘CANTRAO’
Primo sopralluogo, ieri mattina, alla cava di
contrada Cantrao, a Montesarchio da parte dei
tecnici della Provincia, del Comune di
Montesarchio e da alcuni esperti del settore
(vedi altri servizi in Valle Caudina). Stamani,
intanto, in Prefettura, s’insedierà il tavolo
tecnico costituito da Provincia e Commissariato
chiesto dal Presidente Nardone. Il nucleo di
consulenza della struttura commissariale sarà
composto dai tecnici Celico, Napoli, Di Biase e
Messina. Il sopralluogo di ieri è servito ad
effettuare una prima verifica sull’idoneità del
sito che, se condiviso dal Commissariato, dovrà
accogliere 150-200mila metri cubi di fos e
sovvalli (gli scarti di lavorazione dei cdr, ndr)
che rappresentano solo una quota delle 850mila
tonnellate complessive che la struttura
commissariale ha attribuito al Sannio in
alternativa alla mega discarica di “Tre Ponti”.

Riepilogando, al momento, il Commissariato si è
reso disponibile a ridimensionare
significativamente (fino anche alla rinuncia
totale) l’utilizzo della discarica di “Tre
Ponti” (inizialmente individuata come discarica
regionale destinata ad accogliere 6 milioni di
metri cubi). Ma la condizione imprescindibile
resta appunto l’individuazione (e, a questo
punto, la realizzazione) da parte della
Provincia di Benevento di altri siti, anche di
ridotte dimensioni, capaci di garantire una
capienza complessiva degli 850mila metri cubi.
Ma sul sito di località Cantrao, come si
ricorderà, i tecnici del Commissariato si erano
già espressi ritenendolo non idoneo perchè
carente dal punto di vista delle infrastrutture.
Secondo i tecnici, infatti, il sito sarebbe
difficilmente accessibile. Ma dalla Provincia
assicurano che le strade di servizio e gli
interventi di adeguamento verranno assicurati, a
spese dell’ente, “in tempi brevi”. Il sito, fa
sapere il Commissariato, dovrà essere consegnato
‘chiavi in mano’ entro il prossimo 17 aprile.
“Noi ce la metteremo tutta” ha assicurato ieri
sera il presidente Nardone. Soltanto quest’apertura
di credito da parte di Catenacci ha consentito
di congelare, per il momento, l’ipotesi “Tre
Ponti”.

APICE E CAMPOLI
Ma
nel complesso il problema appare tutt’altro che
risolto. Se anche, infatti, i tecnici del
Commissariato, al termine delle necessarie
verifiche tecniche, dovessero dire di sì al sito
di Cantrao, sarà necessario individuare, sul
territorio provinciale, anche altri siti (o un
altro sito) nei quali stoccare le restanti quote
di fos e sovvalli assegnateci. Agli impianti del
beneventano, secondo gli accordi, dovrebbero
essere destinati anche 500mila tonnellate di
rifiuti prodotti da Napoli e Caserta come quota
di ‘solidarietà. E qui il problema si complica:
nella relazione consegnata martedì scorso alla
Provincia, infatti, il Commissariato di Governo
ha dichiarato inidonei i siti di Apice e di
Campoli Monte Taburno indicati dalla Provincia
insieme al quello di Cantrao. Insomma, la
Provincia e il Comune di Montesarchio sembrano
puntare tutto su Cantrao. Ma basterà al
Commissariato per evitare la ripresa dei lavori
a “Tre Ponti”? E ancora: siamo sicuri che la
quota di 850mila metri cubi sia quella
definitiva assegnata al Sannio dal Commissariato
di Governo?

I COMITATI
Questi dubbi rendono perplessi anche i
rappresentanti del Coordinamento e delle
associazioni: “Quella di questi giorni è
soltanto una tregua ma siamo pronti ad un’altra
battaglia - avvertono i cittadini -. E stavolta
c’incateneremo davanti alle abitazioni dei
politici e davanti alla sede del Commissariato
ai rifiuti”. “Staremo con gli occhi bene aperti
– dice una rappresentante del comitato di cui fa
parte anche Sandra Mastella, moglie del leader
del Campanile -. Non ci fidiamo di Catenacci e
neanche dei politici che hanno guidato la nostra
protesta. Se le cose dovessero mettersi male
c’incateneremo davanti alle loro abitazioni”.

I CDR E PAOLISI
Intanto l’emergenza rifiuti incombe a causa
della temuta chiusura dei cdr, compreso quello
di Casalduni, dopo il sequestro degli impianti
da parte della procura di Napoli per difformità
alle norme ambientali. E se il sequestro
(previsto per il 22 febbraio) dovesse essere
confermato, insieme alla contestuale chiusura
delle discariche regionali attualmente in
funzione (Parapoti e Giugliano) ormai sature,
dalla fine di questo stesso mese non ci saranno
più impianti né siti per trattare e stoccare i
rifiuti. E che piova sul bagnato lo si è
compreso ieri quando dal Commissariato è
arrivata l’ordinanza: sabato 19 febbraio sarà
l’ultimo giorno di conferimento dei rifiuti agli
impianti di cdr. Contestualmente, da ieri, sono
stati allertati, perciò, i siti di imballaggio
presenti sul territorio regionale. In caso di
blocco dei cdr, dunque, i rifiuti verranno
dirottati anche verso l’impianto di
tritovagliatura di Paolisi. L’unica soluzione
per evitare il caos totale.

I SINDACATI: BISOGNA FARE PRESTO
“E’ necessario, perciò, che nei prossimi giorni
le istituzioni accelerino le procedure tecniche
per avviare i lavori nella nuova area
individuata” fa sapere la segreteria provinciale
della Cgil sannita, nel sottolineare il ruolo
“positivo e responsabile svolto in particolare
dall’Amministrazione Provinciale e dalle
autonomie locali”. Il sindacato assi cura che
vigilerà “affinchè le procedure tecniche
relative al protocollo sottoscritto in
Prefettura vengano completate in tempi rapidi, a
salvaguardia della salute dei lavoratori e dei
cittadini”.
Apprezzamento per la tenacia ed il senso di
responsabilità mostrata dai cittadini caudini e
da quanti hanno sostenuto il no alla discarica
regionale arriva dalla federazione provinciale
della rappresentanza sindacale di Base ‘Cub’, il
sindacato da sempre impegnato sul fronte delle
problematiche ambientali. L’Rdb Cub, attraverso
il responsabile provinciale, Giovanni Venditti,
fa sapere “di aver apprezzato il senso solidale
e di coesione nel comune intento di avviare la
provincializzazione dei rifiuti”. Noi abbiamo
assunto con determinazione e fermezza una
precisa posizione sull’intera vicenda della mega
discarica che ci ha permesso, per fortuna, di
reagire ancora una volta alle imposizioni calate
dall’alto. E’ stato evitato, almeno così appare,
che un altro scempio ambientale fosse perpetrato
ai danni delle comunità della Valle Caudina,
come d’altronde con la determinazione e la
fermezza è stato, in parte, evitata la
realizzazione di un mega centro di stoccaggio di
ecoballe nella comunità di Fragneto Monforte”.

L’intesa raggiunta in Prefettura tra il
Commissariato e la Provincia che proroga lo stop
dei lavori fino al 17 aprile 2005, ha dato, se
non altro, serenità ai cittadini e alle comunità
della Valle Caudina e dell’intera provincia, per
avviare un discorso per la soluzione del
problema dei rifiuti della Provincia di
Benevento. La RdB – avverte Venditti - sarà
sicuramente pronta a scendere in piazza al
fianco dei cittadini e delle associazioni,
qualora non saranno rispettate le intese
raggiunte”.
I VERDI
Soddisfazione anche dalla federazione
provinciale dei Verdi “per l’esito della vicenda
di Montesarchio, dove finalmente la democrazia e
il dialogo hanno vinto contro chi voleva imporre
scelte che non appartengono alla comunità della
valle caudina” ha dichiarato il presidente dei
Verdi di Benevento, Eugenio Feleppa. Secondo il
quale “sono da sottolineare la disponibilità del
commissario Catenacci che ha tenuto presenti le
indicazioni della comunità e l’impegno del
Prefetto che è stato vicino ai cittadini
permettendo che le manifestazioni non fossero
interpretate come azioni di terrorismo”. |