11 febbraio 2005
Tre Ponti, il pericolo non è scongiurato
da Il Sannio Quotidiano -  10 febbraio 2005

 

 

I cittadini: «Non ci fidiamo del Commissario di governo

Pronti a incatenarci alle abitazioni dei politici»

 

Testo da Il Sannio Quotidiano

Foto tratte dai siti:

http://www.news.vallecaudina.net/?idNotizia=635  (le prime tre)        

http://www.discaricatreponti.it/ (tutte le altre)  

 

“Per il momento rimuoviamo i blocchi ma non ci fidiamo del Commissario straordinario. Aspetteremo fino a venerdì poi decideremo se ricominciare con la protesta, se del caso, anche più dura”. Le dichiarazioni rilasciate dai cittadini e dai rappresentanti del Comitato contro la discarica a “Tre Ponti” sintetizzano bene l’atmosfera che si respira, in queste ore, in Valle Caudina. La sensazione è che al termine del vertice prefettizio di martedì scorso la protesta sia solo sospesa e che sull’ipotesi alternativa di località Cantrao, suggerita dalla Provincia al Commissariato, ci siano grosse difficoltà.

 

La tregua resta, perciò, carica di tensione in attesa di un nuovo vertice che si terrà in Prefettura, a Napoli, tra il Commissario straordinario, Catenacci, il capo della Protezione Civile, Bertolaso, il governatore della Campania, Bassolino, il presidente della Provincia, Nardone e il sindaco di Montesarchio, Antonio Izzo. Dopo il vertice, la delegazione si sposterà a Roma dal momento che il Ministro dell’Ambiente, Matteoli, ha fatto sapere di voler tenere, a Palazzo Chigi, col sottosegretario Letta, il prosieguo del vertice del 28 gennaio scorso.

 

 

 

 

IL SOPRALLUOGO A ‘CANTRAO’

Primo sopralluogo, ieri mattina, alla cava di contrada Cantrao, a Montesarchio da parte dei tecnici della Provincia, del Comune di Montesarchio e da alcuni esperti del settore (vedi altri servizi in Valle Caudina). Stamani, intanto, in Prefettura, s’insedierà il tavolo tecnico costituito da Provincia e Commissariato chiesto dal Presidente Nardone. Il nucleo di consulenza della struttura commissariale sarà composto dai tecnici Celico, Napoli, Di Biase e Messina. Il sopralluogo di ieri è servito ad effettuare una prima verifica sull’idoneità del sito che, se condiviso dal Commissariato, dovrà accogliere 150-200mila metri cubi di fos e sovvalli (gli scarti di lavorazione dei cdr, ndr) che rappresentano solo una quota delle 850mila tonnellate complessive che la struttura commissariale ha attribuito al Sannio in alternativa alla mega discarica di “Tre Ponti”.

 

 

 

Riepilogando, al momento, il Commissariato si è reso disponibile a ridimensionare significativamente (fino anche alla rinuncia totale) l’utilizzo della discarica di “Tre Ponti” (inizialmente individuata come discarica regionale destinata ad accogliere 6 milioni di metri cubi). Ma la condizione imprescindibile resta appunto l’individuazione (e, a questo punto, la realizzazione) da parte della Provincia di Benevento di altri siti, anche di ridotte dimensioni, capaci di garantire una capienza complessiva degli 850mila metri cubi. Ma sul sito di località Cantrao, come si ricorderà, i tecnici del Commissariato si erano già espressi ritenendolo non idoneo perchè carente dal punto di vista delle infrastrutture. Secondo i tecnici, infatti, il sito sarebbe difficilmente accessibile. Ma dalla Provincia assicurano che le strade di servizio e gli interventi di adeguamento verranno assicurati, a spese dell’ente, “in tempi brevi”. Il sito, fa sapere il Commissariato, dovrà essere consegnato ‘chiavi in mano’ entro il prossimo 17 aprile. “Noi ce la metteremo tutta” ha assicurato ieri sera il presidente Nardone. Soltanto quest’apertura di credito da parte di Catenacci ha consentito di congelare, per il momento, l’ipotesi “Tre Ponti”.

 

 

 

APICE E CAMPOLI

Ma nel complesso il problema appare tutt’altro che risolto. Se anche, infatti, i tecnici del Commissariato, al termine delle necessarie verifiche tecniche, dovessero dire di sì al sito di Cantrao, sarà necessario individuare, sul territorio provinciale, anche altri siti (o un altro sito) nei quali stoccare le restanti quote di fos e sovvalli assegnateci. Agli impianti del beneventano, secondo gli accordi, dovrebbero essere destinati anche 500mila tonnellate di rifiuti prodotti da Napoli e Caserta come quota di ‘solidarietà. E qui il problema si complica: nella relazione consegnata martedì scorso alla Provincia, infatti, il Commissariato di Governo ha dichiarato inidonei i siti di Apice e di Campoli Monte Taburno indicati dalla Provincia insieme al quello di Cantrao. Insomma, la Provincia e il Comune di Montesarchio sembrano puntare tutto su Cantrao. Ma basterà al Commissariato per evitare la ripresa dei lavori a “Tre Ponti”? E ancora: siamo sicuri che la quota di 850mila metri cubi sia quella definitiva assegnata al Sannio dal Commissariato di Governo?

 

 

I COMITATI

Questi dubbi rendono perplessi anche i rappresentanti del Coordinamento e delle associazioni: “Quella di questi giorni è soltanto una tregua ma siamo pronti ad un’altra battaglia - avvertono i cittadini -. E stavolta c’incateneremo davanti alle abitazioni dei politici e davanti alla sede del Commissariato ai rifiuti”. “Staremo con gli occhi bene aperti – dice una rappresentante del comitato di cui fa parte anche Sandra Mastella, moglie del leader del Campanile -. Non ci fidiamo di Catenacci e neanche dei politici che hanno guidato la nostra protesta. Se le cose dovessero mettersi male c’incateneremo davanti alle loro abitazioni”.

 

 

 

I CDR E PAOLISI

Intanto l’emergenza rifiuti incombe a causa della temuta chiusura dei cdr, compreso quello di Casalduni, dopo il sequestro degli impianti da parte della procura di Napoli per difformità alle norme ambientali. E se il sequestro (previsto per il 22 febbraio) dovesse essere confermato, insieme alla contestuale chiusura delle discariche regionali attualmente in funzione (Parapoti e Giugliano) ormai sature, dalla fine di questo stesso mese non ci saranno più impianti né siti per trattare e stoccare i rifiuti. E che piova sul bagnato lo si è compreso ieri quando dal Commissariato è arrivata l’ordinanza: sabato 19 febbraio sarà l’ultimo giorno di conferimento dei rifiuti agli impianti di cdr. Contestualmente, da ieri, sono stati allertati, perciò, i siti di imballaggio presenti sul territorio regionale. In caso di blocco dei cdr, dunque, i rifiuti verranno dirottati anche verso l’impianto di tritovagliatura di Paolisi. L’unica soluzione per evitare il caos totale.

 

 

I SINDACATI: BISOGNA FARE PRESTO

“E’ necessario, perciò, che nei prossimi giorni le istituzioni accelerino le procedure tecniche per avviare i lavori nella nuova area individuata” fa sapere la segreteria provinciale della Cgil sannita, nel sottolineare il ruolo “positivo e responsabile svolto in particolare dall’Amministrazione Provinciale e dalle autonomie locali”. Il sindacato assi cura che vigilerà “affinchè le procedure tecniche relative al protocollo sottoscritto in Prefettura vengano completate in tempi rapidi, a salvaguardia della salute dei lavoratori e dei cittadini”.

 

Apprezzamento per la tenacia ed il senso di responsabilità mostrata dai cittadini caudini e da quanti hanno sostenuto il no alla discarica regionale arriva dalla federazione provinciale della rappresentanza sindacale di Base ‘Cub’, il sindacato da sempre impegnato sul fronte delle problematiche ambientali. L’Rdb Cub, attraverso il responsabile provinciale, Giovanni Venditti, fa sapere “di aver apprezzato il senso solidale e di coesione nel comune intento di avviare la provincializzazione dei rifiuti”. Noi abbiamo assunto con determinazione e fermezza una precisa posizione sull’intera vicenda della mega discarica che ci ha permesso, per fortuna, di reagire ancora una volta alle imposizioni calate dall’alto. E’ stato evitato, almeno così appare, che un altro scempio ambientale fosse perpetrato ai danni delle comunità della Valle Caudina, come d’altronde con la determinazione e la fermezza è stato, in parte, evitata la realizzazione di un mega centro di stoccaggio di ecoballe nella comunità di Fragneto Monforte”.

 

 

L’intesa raggiunta in Prefettura tra il Commissariato e la Provincia che proroga lo stop dei lavori fino al 17 aprile 2005, ha dato, se non altro, serenità ai cittadini e alle comunità della Valle Caudina e dell’intera provincia, per avviare un discorso per la soluzione del problema dei rifiuti della Provincia di Benevento. La RdB – avverte Venditti - sarà sicuramente pronta a scendere in piazza al fianco dei cittadini e delle associazioni, qualora non saranno rispettate le intese raggiunte”.

 

I VERDI

Soddisfazione anche dalla federazione provinciale dei Verdi “per l’esito della vicenda di Montesarchio, dove finalmente la democrazia e il dialogo hanno vinto contro chi voleva imporre scelte che non appartengono alla comunità della valle caudina” ha dichiarato il presidente dei Verdi di Benevento, Eugenio Feleppa. Secondo il quale “sono da sottolineare la disponibilità del commissario Catenacci che ha tenuto presenti le indicazioni della comunità e l’impegno del Prefetto che è stato vicino ai cittadini permettendo che le manifestazioni non fossero interpretate come azioni di terrorismo”.

 

    

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