IN PRIMA LINEA CON EMERGENCY - 23-11-01 - Legambiente

 

 

 

DOPO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI

ORA IN PRIMA LINEA CON EMERGENCY

 

LEGAMBIENTE LANCIA UNA RACCOLTA DI FONDI PER SOSTENERE

UN PUNTO DI PRIMO SOCCORSO NELLA VALLE DEL PANSHIR

 

“Si sapeva che le condizioni erano drammatiche ma la realta’ ha superato ogni immaginazione.

Il ventennio di guerre ininterrotte ha ridotto la popolazione allo stremo: qui manca tutto, manca l’acqua, il cibo, i medicinali, manca l’elettricita’, manca una rete stradale. Da anni mancano le vaccinazioni. La situazione e’ molto piu’ disperata del previsto.”

Questo in sintesi e’ il quadro della situazione che si e’ trovata di fronte una delegazione di Emergency nel marzo  1999, recandosi a Charichar, a 50 chilometri da Kabul oltre la linea del fronte.

Questa e’ la situazione in cui stanno vivendo decine di migliaia di esseri umani mentre  continuano i bombardamenti aerei sull’Afghanistan. Qui serve tutto e soprattutto l’aiuto di tutti.

La decisione dell’America di risolvere il problema del terrorismo con un corpo a corpo con l’Afghanistan, di usare gli strumenti della guerra per sedare la rete internazionale del terrore e’ iniqua e pericolosa. Difatti sono state immediatamente smentite le dichiarazioni fatte sulla natura diversa dell’intervento, essendo nei fatti una vera e propria guerra, con le tragiche conseguenze dei bombardamenti che inevitabilmente coinvolgono la gia’ provata popolazione civile. Una posizione, quella di Legambiente, nettamente a favore di una soluzione pacifica del problema, ricorrendo alla diplomazia internazionale e all’ONU; notizia delle ultime ore, la risoluzione firmata da quasi mille capi tribu’ e rappresentanti politici dell’Afghanistan che chiedono tra l’altro la sospensione immediata dei bombardamenti e il passaggio della gestione delicata della regione nelle mani dell’ONU.

Di fronte alla tragedia umanitaria a cui stiamo assistendo, Legambiente ha deciso di sostenere l’operato di Emergency con un gesto concreto, immediato, urgente.

Vogliamo raccogliere i fondi per tenere aperto, per un anno intero, un FAP (First Aid Post), un punto di primo soccorso.

Tra le attivita’ di un First Aid Post, aperto ventiquattro ore al giorno, quella principale riguarda il trattamento delle ferite da mina e da arma da fuoco, con la possibilita’ di trasferire i pazienti al Centro chirurgico di Anabah quando sia necessario il ricovero (ogni centro ha una sorta di pulmino che funge da ambulanza). Ma accade sempre che ogni FAP si trasformi ben presto in una sorta  di presidio medico che fornisce assistenza di base alle popolazioni dell’area.

Complessivamente, in un anno, fino al dicembre 2000, nei 6 FAP della Valle del Panshir sono stati trattati 5.300 pazienti, di cui 668 sono stati trasferiti nel nel centro di Anabah per essere operati.

 

Emergency, nel 2000, ha avuto un bilancio di spesa superiore ai 2 miliardi e mezzo per la gestione dell’ospedale di Anabah nella valle del Panshir, e per il 2001 e’ previsto un aumento del budget perche’ da questa stima vengone escluse le attività del nuovo reparto di chirurgia oculistica e maternita’.

Il nostro obiettivo e’ quello di raccogliere fondi per coprire le spese di gestione annuale complessiva di uno dei sei FAP presenti nella valle, precisamente quello di SALANG.

Non siamo nuovi ad iniziative di questo tipo. Cosi’ e’ per il prezioso contributo di Legambiente Solidarieta’ che da anni ormai raccoglie le esperienze di intervento maturate dall’associazione in situazioni dove il danno ambientale si intreccia con il disagio sociale e in particolare nelle zone colpite dall’incidente di Cernobyl.

Cosi’ e’ per il setttore Cooperazione Internazionale di Legambiente, che con i programmi in Albania, Mozambico e Brasile ci ha abituati alla pratica della mobilitazione anche in casi di disastri ambientali o guerre all’estero.

 

Il 10 novembre è partita la raccolta fondi che  a livello nazionale e che si concludera’ entro le feste natalizie. Il 10 dicembre, la giornata internazionale dei Diritti dell’Uomo, è un altro grande possibile momento di mobilitazione.

 

Di seguito trovate le varie forme di raccolta dei  contributi:

 

IL CONTO CORRENTE POSTALE DI LEGAMBIENTE SOLIDARIETA’ 12075586 INTESTATO A LEGAMBIENTE SOLIDARIETA’, VIA BUOZZI 13 58100 GROSSETO CAUSALE EMERGENZA AFGHANISTAN

 

PAGAMENTO CON CARTA DI CREDITO, TELEFONANDO AL NUMERO 06/86268318

 

BONIFICO BANCARIO SUL C/C 2030 LEGAMBIENTE ONLUS S.O.S.  PRESSO L’ISTITUTO BANCARIO SAN PAOLO DI TORINO, AG. 14 CORSO TRIESTE 27/C –ROMA -  ABI 1025   CAB 03219  CASUALE EMERGENZA AFGHANISTAN

 

ATTENZIONE-  Legambiente e’ una ONLUS e quindi, ai sensi dell’art. 13 del dlgs 460/97, anche i privati possono detrarre le loro donazioni.