Sorrido anch'io - 23-06-04 - Vittorio Pagliarulo

 

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Anche a me, al pari delle sensazioni di alto gradimento espresse dall’amico Forlani, quel “sorrido” del carissimo Fulvio Esposito mi ha fatto sorridere di compiacimento, pertanto non posso che plaudire per quello che ha scritto.

Conosco Fulvio, figlio di cotanto padre. Quell’Ezio che in tempi non sospetti (per me) ho messo in croce - una ventina d’anni fa - affinché rientrasse sui suoi passi, per una feroce diatriba con il sindaco del tempo, eletto per la prima volta nel 1985.

All’epoca l’assessore Ezio Esposito si dimise, appena qualche tempo dopo le votazioni, perché aveva capito tutto.

Ti ricordi, Ezio? Eravamo tuoi ospiti a cena, quella sera: io tu e l’altro; e tu fosti irremovibile!

Chi scrive, il grullo, ci è arrivato ben dieci anni dopo e da allora si è rovinato il fegato. Ma non volevo parlare dei miei limiti nella comprensione dei miei simili perché, evidentemente, sono sempre rimasto affascinato dai sorrisi smaglianti e aperti, dai progetti condivisi e in seguito mai realizzati… e via di questo passo, a coronare la cocente delusione che ti pervade quando - meglio tardi che mai - ti rendi conto che gli eventi si sono sviluppati in totale dissonanza di quanto si era detto e fatto insieme, in una lunghissima campagna elettorale, dal 1980 al 1985.

Voglio, invece, dirvi di un candidato della Lista Liverini, di cui non faccio il nome, che si rivolge, in una roccaforte telesina, ad un gruppo di parenti, alcuni di primo grado, altri acquisiti, una famiglia, dunque, (nove persone) per avere conferma che avrebbe goduto del loro suffragio.

Quasi offesi i detti parenti, per una richiesta che il candidato non avrebbe dovuto nemmeno avanzare, per non urtare la loro suscettibilità di persone che mai avrebbero preferito altro candidato al beneamato congiunto o, addirittura l’altra lista!

Conclusione: il candidato, in quella zona non ha preso neanche un voto. Come si vede, caro Fulvio, LE VIE DEL SIGNORE SONO VERAMENTE INFINITE!

Vittorio Pagliarulo

P.S.

E’ comprensibile che abbia omesso il nome del candidato e quello dei parenti “serpenti”, caro Fulvio, ma se qualcuno vuole essere documentato con dovizia di particolari, basta dirlo e gli presento il candidato che, sulla sua pelle, ha fatto la triste esperienza che certi vomitevoli espedienti politici, messi in atto, sono capaci di stravolgere anche i legami di parentela.

 


 

 

 

 

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