Intervento riferito a: S.Salvatore, e adesso parliamo di donne

 

 

21 maggio 2007
S.Salvatore, partiamo dalle donne
Francesco Meglio

 

 

Ho letto con molto interesse l’intervento della sig.ra Bove su un punto da me trattato nell’intervento del 30 aprile scorso. Dopo averLa ringraziata per gli attestati di stima Le espongo una riflessione più completa di quella espressa nel mio precedente articolo.

La questione della donna risale alla società greca classica e ha visto nell’opera del tragediografo Euripide e nella sua Medea pagine quanto mai interessanti. Medea donna dell’Oriente venuta nella Colchide dopo aver aiutato Giasone nell’impresa del vello, è un topos letterario nonché una figura basilare per comprendere il ruolo della donna. L’origine meteca, ossia straniera, barbara della donna, giustificava nel diritto greco il fatto che Giasone si unisse alla figlia di Creonte, re di Corinto. La discriminazione greca verso la donna era forte nell’agorà dove le donne non avevano accesso se non  quando vi era il mercato.

I nostri tempi purtroppo dietro un’ apertura di facciata verso le donne celano una discriminazione da combattere vigorosamente. I tempi frenetici che viviamo ci distolgono da una problematica  quanto mai attuale e desiderosa di proposte serie. Il mondo moderno retto dall’on the spot, tutto e subito, ha appiattito la tematica femminile equiparandola a quote rosa, strumento sterilissimo e ingannatore. Invece di dare numeri, perché non invertire la rotta del nostro presente, alimentando una società dove si possa coniugare famiglia, lavoro e vita sociale?

Purtroppo l’immagine di donna che ai potenti piace è la valletta o la showgirl, espressioni prive di dignità e gusto. L’esclusione delle donne nella vita di una comunità rappresenta un limite per la crescita della società stessa, una politica attenta alle donne senza donne al potere risulterebbe vuota, incapace di cogliere le esigenze delle nostre madri, mogli, figlie. Come possiamo pensare di fare a meno delle donne? A questa domanda il neo presidente francese Sarkozy ha dato una risposta molto bella: nel nuovo governo Fillon compaiono sette donne su quindici ministri. Indubbio il fatto che nella scelta di Sarkozy abbiano pesato fattori politici ma prendiamo spunto da qui per fare altrettanto. In Germania dal novembre del 2005 è cancelliere Angela Merkel, in Cile è presidente della repubblica la Bachelet, negli Usa è speaker (presidente della camera) Nancy Pelosi. Perché anche da noi non può essere come in questi paesi? Sarebbe una scelta altamente produttiva ma soprattutto concreta e sancirebbe la fine dei pericolosi silenzi che caratterizzano la voce donna nel vocabolario politico del bel paese.

La realtà storica e il suo pericoloso indirizzo ci dicono che questo passaggio è necessario. Per fare questo è evidente che occorra una partecipazione attiva delle donne che riecheggi nell’attività legislativa. Da qui, poi, deve partire un cammino di riavvicinamento alla cosa pubblica, quale occasione di preparazione per essere e non è utopia, a capo di realtà comunali, provinciali e statali. Perché in una società che ammannisce il “panem et circenses”, che annulla la natura pensante dell’uomo,  le parole di Oscar Wilde colgono nel segno:  Nessun uomo ha davvero successo se non ha le donne dalla sua parte, perchè le donne governano la società.”

 

 

 

     

 Valle Telesina


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